Scuola Gramsci: basta rincorrere le emergenze. Aprilia merita una scuola pubblica sicura e definitiva.
Le forze della coalizione progressista esprimono forte contrarietà rispetto all’ipotesi di trasferire la scuola Gramsci presso il Palazzo Arlecchino (noto come Palazzo Colorato) di Piazza dei Bersaglieri. Una posizione che nasce dalla convinzione che, dopo decenni di scelte sbagliate e prive di una reale programmazione, la città non possa più continuare ad affrontare il tema dell’edilizia scolastica attraverso soluzioni provvisorie destinate a trasformarsi in nuovi problemi.
“La situazione della Gramsci è infatti il risultato di una lunga stagione amministrativa che, dagli anni Ottanta ad oggi, non ha avuto il coraggio di investire nella realizzazione di una sede scolastica pubblica definitiva, soluzione che sarebbe costata molto meno alla città. Si è preferito ricorrere a un immobile privato, con il passare degli anni sempre più gravato da criticità sul piano della sicurezza e da costi significativi sostenuti dalla collettività. Il rapporto fra il Comune e la proprietà dell’immobile si è basato su contratti spesso sbilanciati e non osservanti le regole del buon governo della cosa pubblica. Questo ci ha portato a versare negli anni milioni di euro ad un privato senza i normali obblighi previsti dai contratti di affitto, ed è mancata, da parte delle amministrazioni che si sono susseguite, la volontà di ri-contrattualizzare, portandoci di fatto alla situazione attuale dove, in emergenza, bisogna correre ai ripari.
Proprio in merito alle criticità relative alla sicurezza ci sono da stigmatizzare le responsabilità delle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni. Già dal 1988 il Comune era a conoscenza della necessità di adeguare la scuola alle norme antincendio, con la possibilità di lavori rimborsati dalla proprietà, ma non li ha mai eseguiti. Anche il contratto del 2018 affidava al Comune gli adeguamenti dell’impianto elettrico e alle norme di sicurezza, comprese quelle antincendio. Se il trasferimento fosse motivato da queste criticità, si porrebbe il tema di un grave inadempimento dell’amministrazione, che avrebbe lasciato studenti e personale in un edificio non conforme per anni.
Per una motivazione relativa alla tutela della sicurezza degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie, che per noi rappresenta una priorità assoluta, riteniamo necessario, come abbiamo sempre sostenuto, e condivisibile lasciare l’attuale sede che continua ad avere un peso economico rilevante per le casse comunali ma non condividiamo affatto la soluzione individuata dall’Amministrazione commissariale, vale a dire il trasferimento nei primi 3 piani del Palazzo Arlecchino.
La nostra non è una posizione ideologica, ma ponderata e basata su evidenti e insormontabili fattori oggettivi di inidoneità della struttura.
Come prima cosa ricordiamo che il trasferimento sarebbe una soluzione temporanea e, che questa soluzione, ci costerà circa 1.000.000€. A questa cifra astronomica si andrà ad aggiungere un ulteriore e intollerabile spreco di denaro pubblico: a causa di questa scelta affrettata e priva di programmazione, il Comune sarà costretto a pagare un intero anno di affitto a vuoto alla proprietà dell’attuale sede. Il contratto in essere prevede infatti un preavviso obbligatorio di 12 mesi per la disdetta, una comunicazione che l’amministrazione non ha ancora provveduto a inviare, condannando di fatto le casse comunali a finanziare un doppio canone per un servizio non usufruito. Il trasferimento viene finanziato come adeguamento antincendio di un edificio scolastico, ma in realtà si trasforma un immobile nato per uffici in una scuola, garantendo soltanto i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla normativa e con ulteriori interventi ancora da completare. Il progetto presenta inoltre criticità rilevanti: l’allarmante sottodimensionamento dei servizi igienici, che costringerà a una paradossale gestione contingentata e turnata degli accessi in palese violazione del DM 18 dicembre 1975, percorsi interni e vie di fuga penalizzati dalla chiusura di accessi alle scale di emergenza, e la permanenza del Centro Elaborazione Dati comunale all’interno del primo piano, nel cuore dell’area che dovrebbe ospitare le aule, genererebbe una coabitazione coatta tra la scuola media e un’infrastruttura tecnologica complessa e sensibile introducendo un fattore di rischio inaccettabile. Ci riserviamo di valutare la rispondenza degli ascensori al D.M. 236/1989 sull’abbattimento delle barriere architettoniche per l’accesso alle aule dei ragazzi permanentemente disabili o temporaneamente non deambulanti.
