Terracina aggredisce l’ex fidanzato della figlia, arrestato dalla Polizia di Stato per tentato omicidio: inizia il processo
È stato incardinato davanti al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, il processo per tentato omicidio in cui è imputato il 57enne di origine catanese, Carmelo Papa, difeso dagli avvocati Francesco Calderone e Daniele Campo. A costituirsi come parte civile il ventenne, vittima del colpo d’accetta rifilato a settembre scorso dall’imputato. Il giovane è assistito dall’avvocato Francesco Pietricola.
La Polizia di Stato, lo scorso 5 settembre, era intervenuta in viale della Vittoria, a Terracina, all’altezza della confluenza con via Lungolinea, dove al 112 era stato segnalato un sinistro stradale.
Sul posto erano presenti due ragazzi, uno dei quali riverso in terra con una copiosa perdita di sangue dal capo. L’altro ragazzo, malconcio ma non in gravi condizioni, riferiva che poco prima, mentre erano entrambi a bordo della bicicletta del suo amico, erano stati aggrediti da un uomo a bordo di un ciclomotore armato di un’accetta.
Era immediatamente intervenuto personale sanitario che ha trasportato il ferito più grave direttamente all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, dove gli erano state riscontrate gravi lesioni craniche con lacerazione della corteccia cerebrale. Il 20 era finito in coma farmacologico.
Nel frattempo, presso il Commissariato di Polizia di Terracina, si era presentato Carmelo Papa, noto alle forze dell’ordine, che si era addossato la responsabilità dei fatti descritti, quale risposta ai ripetuti e continui comportamenti irriguardosi della vittima nei confronti della figlia dell’aggressore. I due ragazzi erano stati fidanzati ma, conclusa la relazione, il giovane avrebbe continuato ad infastidire e oltraggiare la ex ragazza, rendendosi anche responsabile di ripetuti comportamenti persecutori.
Al fine di ricostruire al meglio i fatti narrati dall’uomo, d’intesa con il pubblico ministero di turno della Procura di Latina, era stata intrapresa una minuziosa attività investigativa, attraverso l’escussione di numerosi testimoni e l’accorta analisi del sistema di video-sorveglianza cittadino, le cui risultanze istruttorie erano state condivise con l’Autorità Giudiziaria e si era quindi proceduto all’arresto dell’uomo per il reato di tentato omicidio.
Le indagini avevano anche consentito di attribuire delle responsabilità anche al figlio dell’arrestato, che non era mai stato menzionato dal genitore, ma presente al momento dell’aggressione, il quale era stato denunciato in stato di libertà.
Al termine della redazione degli atti di rito Papa era stato condotto in carcere.
Oggi, 6 maggio, il Tribunale ha accolto le prove, limitando a sei i testimoni della difesa. Il processo è stato rinviato al prossimo 24 giugno quando verranno esaminati quattro testimoni di polizia giudiziaria e il ragazzo colpito dall’accetta.
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, dopo il colpo, il ragazzo avrebbe subito contusioni multiple craniche, varie fratture, contusioni e la lacerazione della corteccia cerebrale. La prognosi è stata superiore ai 40 giorni.
