Per rinnovare il doveroso omaggio della città a tutti coloro che soffrirono nei tragici mesi che precedettero la nascita della nuova Gaeta, ieri, martedì 19 maggio, si è svolta una solenne cerimonia commemorativa in Piazza Mons. Di Liegro. Presso l’edificio della Scuola “Virgilio”, il Sindaco Cristian Leccese ha deposto una corona di fiori davanti all’epigrafe marmorea, celebrando così l’82° anniversario di quel memorabile 19 maggio 1944. Fu quello il giorno in cui le truppe alleate anglo-americane posero fine alla drammatica occupazione nazifascista, iniziata all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Si è trattato di una cerimonia sobria, intima e priva di retorica, fortemente voluta per preservare la memoria storica del territorio come un patrimonio collettivo e indistruttibile.
L’iniziativa si è svolta alla presenza delle massime autorità civili e militari della città, tra cui il comandante della base statunitense di Gaeta, CDR Karen Buchanan, ed associazioni come l’ ANPI, mentre la benedizione della corona è stata successivamente affidata a Padre Rogério Santana Neves, missionario del PIME. Nel corso del suo intervento, il Primo Cittadino ha sottolineato come, a 82 anni di distanza, Gaeta custodisca e tenga vivo il ricordo di quel “Giorno di Libertà”, interpretandolo soprattutto come un monito fondamentale per le nuove generazioni, affinché ripudino la guerra e si facciano promotrici di pace. Il Sindaco ha poi esortato i giovani a comprendere che il vero valore della convivenza civile non risiede nell’affermazione dogmatica e statica di principi inamovibili, bensì nel libero confronto e nella pluralità di idee, pensieri e culture.
“Gaeta, d’altronde, è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valore Civile proprio per le profonde ferite subite durante il conflitto.- ha evidenziato il Sindaco – Le devastazioni e i patimenti inflitti alla popolazione locale furono infatti drammatici, al punto da innescare, nel secondo dopoguerra, una nuova e massiccia ondata migratoria. Ciononostante, dalle macerie di una città distrutta è emerso l’orgoglio della comunità: grazie all’amore dei gaetani, alla loro abnegazione e a uno straordinario spirito di sacrificio, ha preso forma l’era della ricostruzione materiale e sociale.
A dare un profondo valore intergenerazionale alla cerimonia è stata la partecipazione di una scolaresca del Plesso “Virgilio”, appartenente all’Istituto Comprensivo Giosuè Carducci. Proprio a questi studenti l’assessore alla Pubblica Istruzione Gianna Conte ha donato un opuscolo informativo curato dal ricercatore locale Alfredo Langella, contenente notizie, testimonianze e foto d’epoca relative alla Liberazione della città. A concludere la mattinata è stato il prezioso contributo del Generale in riserva Ernesto Bonelli : “l’11 maggio 1944 gli alleati finalmente riuscirono ad infrangere la linea Gustav ed attraverso la Valle del Liri a puntare verso Gaeta. Erano trascorsi 254 giorni dall’8 settembre 1943. Giorni tragici, tristi. Gaeta aveva subito bombardamenti, trasferimenti forzati verso il Nord e verso la Breda un campo per famiglie sfollate simile ad un campo di internamento.
Il 19 maggio agli occhi delle due avanguardie americane che procedevano lungo Corso Attico e lungo la ferrovia Gaeta si presentava distrutta e tragicamente deserta. I pochi cittadini rimasti erano nascosti. Improvvisamente davanti al primo carro di testa apparve un uomo smunto non disse nulla, pronunciò soltanto la parola “fame”.
Il Comandante dell”avanguardia era un Tenente italo americano Cassina con l’elenco di uomini di fiducia: il Notaio Di Macco, il Prof. Venerella ed il Rag. Francesco Paolo Cardi. Essendo assenti i primi il terzo fu nominato con effetto immediato Sindaco. Da quel momento Gaeta riprese a vivere ed iniziò in pace la ricostruzione.
Cari ragazzi la volontà di ricostruire e la voglia di pace dei vostri bisnonni e nonni hanno ridato a Gaeta lo splendore che la tragicità della guerra aveva fatto sparire. Pace che voi avete ricevuto e che dovete sempre perseguire.”
