IMPIANTO FANGHI DI ACQUALATINA: PER SERMONETA NÈ RISTORO NÈ OPERE PUBBLICHE. L’APPALTO NON LO PREVEDE

Impianto recupero fanghi biologici a Sermoneta: dopo il via libera da parte della conferenza dei servizi, c’è anche l’autorizzazione unica rilasciata alla società che realizzerà la struttura sorgerà in Via Fontana Murata

L’autorizzazione unica rilasciata dalla Provincia di Latina, che durerà per dieci anni (rinnovabili), è l’atto conseguente alla conferenza dei servizi il cui esito positivo è stato reso noto a luglio dalla Provincia di Latina.

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Il progetto, come noto, si chiama per esteso “realizzazione di un impianto di trattamento e smaltimento dei fanghi biologici provenienti dagli impianti di depurazione dell’ATO 4 – Lazio Meridionale in gestione ad Acqualatina SpA“. Tradotto: l’impianto di Via Fontana Murata, nel Comune di Sermoneta, si occuperà del processo di trattamento e smaltimento dei fanghi biologici provenienti dagli impianti di depurazione dell’ATO 4 gestiti da Acqualatina SpA (in tutto sono 63 sul territorio pontino e oltre).

Non solo depurazione dei fanghi – come riportavamo a luglio scorso – ma pure spargimento del cosiddetto “gesso di defecazione”: ossia fertilizzanti nei campi agricoli e, alla fine del ciclo, sui piatti delle famiglie che mangiano i prodotti della terra.

Il cerchio rosso più grande è via Fontana Murata, quello più piccolo è Tor Tre Ponti
Il cerchio rosso più grande è via Fontana Murata, quello più piccolo è Tor Tre Ponti

A maggio 2020, la Ditta umbra Angelo De Cesaris srl di Chieti ha presentato la domanda di autorizzazione unica per l’impianto e la Provincia, nel novembre dello stesso anno, ha indetto la Conferenza dei servizi nella quale Regione Lazio, Arpa Lazio, Consorzio Asi, Comune di Sermoneta e Asl di Latina hanno fornito all’impianto il loro assenso senza condizioni. La Provincia di Latina ha invece dato l’ok alle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera.

Il 14 settembre 2021, la Provincia di Latina ha rilasciato anche l’autorizzazione unica, sostanzialmente un pro-forma dopo il via libera della Conferenza dei Servizi. Si viene a sapere, però, che il Comune sermonetano, dopo la suddetta conclusione positiva della Conferenza dei Servizi, ha inviato una nota alla Provincia di Latina, con la quale ricordava che, nel novembre 2020, fornendo le osservazioni riguardanti l’impianto (per cui l’ente comunale risulta aver dato assenso ad esso), vi era contenuta anche la richiesta di un benefit e per alcune modifiche alla determinazione che aveva dato il via libera alla società della provincia di Chieti. Di fatto, un risarcimento alla servitù di ospitare sul proprio territorio un impianto il cui impatto ambientale preoccupa i cittadini e non solo.

La ditta Angelo De Cesaris srl, lo scorso agosto, ha a sua volta trasmesso alla Provincia la documentazione per ovviare ai dubbi del Comune sull’impatto del traffico prodotto dall’impianto, sullo studio di dispersione delle sostanze odorigene e sull’impatto acustico.

Ma ciò di più rilevante è che la società umbra ha precisato che la procedura di gara indetta da Acqualatina Spa (un project financing da 40 milioni di euro) non prevedeva alcun benefit a favore delle amministrazioni coinvolte né la realizzazione di opere pubbliche di compensazione nelle aree limitrofe all’impianto di fanghi.

Lo scorso 11 agosto, ad irrobustire la nota della società privata che ha negato qualsiasi tipo di ristoro alla città di Sermoneta, è arrivata anche la stazione appaltante, ossia Acqualatina Spa, la quale ha precisato che “in ordine alla richiesta avanzata dal Comune di Sermoneta per il riconoscimento di un “benefìr per tonnellata di fango trattata dall’impianto, nonché alla realizzazione di opere di urbanizzazione a ristoro (completamento dell’attuale servizio idrico e fognario e realizzazione di infrastrutture stradali in aree limitrofe all’erigendo impianto), stante il mandato ricevuto dalla Conferenza dei Sindaci e Presidenti dell ‘ATO4 nell’ambito dell’approvazione dell’intervento, questo Gestore non dispone delle autorizzazioni necessarie a riscontrare positivamente tale istanza. Pur tuttavia, sebbene tale circostanza di natura privatistica tra l’amministrazione Comunale e l’Ente di Governo non debba ostacolare la realizzazione dell’importante opera pubblica e di pubblica utilità per il territorio dell’A T04, si ritiene che l’istanza possa essere riformulata alla Conferenza dei Sindaci e Presidenti dell ‘AT04 per un suo eventuale accoglimento nella prossima revisione del Programma degli Interventi del Gestore del Servizio Idrico Integrato”.

Aggrappati al quel “pur tuttavia”, i cittadini di Sermoneta non avranno alcuna opera pubblica né ristoro economico “trattandosi – secondo il Settore Ecologia e Tutela del Territorio della Provincia di Latina che rilascia l’autorizzazione unica alla Angelo De Cesaris srl – di accordi di natura privatistica e non costituendo argomento oggetto di valutazione nell’ambito della Conferenza dei Servizi provinciale“.

Ribadiscono, infatti, dalla Provincia di Latina, che le richieste di quello che in italiano corrente si chiama risarcimento al territorio per un impianto impattante dal punto di vista ambientale “non risultano menzionate nel disciplinare di gara, ai fini dell’affidamento delle opere così come dichiarato dalla stazione appaltante Acqualatina S.p.a., né riportate e quantificate successivamente, almeno sotto il profilo tecnico/ economico, nel progetto sottoposto alla preliminare fase di verifica di Valutazione di Impatto Ambientale di competenza regionale”.

Insomma, né Acqualatina Spa, che sarebbe in teoria controllata al 51% da chi fa l’interesse pubblico (i Sindaci dell’Ato4), né la Regione, né la Provincia, in un ping pong da scaricabarile, si assumono responsabilità.

Nessuno, in sostanza, si è preoccupato di disporre una forma di ristoro. Vecchia storia nella provincia di Latina: chiedere ai cittadini che abitano di fronte alla discarica di Borgo Montello che aspettano da un cinquantennio.

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