​TARIFFE RADDOPPIATE E PROROGA “FANTASMA”, LE DENUNCE DELL’OPPOSIZIONE A SONNINO

​Dalle tariffe raddoppiate in barba ai regolamenti, alla “proroga fantasma” firmata con dieci anni di anticipo. I Consiglieri di minoranza, a Sonnino, denunciano un sistema che avrebbe gonfiato le bollette dei cittadini.

“Non è una semplice svista burocratica, ma un cortocircuito amministrativo che pesa direttamente sui portafogli dei cittadini. Il Consigliere Iacovacci scoperchia quello che definisce il “vaso di Pandora” delle lampade votive, mettendo all’angolo Giunta e uffici tecnici con una ricostruzione documentale che non lascia spazio a interpretazioni. Il Comune concesse alla ditta I.L.V.C. srl una proroga di 10 anni quando mancava ancora un intero decennio alla scadenza del contratto (2018). Ma il vero nodo politico è la clausola tradita, la delibera vietava espressamente aumenti a carico degli utenti.

I numeri presentati dalla minoranza disegnano una parabola speculativa. 2012: Il canone era di circa 8,44€ (ivato). 2013: Il balzo a 17,08€, nonostante i divieti del 2008. Oggi: la bolletta è arrivata a 19,54€, con una previsione per il 2026 di 20,50€.

“Un aumento del 150% totalmente arbitrario. I cittadini sono stati trattati come un bancomat per coprire falle, o alimentare profitti senza titolo”.

​L’affondo si sposta poi sulla gestione dei flussi finanziari. Si solleva un dubbio contabile imbarazzante: perché nelle fatture della ditta le somme dovute al Comune variano annualmente, mentre nelle determine comunali l’importo riscosso appare cristallizzato alla cifra fissa di 7.764,55 euro.

A questo si aggiunge il “muro di gomma” denunciato dall’opposizione: documentazione acquisita dagli uffici solo dopo le loro pressioni e, soprattutto, il divieto di accesso ai conti della ditta concessionaria.
​Non si chiede solo chiarezza, si chiede riparazione: “L’amministrazione riprenda in mano l’anagrafe dei contratti e provveda al rimborso immediato delle somme riscosse indebitamente dal 2013 a oggi.
​La Giunta sceglierà la via del silenzio o avrà il coraggio di smentire i numeri, le delibere e i conti presentati dall’opposizione?”.

RETTIFICA ARTICOLO

Di seguito la rettifica richiesta dall’avvocato Luigi Ciro del foro di Potenza, nell’interesse della società I.L.V.C. Impianti Elettrici S.r.l..

Nell’articolo in questione vengono riportate affermazioni non corrispondenti alla reale ricostruzione dei fatti e lesive della reputazione della società mia assistita, nonché idonee a fornire una rappresentazione distorta della gestione del servizio di illuminazione votiva; in particolare, risultano prive di riscontro le seguenti affermazioni e ricostruzioni: il riferimento a “tariffe raddoppiate” e a un “aumento del 150%”, non corrispondente ai dati reali, essendo l’adeguamento intervenuto nel 2013 limitato all’applicazione degli indici ISTAT (circa +7,1%); il richiamo a una presunta violazione di delibere che avrebbero vietato aumenti, circostanza priva di fondamento, non essendosi verificati incrementi difformi rispetto al quadro contrattuale; il riferimento a una “proroga fantasma”, non rispondente alla reale qualificazione degli atti adottati, riconducibili agli strumenti ordinari del rapporto concessorio; le affermazioni relative a presunte incongruenze tra fatturazione e somme dovute al Comune, formulate in termini generici e suggestivi, senza considerare la corretta dinamica amministrativa e contabile; il riferimento a un presunto “muro di gomma”, che non trova riscontro nei fatti, essendo invece state avanzate richieste – quali l’accesso ai conti correnti della società concessionaria – estranee ai limiti del diritto di accesso e, pertanto, non accoglibili; l’evocazione di somme da rimborsare ai cittadini, priva di qualsiasi base oggettiva o documentale; le espressioni quali “non è una semplice svista burocratica” risultano idonee a suggerire la sussistenza di irregolarità o condotte scorrette in assenza di riscontri fattuali; tali contenuti travalicano i limiti del legittimo diritto di cronaca e risultano idonei a fornire una rappresentazione non veritiera dei fatti, con possibili riflessi anche sull’immagine dell’Amministrazione comunale coinvolta.

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