ASSESSORE DI FONDI CONDANNATO PER BANCAROTTA: “CONTINUERÒ CON DISCIPLINA E ONORE”

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Antonio Ciccarelli
Antonio Ciccarelli

Arriva una condanna piuttosto pesante per l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi, Antonio Ciccarelli

Doveva rispondere di bancarotta l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi, il 76enne Antonio Ciccarelli, esponente locale di Forza Italia ed ex consigliere comunale. Co-imputato con Gino Muffini (classe 1958) e il cognato Francesco Palermo (classe 1950), il processo vedeva al centro un caso di bancarotta di una società collegata all’altra società Gival, finita anni prima sotto sequestro e successivamente dissequestrata.

Il processo si è concluso oggi, 20 maggio, e il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, ha condannato tutti e tre gli imputati a pene piuttosto importanti: 4 anni per Palermo, 3 anni e 6 mesi per Muffini e 3 anni e 4 mesi per l’assessore Ciccarelli, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista.

Il Tribunale ha stabilito per gli imputati e quindi anche per Ciccarelli l’interdizione dall’attività. Una condanna che di certo imbarazza non poso il mondo azzurro di Fondi, in quanto Ciccarelli è candidato con la lista Fondi Azzurra, collegata chiaramente alla Forza Italia del senatore Claudio Fazzone e al candidato sindaco Vincenzo Carnevale. Difficile, quindi, che Ciccarelli possa essere ancora scelta come assessore in una possibile nuova amministrazione a trazione Forza Italia.

Ciccarelli, nel 2015, fu assolto dal Tribunale di Palmi e risarcito in seguito per l’ingiusta detenzione in ragione di un arresto dovuto all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Oltre a Ciccarelli, era stato assolto anche suo cognato Francesco Palermo che con lui gestiva la “Gival”, ditta titolare di cantieri in varie province di Italia, nonché di alcune cave a Fondi.

Oggi, 20 maggio, a distanza di oltre dieci anni, la condanna per bancarotta.

A distanza di qualche ora dalla diffusione della notizia della condanna, è arrivata una nota firmata dallo stesso Ciccarelli e dal suo difensore Giulio Mastrobattista.

Una nota che vuole approfondire e chiarire sul procedimento penale che, risalente al 2016, ha portato alla condanna dell’assessore a distanza di dieci anni. Si parla di “notizie inesatte”, anche se la condanna a 3 anni e 4 mesi è certificata dal primo collegio del Tribunale di Latina.

Ciccarelli – spiega la nota – ha ricoperto la carica di amministratore unico della Cavim srl, società di famiglia dichiarata fallita nel 2015, sette anni dopo dalla sua carica di amministratore.

L’assessore doveva rispondere di bancarotta documentale che riguardava “i seguenti testuali libri e le altre scritte contabili della società fallita, il libro giornale dal 1 gennaio 2014 alla data del fallimento, mastrini di sottoconto dal 1 gennaio 2008 alla data del fallimento, libri dei verbali della assemblee dal 2013 al fallimento, libro degli inventari dalla costituzione al fallimento”. Seconda la difesa, “atti non riconducibili al periodo in cui Ciccarelli ha ricoperto la carica sociale”.

La difesa, nonostante la condanna, ribadisce l’arringa difensiva, ossia che per l’assessore “non è stata minimamente provata né ipotizzata una condotta dolosa dello stesso finalizzata a procurare a sé ad altri un ingiusto profitto”. Ciccarelli, quindi, non sarebbe “tecnicamente responsabile per la mancata produzione delle scritture contabili”, oltreché “mancava la relazione ex articolo 33 legge fallimentare, quindi si è proceduto alla decisione senza che venisse acquisito tale atto”.

Secondo la difesa, il consulente tecnico della Procura, Francesco D’Elia, ha depositato una relazione peritale con al quale “ha ritenuto tecnicamente responsabili solo gli alti due imputati, per questo la condanna oggi formulata dal pubblico ministero, che ha smentito il suo consulente, ci ha non poco disorientati”. Per la cronaca, il pubblico ministero era il dottor Giuseppe Bontempo.

La difesa puntualizza che l’interdizione comminata dal Tribunale non dai pubblici uffici, ma “comporta la perdita della capacità di esercitare attività di impresa commerciale e l’incapacità di ricoprire uffici direttivi in qualsiasi società, non certamente quella dai pubblici uffici. Né si applica la legge Severino”. Anche se nessuno aveva fatto menzione a tale legge.

La nota tiene a ribadire che “il geometra Ciccarelli con disciplina e onore continuerà a esercitare la sua carica di assessore tecnico presso il comune di Fondi”. Lo farà certo, con il piccolo particola che nel fine settimana Fondi andrà al voto e solo allora, a elezioni avvenute, si vedrà se la nuova amministrazione nominerà di nuovo un politico condannato per bancarotta a 3 anni e 4 mesi in primo grado.

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