COLPISCE CON UN COLLO DI BOTTIGLIA ROTTO IL CONNAZIONALE: CONDANNATO GIOVANE PER LESIONI

San Felice Circeo, concluso il rito abbreviato per un 26enne tunisino arrestato dai Carabinieri della locale Stazione lo scorso 6 luglio 2025

Il 6 luglio 2025 il 26enne Hussem Mathlouthi, di nazionalità tunisina, era stato arrestato dai Carabinieri della stazione di San Felice Circeo con l’accusa grave di tentato omicidio ai danni di un suo connazionale al termine di una lite furiosa. L’uomo, tuttora detenuto e difeso dall’avvocato del foro di Roma, Francesco Romeo, è comparso oggi, 18 maggio, in udienza preliminare per affrontare il rito abbreviato.

Il pubblico ministero Giuseppe Bontempo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione, confermato l’accusa di tentato omicidio. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha invece riqualificato il reato in lesioni aggravate, stabilendo una pena a 1 anno e 4 mesi.

Il caso del tunisino di 26 anni, regolare sul territorio nazionale, risale alla notte del 6 luglio quando, al termine di mirati accertamenti, i Carabinieri della Stazione di San Felice Circeo lo avevano tratto in arresto.

Nel dettaglio, i militari dell’Arma, avvisati dalla centrale operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Terracina della telefonata pervenuta al 112 ed effettuata dall’uomo, noto all’ufficio, con la quale aveva preannunciato la propria volontà omicidiaria nei confronti di un proprio connazionale che qualche giorno prima lo aveva denunciato, si sono messi alle ricerche del 26enne, rintracciandolo, dopo pochissimo tempo, sulla pubblica via. 

I militari dell’Arma all’atto del loro arrivo avevano riscontrato che Mathlouthi stava aggredendo il proprio connazionale che, nonostante una evidente ferita, continuava a difendersi. Pertanto i Carabinieri, agendo in sicurezza e con prontezza operativa, erano riusciti a bloccare il 26enne disarmandolo del collo di una bottiglia in vetro da lui impugnata.

Dalle indagini preliminarmente condotte era stato possibile ricostruire l’evento, accertando che l’imputato, armato di una parte di bottiglia, aveva provato a colpire all’altezza del collo il malcapitato che con la mano destra era riuscito a parare il colpo riportando una evidente ferita con conseguente copiosa fuoriuscita di sangue.

Sul posto era stato richiesto l’intervento del personale del 118 che, dopo aver prestato le prime cure all’aggredito, avevano poi provveduto a trasportarlo a mezzo ambulanza presso l’ospedale “Fiorini” di Terracina, per più approfonditi accertamenti e cure a seguito dei quali era stato dimesso.

Sul luogo dell’evento era stato visitato e medicato anche il 26enne che, nel corso della colluttazione, aveva anch’egli riportato lievi lesioni. L’arrestato, espletate le formalità di rito, era stato tradotto presso la casa circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Oggi, a distanza di 10 mesi, è arrivata la condanna e la derubricazione del reato.

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