COORDINATORE PICCOLI COMUNI ANCI ARRESTATO, RESTAINI: “È COME MIMMO LUCANO”

Lubiana Restaini
Lubiana Restaini

“Alla notizia dell’arresto di Massimo Castelli, coordinatore nazionale della Consulta Piccoli Comuni di ANCI ho avuto un tuffo al cuore”, così dichiara Lubiana Restaini coordinatrice Anci Lazio Piccoli Comuni

Il sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, infatti, è finito in carcere e sottoposto nella mattinata di martedì 15 febbraio in merito alla maxi inchiesta di Procura e Carabinieri di Piacenza che ha portato all’arresto di 11 persone a ad indagarne 35.

Castelli e l’imprenditore nel settore dell’edilizia idraulica Nunzio Susino, secondo le ipotesi accusatorie, stringevano accordi per pilotare le gare di appalto per lavori pubblici. Tra gli episodi che vengono contestati al sindaco Castelli anche l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo le indagini dei carabinieri, il primo cittadino di Cerignale avrebbe fatto in modo di ricevere un contributo di 4mila euro per l’albergo Del Pino, di proprietà di sua madre.

“Conoscendo personalmente da tempo Massimo – dichiara Restaini – la sua umanità, il suo disinteresse per il potere che gli deriva da una concezione della pubblica amministrazione completamente vocata al paesino che amministra, Cerignale, ed ai suoi cittadini, la sua modestia e gentilezza, quelle accuse che comportavano l’arresto mi sono sembrate enormi, esagerate, impossibili. Ora dopo una tranquilla riflessione e leggendo quel che viene avanti – continua la Coordinatrice – mi è venuto in mente un altro Sindaco incorso nei rigori assoluti della legge, Mimmo Lucano, Sindaco di Riace, che per aver amministrato in modo innovativo, coraggioso, con risultati eccezionali ma fuori dalle righe, si è visto comminato un quasi ergastolo”.

“Sono convinta che Massimo non abbia toccato un euro per se o altri; sono convinta che l’ammontare pecuniaria delle operazioni sia minimo; sono convinta, e Cerignale sta lì a dimostrarlo con la sua pulizia ordinata, il suo centro storico curato, le sue opere originalissime, che Massimo è un amministratore straordinario ed un Coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni Italiani migliore di sempre. Certo un piccolissimo comune pieno di problemi decennali, abbandonato da anni di trascuratezza legislativa, tagli e taglieggi, sta stretto dentro le norme complicate e capziose che ne regolano la vita: sono le stesse di Roma Capitale!.
Qualche ingenuità l’avrà commessa: meno asfalto qui, una frana rimossa là: cose di questo tipo immagino.
Quello che a nome della Consulta chiedo – conclude – è che gli vengano concessi subito gli arresti domiciliari e che non venga trattato come un delinquente dannoso e pericoloso per la società, ma almeno come un amministratore che sbaglia, in buona fede come credo per Massimo, e quindi degno e meritevole di un trattamento umano e proporzionale all’entità dei fatti”.

Articolo precedente

PROVINCIA: TUTTI GLI INTERVENTI SU VIABILITÀ, SCUOLE, AMBIENTE E OBBLIGO FORMATIVO

Articolo successivo

COVID, STABILIZZAZIONE SANITARI NEL LAZIO. D’AMATO: “NOI TRA I PRIMI”

Ultime da Politica