Il Consiglio di Stato boccia la richiesta del Comune di Latina per un decreto cautelare di sospensione della sentenza del Tar
L’ennesima bocciatura da parte dei giudici amministrativi, stavolta del massimo grado, intorno ad un impianto, il biogas di Borgo Carso, nei confronti del quale il Comune di Latina si è mosso probabilmente troppo tardi, solo dopo che la politica che ha compreso di quanto fosse impopolare tra cittadini, persino con la formazione di un’agguerrita associazione, denominata “TuteliAMO Borgo Carso”.
Ora, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta del Comune per un decreto cautelare di sospensiva della sentenza che nel 2025 ha dato ragione alla società privata che vuole realizzare l’impianto a Borgo Carso, rimandando la decisione sulla sospensiva vera e propria a fine agosto.
Solo un’altra bocciatura, in quanto, a luglio 2024, il Tar aveva accolto il ricorso della Neoagroenergie s.r.l. per la costruzione dell’impianto a biometano a Casal delle Palme. Il tentativo del Comune di annullare in autotutela il permesso edilizio a costruire era stato respinto. “Ciò che è più grave, come emerge dal dispositivo, è che l’ammissione del ricorso della società è legato a errori grossolani commessi dall’Ente nel merito e nel metodo delle contestazioni documentali presentate”, spiegava il capogruppo e consigliere del M5S Latina, Maria Grazia Ciolfi.
“L’arroganza dell’assessora Muzio, del presidente della commissione Urbanistica Belvisi e del consigliere Valletta, certi di aver messo in campo il necessario per bloccare la realizzazione della centrale, si è scontrata con una sentenza dura – sottolineava Ciolfi – che forse si sarebbe potuta evitare se si fossero ascoltate le proposte avanzate più volte anche dal Movimento”.
“Invece, le contestazioni da parte del Comune – continuava Ciolfi – non sono arrivate nei tempi previsti dalla legge: l’ultima variante al progetto è stata presentata il 26 maggio 2023, c’erano 30 giorni di tempo per opporsi, ma nulla è stato fatto. Solo mesi dopo il Comune si è reso conto che esisteva un problema, sollecitato dalle segnalazioni dei cittadini del posto rispetto a strani movimenti sui terreni antistanti le loro abitazioni. Era già tardi: i termini previsti avevano consentito il silenzio assenso alla ditta per procedere con il progetto presentato”.
“La documentazione, presentata dal Comune in ritardo, si è rilevata debole, soprattutto priva di contestazioni nel merito delle motivazioni di pubblica utilità. Viene contestata dall’Ente la non idoneità della strada che, secondo l’Amministrazione, non avrebbe consentito il transito ai mezzi pesanti. Non solo il Tar non ha accolto tale motivazione, ma ha anche invitato il Comune a ripristinare e mettere in sicurezza questa strada, poiché trattasi di una strada regolarmente aperta al transito pubblico, benché in situazione di grave degrado. Motivo per il quale si richiederebbe l’urgente esecuzione di interventi di messa in sicurezza dall’ente pubblico proprietario della strada, ovvero il Comune: quindi il Comune riceve dal TAR anche un monito a intervenire sulla manutenzione stradale”.
Dopodiché, a marzo 2025, Il Comune di Latina ha annullato in autotutela la Procedura abilitativa semplificata (Pas), rilasciata nel 2022, ai fini della realizzazione, in strada Casal delle Palme, a Borgo Carso, dell’impianto per la produzione di bio-metano.
La notizia era stata comunicata dal sindaco Matilde Celentano, nel corso di un incontro pubblico con i residenti di Borgo Carso, avvenuto nella sala parrocchiale di Santa Maria Immacolata, per aggiornare i residenti preoccupati per il progetto per la produzione di bio-metano, ottenuto dalla raffinazione di biogas, proveniente da fermentazione anaerobica. Oltre al sindaco erano presenti l’assessore all’Urbanistica e ai Borghi Annalisa Muzio e i consiglieri comunali Alessandro Porzi, Cesare Bruni, Vincenzo Valletta, Federica Censi, Floriana Coletta, Mario Faticoni, Renzo Scalco e Nicola Catani. Insomma, la maggioranza di centrodestra si era schierata contro.
“Come sapete – aveva affermato il sindaco Celentano – sin dall’inizio del nostro mandato, abbiamo ascoltato i vostri timori; abbiamo approfondito la materia e ci siamo convinti che l’investimento proposto da una società privata presentava molte criticità, impattando negativamente sulla qualità della vita dei residenti. Avevate ragione. Come amministrazione comunale – aveva proseguito la prima cittadina – abbiamo annullato la cosiddetta Pas, ma il provvedimento è stato impugnato al Tar dalla società proponente e il Tar, con sentenza 502 del 2024, si è espresso in favore di quest’ultima. Conseguentemente, come amministrazione comunale, abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento della sentenza del Tar, supportati da una relazione tecnica molto incisiva in favore delle nostre ragioni e delle ragioni della comunità di Borgo Carso. In Consiglio di Stato è ancora pendente il nostro ricorso, ma nel frattempo non siamo rimasti con le mani in mano”.
“Il motivo di questo incontro – aveva spiegato il sindaco Celentano – è per aggiornarvi su un recentissimo atto amministrativo del dipartimento comunale Edilizia Sue, per un nuovo annullamento della Pas, questa volta in regime di autotutela. Sì, avete capito bene, il Comune di Latina ha annullato la Pas che il Tar aveva dichiarato legittima. Ci sono buone ragioni che hanno portato la dirigente del Sue, l’architetto Patrizia Marchetto, a comunicare alla società interessata che sussistono le condizioni per annullare l’autorizzazione in autotutela”.
Successivamente, il Tar del Lazio – sezione di Latina ha accolto il ricorso della società proponente l’impianto. Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, il Comune di Latina non avrebbe potuto annullare la Procedura Abilitativa Semplificata (Pas) con cui la società aveva ottenuto il via libera alla centrale, in quanto le eventuali criticità avrebbero dovuto essere contestate entro 30 giorni dal deposito della pratica, avvenuto nel 2022. La mancata risposta dell’ente nei termini aveva infatti determinato la formazione del silenzio-assenso, rendendo, secondo il Tar, tardivo e illegittimo l’intervento successivo del Comune.
Una decisione che – secondo l’associazione TuteliAMO Borgo Carso – non entrava nel merito delle ricadute ambientali e territoriali dell’opera, ma che veniva vissuta con forte disagio dai cittadini della zona. Proprio su questo punto l’Associazione, ribadiva la propria contrarietà all’impianto, ricordando come la produzione di metano attraverso la fermentazione di biomasse comporti potenziali conseguenze per la qualità della vita dell’area: emissioni odorigene, aumento del traffico pesante e impatto sulla viabilità locale sono tra i timori espressi dai residenti fin dall’inizio.
Il problema è che, probabilmente, neanche il Consiglio di Stato al momento entra nel merito, ribadendo che, in sostanza, si è formato un silenzio-assenso dal Comuen difficilmente sormontabile.