È importante sottolineare, inoltre, come un edificio scolastico prima dedicato a uffici pubblici non può essere adattato a scuola anche dal punto di vista pedagogico: l’ambiente scolastico deve essere congruo all’offerta culturale che propone e all’utenza capace di far crescere gli studenti. Edifici come quello attuale o il Palazzo Arlecchino non rispondono neppure lontanamente a queste esigenze.
Siamo convinti che esista una strada diversa, più razionale, più sicura e anche più conveniente sotto il profilo economico. I dati oggettivi sul calo demografico e sulla popolazione scolastica ad Aprilia, su cui nel breve termine saranno necessarie azioni per invertire la tendenza e rilanciare la città, dimostrano che la disponibilità di aule all’interno dei plessi scolastici esistenti è una realtà concreta. Negli ultimi dieci anni la città ha perso complessivamente 1.405 alunni (con un crollo del 32,61% all’infanzia, del 18,28% alla primaria e del 5,7% alla secondaria di primo grado). Solo nel passaggio dall’anno scolastico 2025/26 al 2026/27 si registra la perdita di ben 4 classi sul territorio comunale.
Questo costante svuotamento demografico si traduce in spazi già disponibili, sicuri e a norma nelle altre scuole del territorio. La scuola Gramsci può e deve essere ospitata, per il tempo strettamente necessario, redistribuendo le classi all’interno di questi plessi già esistenti. Si tratterebbe di una soluzione che consentirebbe di garantire ambienti nativamente idonei sotto il profilo della sicurezza, limitare gli interventi di adattamento strutturale e ridurre notevolmente i costi rispetto alla fallimentare e dispendiosa operazione del Palazzo Arlecchino. Sarebbe inoltre una scelta che manterrebbe pienamente in capo al Comune la gestione del servizio scolastico, evitando conflitti di competenze legati alla sicurezza (DUVRI, coordinamento dei piani di emergenza tra uffici e scuola) derivanti dalla coabitazione promiscua nello stesso stabile.
Accanto a questa soluzione temporanea nei plessi esistenti, però, è indispensabile assumere una scelta politica chiara: Aprilia deve dotarsi di una nuova scuola Gramsci. L’ubicazione dovrà essere definita attraverso le necessarie valutazioni tecniche e urbanistiche. È però il momento di affermare con decisione che la città non può più rinviare un investimento di questa portata. Una nuova scuola significa offrire agli studenti una struttura moderna, pubblica, sicura, efficiente e progettata per rispondere alle esigenze educative dei prossimi decenni. Significa smettere di inseguire le emergenze e iniziare finalmente a programmare.
Per questo chiediamo che le risorse che oggi si intendono sprecare per il trasferimento presso il Palazzo Arlecchino, ripetiamo che si tratta di 1.000.000 €, vengano invece orientate verso la realizzazione della futura sede definitiva della Gramsci e che questa si cominci a realizzare da subito in maniera tale da poterla inaugurare entro 18 mesi circa anche in considerazione del fatto che la stessa amministrazione commissariale l’ha inserita nel piano triennale delle opere pubbliche. Investire in una nuova scuola significa costruire un patrimonio pubblico destinato a rimanere alla città, anziché sostenere spese per soluzioni che rischiano di essere soltanto temporanee.
Le famiglie, gli studenti e il personale scolastico hanno diritto a una prospettiva chiara. Aprilia ha bisogno di scelte lungimiranti, capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità economica e qualità dell’offerta educativa. È questa la direzione che le forze del centrosinistra continueranno a sostenere con convinzione, a tal proposito è stata trasmessa una relazione tecnica alla commissione straordinaria per intervenire rapidamente e concretamente rivalutando il trasferimento della scuola in piazza dei bersaglieri”.
Così, in una nota, Aprilia Domani – Progetto Civico Italia, AVS – Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Partito Democratico.
