Patteggiano la pena i due giovani di 18 anni, entrambi di Latina, arrestati lo scorso venerdì 9 gennaio dalla Polizia di Stato
Hanno patteggiato entrambi la pena a 3 anni e 6 mesi ciascuno, oltreché a una multa da 18mila euro (per entrambi), i due 18enni Lorenzo Vigo, assistito dagli avvocati Alessia Righi e Giancarlo Vitelli, e Lorenzo Maddaloni, difeso dall’avvocato Leone Zeppieri. I due giovani erano stati fermati lo scorso 9 gennaio con armi, droga e contanti. A stabilire il patteggiamento, previo accordo tra difese e Procura, è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, nella giornata di oggi, 18 maggio. Maddaloni è” stato raggiunto lo scorso 12 maggio da un nuovo arresto nell’ambito dell’ordinanza denominata “Pac Man”, in quanto facente parte del gruppo capeggiato da Francesco D’Antonio. Maddaloni, insieme a D’Antonio, Luca Tonini e Alex Iannaccone, più un minorenne, avrebbe portato l’arsenale, con tanto di tritolo, nel monocale al Circeo intestato alla madre di D’Antonio. Anche Vigo risulta indagato nell’operazione Pac Man.
Tornando al patteggiamento odierno, dopo l’arresto del 9 gennaio (strettamente connesso al ritrovamento del tritolo a San Felice Circeo), Vigo e Maddaloni si erano avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere. Al termine dell’interrogatorio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva convalidato gli arresti e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo il Gip, la disponibilità di armi dei due diciottenni li inserisce “in contesti criminali più ampi”, così come emerso nell’operazione Pac Man.
La Polizia di Stato aveva tratto in arresto i due giovani entrambi residenti a Latina, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e porto abusivo di armi clandestine, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I due diciottenni provengono da famiglie lontane da contesti criminali.
Nel pomeriggio del 9 gennaio, un primo intervento degli agenti della Squadra Volante di Latina, che avevano fermato un’autovettura con a bordo uno dei due giovani arrestati, Lorenzo Maddaloni, il quale aveva prima fornito false generalità e poi aveva tentato la fuga a piedi. Durante la corsa, sotto l’occhio vigile di uno dei poliziotti che si era posto al suo inseguimento, aveva lasciato cadere un oggetto metallico, poi risultato essere un revolver, oggetto di furto, con all’interno due proiettili. L’operazione si era concretizzata in centro a Latina, tra Via Marconi, Via Verdi e Via Napoleone Bonaparte.
Una volta bloccato, gli agenti avevano proceduto al controllo del veicolo utilizzato, rinvenendo alcuni involucri di sostanza stupefacente, successivamente risultata essere cocaina, nonché una somma di denaro contante pari a circa 1.200 euro.
Le attività erano quindi proseguite con l’intervento degli investigatori della Squadra Mobile presso l’abitazione del giovane nel quartiere Q5. All’interno dell’immobile erano stati rinvenuti ulteriore denaro contante, per un totale complessivo di circa 1.300 euro, un bilancino di precisione e altro materiale presumibilmente utilizzato per il confezionamento della sostanza stupefacente.
Durante gli accertamenti era stato trovato un secondo mazzo di chiavi, risultate riconducibili all’appartamento dell’altro diciottenne, Lorenzo Vigo, che proprio nello stesso pomeriggio del 9 gennaio era stato notato dagli investigatori della Squadra Mobile insieme a Maddaloni. Presso l’abitazione di Vigo, cui sono state estese le attività di perquisizione, erano stati rinvenuti un mini revolver privo di segni identificativi, ossia calibro 22 circa 1 chilo e 100 grammi di hashish, 350 grammi di cocaina e crack, 600 euro in contanti e materiale per il confezionamento dello stupefacente. La droga era contenuta in bustine raffiguranti l’effige di Pablo Escobar. Trovate in casa di Vigo, ubicata a Borgo Sabotino (nell’area della Marina di Latina), anche 12 cartucce, rispettivamente per pistola calibro 380 auto e 357 magnum.
Alla luce di quanto emerso, entrambi i giovani erano stati arrestati e, al termine degli accertamenti di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti in carcere. A chiedere l’arresto dei due giovani era stato il sostituto procuratore Valerio De Luca.
Il ritrovamento di tritolo, bombe e armi al Circeo era, come detto, strettamente connesso con l’arresto dei due 18enni trovati con armi e droga. Gli investigatori della Squadra Mobile, infatti, stavano monitorando un’altra fazione di emergenti, probabilmente opposti alla fazione degli “Arlecchinos” capeggiati dai gemelli Spinelli. Sono giovani e armati fino ai denti, attivi nel campo dello spaccio di droga, soprattutto in grado di avere coperture pesanti. Al vertice del gruppo ci sarebbe Francesco D’Antonio. È proprio seguendo alcuni di questi giovani emergenti che i poliziotti sono riusciti a scoprire l’appartamento a San Felice con l’arsenale e la bomba al tritolo.
C’è anche un altro elemento da non sottovalutare. Il nome di Lorenzo Maddaloni emergeva anche nell’indagine che aveva portato agli arresti di Mattia Spinelli per tentato estorsione al mediatore del noleggio d’auto lo scorso ottobre, Alex Iannaccone. Ad un certo punto, la vittima delle angherie di Spinelli e dei suoi sodali spiegava agli inquirenti che fu Maddaloni, suo collaboratore, ad aver portato un’auto allo stesso Spinelli, senza contare che lo stesso Maddaloni avrebbe consigliato Iannaccone di denunciare in merito alle prepotenze subite.
