GAETA ACCOGLIE LA DELEGAZIONE MONTENEGRINA

Il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, ha ricevuto oggi una delegazione dell’associazione culturale montenegrina NVO Dukljani, rinnovando un legame storico e culturale che unisce la città al Montenegro e che ha trovato nuovo impulso con il gemellaggio con Cetinje, antica capitale del Regno, firmato il 13 maggio 2024.

Nel corso dell’incontro, il primo cittadino ha ricordato come il rapporto tra Gaeta e il Montenegro non nasca da accordi politici, ma da un intreccio di storie familiari, militari e simboliche che attraversa oltre un secolo. A partire dal matrimonio del 1896 tra Vittorio Emanuele III ed Elena Petrović Njegoš, figlia del re Nicola I, cui Gaeta dedicò nel 1897 parte del proprio territorio extra moenia, denominato «Elena» fino al 1927.

Un capitolo centrale di questa storia condivisa è l’esilio montenegrino del 1919‑1922, quando Gaeta e Formia accolsero circa 1.000‑1.500 profughi e militari giunti dopo la dissoluzione del Regno del Montenegro. Proprio in quegli anni nacque la Gaetuša, la piccola bandiera verde ispirata al vessillo storico di Gaeta, divenuta simbolo di resistenza e identità nazionale montenegrina e oggi conservata nei musei del Paese.

Il Sindaco ha inoltre ricordato l’episodio del 1945, quando sette marinai gaetani della Regia Marina si recarono a Buchenwald per individuare la tomba della principessa Mafalda di Savoia, figlia della regina Elena, adornandola con una croce e una lapide tuttora presenti: un gesto di umanità che rafforza ulteriormente il legame tra le due comunità.

Oggi questo filo di memoria continua a vivere. Delegazioni montenegrine visitano regolarmente Gaeta, rendendo omaggio ai luoghi simbolo dell’esilio — dal Monumento ai Caduti di Elena all’ex Caserma Cosenz — mentre a Cetinje un locale porta il nome «Gaeta», segno spontaneo di un’amicizia radicata.

“La nostra storia comune — ha dichiarato il Sindaco Leccese — dimostra come Gaeta, pur essendo una città di mare apparentemente periferica, sia stata ed è tuttora un crocevia di identità, memorie e relazioni internazionali. Il rapporto con il Montenegro è un patrimonio vivo, che intendiamo custodire e valorizzare”.

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