ARRESTI A SABAUDIA: DAL POSSIBILE BIS COME DIRETTORE DELL’ENTE PARCO ALL’INCHIESTA PER TURBATIVA

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Paolo Cassola, ex Direttore dell'Ente Parco

Arresti a Sabaudia, l’ex Direttore dell’Ente Parco Paola Cassola: dal possibile bis come manager agli arresti domiciliari

Al centro di un vero e proprio scontro politico tra chi lo voleva di nuovo come Direttore dell’Enta Parco (fa o faceva parte della terna, quasi abortita, dove pescare per il ruolo massimo alla guida dell’ente che amministra il Circeo) a chi, invece, non ne desiderava proprio sapere più niente (contro di lui soprattutto l’ala grillina della Giunta e maggioranza Zingaretti in Regione Lazio), Paolo Cassola è finito indagato dall’inchiesta che ha terremotato il Comune di Sabaudia per turbata libertà degli incanti.

Secondo gli inquirenti, Cassola e il Presidente della RDM Progetti srl Remo Bertani avrebbero brigato per l’affidamento del servizio delle schede progettuali relative al Programma di interventi finalizzati alla mitigazione e all’adattamento dei cambiamenti climatici. Si sarebbero accordati per l’affidamento del servizio prima della determina disposta a luglio 2019.

E a trarre beneficio dello stesso affidamento, con il medesimo modus operandi (prima l’affidamento e poi la determina) anche Massimo Ferrini, Presidente del Cda della società Tages e il direttore tecnico di un’altra società, Tecnologies 2000 srl, Massimo Stefanini (con cui a differenza degli altri i rapporti si mantenevano più sul formale: si davano del “lei”).

Secondo il Gip Castriota, Bertani, a luglio 2019, effettuò numerosi sopralluoghi presso il Parco, segno che non era solo interessato alle schede progettuali ma anche alla fase esecutiva del lavoro: ossia il particolare in più su cui ruota la vicenda che ha messo nei guai l’ex Direttore dell’Ente Parco.

Cassola avrebbe dato prova di “arroganza”, in quanto sarebbe stato disposto a scavalcare il parere del Reparto Carabinieri Biodiversità. Era, infatti, il Maggiore Bruni a dover dare l’approvazione per gli aspetti del progetto sul clima che ricadevano in area demaniale. Una circostanza che sarebbe stata mal sopportata da Cassola.

Tramite diverse telefonate intercettate, gli inquirenti fanno emergere un accordo per l’affidamento del progetto sul clima a favore delle tre ditte “amiche”. Per il Gip, dal momento che l’allora Direttore del Parco si poneva anche il problema che gli “amici” ottenessero il pagamento, escogitando una fatturazione disposta all’80% alla consegna delle schede sul clima come prima tranche e al 20% come seconda (così se avessero perso quest’ultima il danno sarebbe stato minore), lo stesso Cassola avrebbe palesato “un atteggiamento ambiguo, intento ad amministrare il denaro pubblico anteponendo gli interessi dei privati a quelli della collettività”.

Ancora più evidente il rapporto amicale con Ferrini della Teges S.C. Cassola, infatti, intercettato dai Carabinieri, chiedeva, al Presidente del Cda della società, di inviargli una determina di affidamento eseguita a favore di quest’ultima da parte di altri Enti per lavori effettuati nel passato. In questo modo, il Direttore del Parco avrebbe potuto chiudere più facilmente l’affidamento dell’incarico. Insomma, Ferrini, ben prima dell’ufficialità, sarebbe stato sicuro del lavoro sul cambiamento climatico tanto da chiedere a Cassola un contatto dal Ministero per chiedere chiarimenti sul servizio da eseguire.

C’è di più. Cassola, in un incontro alla Federparchi di Roma, alla presenza dei tre imprenditori “amici”, Ferrini, Bertani e Stefanini (due su tre nati in Toscana proprio come il pisano di nascita Cassola), oltreché all’attuale direttore dell’ente Parco Circeo facente funzione Ester Del Bove e Daniele Guarnieri, dipendente dell’Ente Parco all’Ufficio Naturalistico (entrambi non indagati ed estranei all’operazione dei Carabinieri*), avrebbe voluto aggiudicare loro anche l’esecuzione dei progetti climatici veri e propri (non solo le schede progettuali) in violazione della legge che prevede l’esclusione dalle procedure di aggiudicazione di chi abbia partecipato alla preparazione della procedura di aggiudicazione.

“Io ovviamente vorrei – diceva Cassola intercettato – che continuasse il rapporto tra di noi dalla fase progettuale alla fase di realizzazione dell’intervento“.

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*: Per un mero errore di battitura, in riferimento alla posizione di Del Bove e Guarnieri, è stato riportato una frase non corretta: “entrambi indagati ed estranei all’indagine dei Carabinieri”. La frase è stata corretta in ““entrambi non indagati ed estranei all’indagine dei Carabinieri”. L’autore dell’articolo si scusa per l’errore.

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