LATINA, ASSISTENZA DOMICILIARE AI DISABILI. CICCARELLI RISPONDE AI COMUNISTI: “NESSUN SALASSO”

disabilità

“Assistenza domiciliare per persone disabili, nessun “salasso” in arrivo”, la risposta dell’Assessore alle Politiche di Welfare Patrizia Ciccarelli al Partito Comunista di Latina

LA NOTA – Le affermazioni riportate a mezzo stampa in merito a un presunto approccio burocratico e vessatorio del servizio alla persona nei confronti delle persone con disabilità che usufruiscono dell’assistenza domiciliare meritano qualche precisazione.

Innanzitutto, occorre precisare che si tratta di una tipologia di servizio estremamente importante per le persone proprio perché si parla di servizi di prossimità, ossia di un insieme di prestazioni sociali rese a domicilio finalizzate a favorire la permanenza dei beneficiari nel proprio ambiente, nonché a elevare la qualità della vita degli stessi ed evitare il fenomeno dell’isolamento e dell’emarginazione sociale.

Questo è valido sempre e ancora di più in situazioni di emergenza sanitaria economica e sociale quale quella che stiamo vivendo da oltre un anno che impone continue rimodulazioni e riassestamenti nella erogazione dei servizi.

Le lettere “consegnate a mano” citate nel comunicato del Segretario del Partito Comunista di Latina Sergio Sciaudone non sono altro che un atto gestionale del Servizio Welfare che ha lo scopo di fare una ricognizione dell’utenza da relazionare poi nelle opportune sedi per poter avviare una programmazione puntuale. Non è mai stata intenzione dell’Amministrazione e non lo sarà mai operare un “salasso” sulle persone fragili, né in tempi normali, né in una situazione emergenziale come quella attuale. E spiego il perché.

I servizi in questione stanno vivendo dal punto di vista normativo una stagione di particolare trasformazione. Tanto è vero che il regolamento del 2011 è stato superato dalla nuova legge regionale sul Welfare del 2016, alla quale sono seguite nuove normative, che non sto qui a citare per non tediare nessuno, ma che rimandano ad atti successivi, alcuni dei quali sono tuttora in evoluzione.

Insomma, stiamo vivendo ancora una fase interlocutoria da questo punto di vista e con quelle lettere l’obiettivo del Servizio era puramente quello di conoscere lo stato dell’utenza per poterlo rapportare ai diversi approcci dei Comuni che compongono il Distretto sanitario di cui Latina è Ente capofila. Il futuro verso il quale stiamo andando, infatti, è quello di una gestione associata che per poter essere attuata deve necessariamente armonizzare le scelte dei Comuni.

Aggiungo inoltre che poche settimane fa la Giunta ha approvato la Delibera n. 74 del 2 aprile 2021 sulla copertura dei servizi a domanda individuale per l’anno 2021 con la quale, tra le altre cose, abbiamo dato chiaramente l’indirizzo di non includere, tra i servizi a pagamento, quelli rivolti a persone con disabilità. Dunque, nessun approccio burocratico ai limiti dell’insensibilità ma una attenzione costante nel tempo a tutti e in particolare alle categorie più fragili.

Articolo precedente

COVID, PERICOLO VARIANTI TRA I BRACCIANTI INDIANI: VASTA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA IN PROVINCIA DI LATINA

Articolo successivo

CARCERE VIOLENTO: PESTATO PER UNA “STRANA LEGGE” PERDE L’UDITO E DENUNCIA

Ultime da Politica