Due esposti, uno da Roma e uno da Bologna. Così è iniziata l’articolata indagine per approfondire le attività di Francesco Osanna, classe 1978, di Latina, impostosi come “mago” degli investimenti finanziari con i soldi dei risparmiatori. Solo che, secondo la Guardia di Finanza di Latina, dietro le promesse di far fruttare, anzi lievitare i soldi, c’era un’associazione per delinquere composto da lui, il padre della compagna e il socio Luigi Orcese.
Come noto, Osanna è finito agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, gli altri due interdetti dalla possibili di attività imprenditoriale e finanziaria. Uno dei due esposti è arrivato a conclusione e trasferito da Roma per competenza a Latina. Il fascicolo per fatti andati avanti dal 2015 al 2023 è stato coordinato dal pubblico ministero Andrea D’Angeli, poi trasferito nella Capitale.
Secondo gli inquirenti, Osanna è una sorta di millantatore di conoscenze politiche e in ambito finanziario, definito dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, che ha firmato il suo arresto, come “indiscusso dominus dell’organizzazione criminale”.
L’inchiesta si è mossa su tre principali società alle quali arrivavano i bonifici dei risparmiatori ignari e creduloni: Osanna Advisors, Osanna Group e Ciaograzie srl. In quest’ultima società dal nome curioso e beffardo sono arrivati 74 bonifici, mentre alla Osanna Group la bellezza di 24 bonifici.
Si tratta, secondo gli inquirenti, di una condotta talmente sistematica da assurgere a regola di vita, tanto che le attività di Osanna fanno ritenere alta la probabilità che l’attività del gruppo sia tuttora in atto. Infatti, anche saputo dell’indagine, Osanno e il suo gruppo avrebbe continuato a operare nello stesso modo.
I soldi ricevuto dai risparmiatori sarebbero stati spostati in varie società, dopodiché emerge anche la creazione di due trust. Per avere un’idea, uno dei risparmiatori secondo gli inquirenti truffati avrebbe investito 400mila euro, tre di loro 300mila ciascuno, un altro 140mila, altri due 50mila. Un fiume di denaro sulla promessa di Osanna di guadagnare il 50% in un mese o comunque un rendimento fino al quadruplo per il primo anno. In una delle vicende evidenziate dall’indagine della Procura e della Guardia di Finanza, c’è un uomo che, spazientito, chiede la restituzione dei soldi. Si accorda con il gruppo Osanna per una transazione: 10mila euro per tranche. Dopo i primi 10mila euro, l’uomo non vede più il becco di un quattrino.
A fare gli esposti sarebbero state due donne, sospettose del modus operandi di Osanna il quale, bel frattempo, si era trasferito a Londra con tanto di residenza e aveva ampliato le sue attività a Dubai. Senza contare almeno una società tracciata dagli investigatori nella capitale inglese.
Un passato nella destra pontina, tra gruppi giovanili, Alleanza Nazionale e Casapound, il 48enne Osanna – che come riportava la nota trasmissione di inchiesta televisiva “Report”, nel 2017 rimase coinvolto in un’operazione della Guardia di Finanza, che indagava su una truffa internazionale ai danni di privati cittadini – è stato coinvolto in questa ultima indagine di Procura e Guardia di Finanza di Latina. Negli ultimi anni, Osanna si era avvicinato a Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni. Il latinense, assistito dall’avvocato Salvatore Sciullo, sosterrà l’interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni.
Lunedì scorso, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Latina, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, nei suoi confronti.
Altre due persone – il socio Luigi Orcese e il padre della compagna – sono state attinte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e di rivestire uffici direttivi di persone giuridiche e delle imprese.
Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine per fatti fino al 2023, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina e condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, guidati dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine è stata coordinata in un primo momento dal pubblico ministero Andrea D’Angeli.
In particolare, il quadro riscostruito dalla capillare attività di indagine condotta dalle Fiamme Gialle ha consentito di raccogliere circostanziati elementi in ordine a un sodalizio criminale, con base a Latina, dedito all’attività di raccolta abusiva del risparmio tra il pubblico, sia in Italia che all’estero.
Le somme percepite, anziché essere utilizzate in investimenti, come prospettato e garantito ai numerosi investitori in buona fede, venivano reimpiegate dagli indagati in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali e speculative, configurando in tal modo l’ipotesi di autoriciclaggio.
Tale attività è stata realizzata in violazione della normativa in materia di intermediazione finanziaria, in assenza delle prescritte autorizzazioni all’esercizio professionale dell’attività di consulenza nel settore degli investimenti.
Dagli accertamenti eseguiti sono emerse, infine, numerose operazioni di trasferimento di beni e di somme di denaro – anche attraverso la costituzione di trust – nonché di strumentali avvicendamenti nelle cariche delle società utilizzate nell’attività delittuosa, con il solo fine di mascherarne e dissimulare la reale proprietà ed evitare eventuali aggressioni patrimoniali.
Contestualmente alle misure cautelari personali, veniva disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati ipotizzati a carico degli indagati, fino alla concorrenza di circa 800.000 euro.
