CONCORSOPOLI ASL, LA CONCORRENTE-PARTE CIVILE CONFERMA: “PARENTI E CONFLITTI D’INTERESSE”

/
Claudio Moscardelli
Claudio Moscardelli

Concorsopoli all’Asl di Latina: nuova udienza del processo che vede tra gli imputati l’ex senatore del Partito Democratico Claudio Moscardelli

Oggi, 14 dicembre, davanti al Collegio presieduto dal Giudice Laura Morselli, è stata ascoltata come testimone una donna, che partecipò a uno dei concorsi incriminati, che si è costituita parte civile ed è difesa dall’avvocato Mastrobattista. Si è trattato dell’ultima testimone prima di quelli che sfileranno chiamati dal collegio difensivo per la prossima udienza fissata il 23 marzo 2023.

Nella scorsa era stato ascoltato l’ultimo dei testimoni dell’accusa chiamato in Aula dal Pubblico Ministero Valerio De Luca: l’ex Dirigente della Squadra Mobile di Latina, Giuseppe Pontecorvo. Il Pm De Luca aveva infatti rinunciato agli ultimi due testimoni inseriti nella lista.

La concorrente ha confermato quanto già detto da altri testimoni: il suo concorso era pieno di parenti di addetti alla vigilanza e almeno quattro dei partecipanti in conflitto d’interessi hanno superato la prova d’esame. La donna ha raccontato di uso di cellulari durante la prova scritta per l’esame da 23 posti e persino un segnali in codice di cui alcuni candidati, a fine prova, parlavano: un colpo di tacco a terra per utilizzare il telefonino, due colpi per nasconderlo.

Un processo sui concorsi della Asl, che è nato, come noto, da due indagini separate, poi unite in un unico procedimento giudiziario, che hanno messo sotto la lente altrettanti concorsi: quello da 23 posti come collaboratore amministrativo professionale cat. D indetto in forma aggregata tra Asl di Roma 3, Asl Latina (ente capofila), Asl Viterbo e Asl Frosinone e quello da 70 posti di assistente amministrativo-categoria C, indetto in forma aggregata tra Asl di Frosinone, Latina (ente capofila), Viterbo e Roma 3.

All’ex senatore dei Dem Moscardelli, nonché ex membro della Commissione parlamentare Antimafia, vengono contestate le ingerenze per far sì che due candidati al concorso da 23 posti – l’ex Presidente del Consiglio Comunale di Minturno Giuseppe Tomao e il figlio dell’esponente politica di Gaeta (Pina Rosato), Matteo Di Domenico – fossero agevolati nel superamento delle prove d’esame, con tanto di domande concordate con uno degli altri tre imputati: Claudio Rainone all’epoca Presidente della Commissione d’esame ed ex Direttore amministrativo facente funzione dell’Asl di Latina (oltreché a direttore Uoc Reclutamento, funzione da cui il manager della sanità è stato sospeso). Rainone e il funzionario dell’Asl Mario Graziano Esposito devono rispondere di falsità ideologica in atti pubblici rivelazione di segreti di ufficio. Moscardelli, invece, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione.

Leggi anche:
COVID O NON COVID, RAINONE ERA LA PRIORITÀ DI MOSCARDELLI. I SUGGERIMENTI DELL’EX SENATORE RESPINTI DAL DG CAVALLI

L’indagine è stata ripercorsa nelle scorse udienze quando sono stati ascoltati tutti i massimi vertici dell’Asl di Latina dall’ex Direttore Generale Giorgio Casati all’attuale Silvia Cavalli, passando anche per l’attuale assessore alla sanità regionale Alessio D’Amato, candidato per il centrosinistra nella corsa a Governatore del Lazio.

Ad emergere, tra le altre cose, le ingerenze di Moscardelli per l’ex Presidente del Consiglio Comunale di Minturno Giuseppe Tomao e il figlio dell’esponente politica di Gaeta (Pina Rosato), Matteo Di Domenico.

Leggi anche:
ASL DI LATINA: PARENTI E “FIGLI DI” TRA I PRIMI NEL CONCORSO. INDAGINE DELLA FINANZA

Articolo precedente

MANUTENZIONE STRADE A LATINA, LBC: “ACCORDO QUADRO HA PERMESSO INTERVENTI IMPORTANTI”

Articolo successivo

SENZATETTO DISPERSO NEL CANALE DELLE ACQUE MEDIE

Ultime da Giudiziaria