“Una variante che nasce da una necessità concreta, che gli operatori del settore balneare ci segnalano da anni e che noi, come amministrazione, abbiamo il dovere di affrontare con strumenti urbanistici adeguati ai tempi”.
A parlare è Gianluca Corradini, assessore al Demanio e all’Urbanistica del Comune di Terracina, che illustra il lavoro che si sta producendo per giungere ad approvare la proposta di variante al Piano Regolatore Generale relativa alla disciplina delle zone “F2”.
“Abbiamo la necessità di revocare la precedente deliberazione di Consiglio Comunale n. 35 del 4 luglio 2022 — spiega Corradini — e riproporre una riscrittura organica di tre diversi strumenti urbanistici: il Piano Regolatore Generale, il Piano Particolareggiato Esecutivo del Centro Storico in Declivio e Pianura, e la Variante al PRG per l’Ambito Territoriale C2 relativo al settore portuale e alla ricettività turistica. Tre testi distinti, ma con un filo conduttore comune: liberare le aree demaniali marittime da norme obsolete e rigide, che oggi rappresentano più un ostacolo che una tutela”.
Il cuore della modifica riguarda proprio il superamento di vincoli che, nella vecchia formulazione, limitavano severamente le possibilità di intervento sugli arenili. «La norma previgente — ricorda l’assessore — vietava costruzioni stabili sul lungomare Circe, consentendo solo gruppi igienici entro altezze e lunghezze predeterminate. E nel Piano Particolareggiato, le strutture di servizio potevano restare in sito soltanto dal 1° maggio al 30 settembre, imponendo la rimozione nel resto dell’anno. Norme che, di fatto, rendevano impossibile qualsiasi progetto di destagionalizzazione.»
La nuova formulazione, identica nei tre atti e pensata per garantire coerenza normativa su tutto il territorio costiero, apre a un approccio più flessibile: «Nell’arenile e nelle aree demaniali marittime dovrebbero essere consentite attività esclusivamente con finalità turistico-balneari e turistico-ricreative, compresa l’installazione di strutture e attrezzature necessarie al loro svolgimento. Il tutto nel pieno rispetto del Piano di Utilizzazione degli Arenili, del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, del Piano di Assetto Idrogeologico e di ogni altra normativa sovraordinata, previa acquisizione della concessione demaniale e del relativo titolo abilitativo edilizio.»
“Non stiamo deregolamentando nulla — precisa Corradini —. Stiamo semplicemente allineando le norme locali alla realtà normativa regionale e nazionale, che già da tempo consente una gestione più dinamica del demanio balneare. Il riferimento al PUA, al PTPR e al PAI non è formale: è la garanzia che ogni intervento sarà comunque sottoposto a tutti i controlli del caso”.
A partire dalla data di adozione della variante scatteranno le misure di salvaguardia previste dall’articolo 12 del Testo Unico Edilizia. Il Dirigente del Dipartimento Pianificazione Urbanistica provvederà alla pubblicazione e alla raccolta delle osservazioni, secondo quanto previsto dalla Legge 1150 del 1942, prima che il testo approdi in Consiglio comunale per il voto definitivo.
“Se il Consiglio comunale approverà questa variante — e mi auguro che lo faccia con la consapevolezza di quanto sia attesa dal territorio — quello che cambierà non sarà soltanto un articolo delle norme tecniche d’attuazione. Cambierà il modo in cui Terracina guarda al proprio mare e alle proprie potenzialità turistiche. Per gli operatori del settore balneare significherà finalmente poter programmare investimenti seri, strutturati, senza il timore che una norma urbanistica anacronistica blocchi un progetto a metà strada. Potranno pensare a una stagione più lunga, a strutture più funzionali, a servizi di qualità che vadano ben oltre i canonici tre mesi estivi. Ma questo intervento non riguarda solo chi lavora sulla spiaggia: riguarda i cittadini di Terracina, le famiglie, i turisti che scelgono la nostra città. Un litorale attrezzato e fruibile anche in primavera avanzata o in autunno inoltrato è un bene collettivo, è qualità della vita, è identità urbana. Terracina ha un patrimonio costiero straordinario e per troppo tempo lo abbiamo gestito con strumenti pensati in un’altra epoca. Con questa variante diciamo chiaramente che vorremmo come Amministrazione fare un passo avanti: più sviluppo, più occupazione, più attrattività, nel rispetto assoluto dell’ambiente e delle norme di tutela paesaggistica. Senza dimenticare il nostro impegno, come Amministrazione comunale, di finalizzare il percorso della messa a bando delle concessioni demaniali marittime”.
