DRAMMA PASTA PAONE, DOPO IL CAPANNONE ORA I MACCHINARI: ALL’ASTA PER QUASI 4 MILIONI

Non c’è pace per il pastificio Paone di Formia. Dopo la vendita all’asta del capannone industriale che ospita la produzione della pasta all’interno del nucleo del consorzio industriale in località Penitro a Formia, per 2 milioni e 32mila euro, andata a buon fine lo scorso marzo al quarto tentativo (contro la quale il consorzio industriale vuole esercitare un riacquisto), ne arriva subito un’altra per saldare i creditori. Andrà in vendita per un importo a base d’asta di 3 milioni, 838mila e 513 euro, il ramo d’azienda che comprende tutti i beni immateriali quali i marchi, le concessioni e le licenze, tutti i beni materiali come i macchinari, gli arredi e i magazzini, e poi i permessi, le autorizzazioni, le certificazioni, e pure il personale e le passività aziendali. Insomma dopo l’esterno ora si passa all’interno.

L’avviso di vendita forzata è stato emanato dallo stesso liquidatore giudiziale che si è già occupato della precedente vendita, ovvero il dottor Maurizio Taglione, il quale da seguito al programma di liquidazione del ramo d’azienda come approvato dal comitato dei creditori e del parere favorevole del commissario giudiziale arrivati il 29 aprile scorso. La procedura riguarda dunque tutta la produzione interna che una capacità massima giornaliera di circa 880 quintali di pasta secca, è caratterizzata dalla presenza di 2 linee di produzione (1 linea per la produzione di pasta corta, 1 linea per la produzione di pasta lunga) e di 9 macchine confezionatrici di cui 4 per la pasta lunga e 5 per la corta. I prodotti finiti presenti nello stabilimento sono conservati all’interno di un magazzino dotato di 2.200 posti pallet.

La data di scadenza per la presentazione delle offerte è fissata alle 13 del 14 giugno prossimo presso lo studio del liquidatore che si trova al civico 100 di via Nenni ad Arpino (Fr). L’eventuale aggiudicazione a seguito di apertura avverrà tre giorni più tardi alla presenza degli offerenti presso lo studio indicato e con aumenti dell’offerta di importi non inferiori a 50mila euro. Come nel caso del capannone, anche in questa circostanza, l’intero ramo d’azienda eventualmente assegnato, potrà comunque restare in locazione alla famiglia Paone per almeno due anni e all’importo di 15mila euro mensili.

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