LI ESTORCE PER DROGARSI, IL DRAMMA DEI GENITORI: “LO ABBIAMO DENUNCIATO PER AIUTARLO”

Accusato di maltrattamenti ed estorsione ai danni dei genitori ad Aprilia: a testimoniare i genitori che lo hanno denunciato

Una testimonianza che ha del drammatico quella del padre dell’imputato, 34enne di Aprilia accusato di maltrattamenti ed estorsioni ai danni dei genitori. L’imputato, in carcere per rapina e sequestro di persona, oltreché ad avere precedenti per gli stessi reati, è un soggetto che sconta problemi di tossicodipendenza.

Per i fatti contestati nel processo odierno che si svolge dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, a maggio 2025 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, aveva disposto l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinarsi alle persone offese.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, ha disposto l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinarsi alle persone offese per un uomo di 33 anni, accusato di aver maltrattato in più occasioni i genitori e di averli estorti così da ottenere i soldi per comperare la droga.

L’uomo, difeso dagli avvocati Silvia Perciballe e Marco Nardecchia, aveva ammesso di aver chiesto insistentemente i soldi ai genitori e di averli maltrattati, pur non avendo mai usato violenza fisica nei loro confronti.

La denuncia da parte dei genitori era arrivata dopo l’ennesimo episodio in cui il figlio, preso dalla rabbia, aveva danneggiato diversi mobili all’interno della casa. Per tale ragione, il pubblico ministero di Latina, Valerio De Luca, aveva chiesto e ottenuto la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa dove vivono i genitori.

Oggi, 7 maggio, in aula, sono stati esaminati dal pubblico ministero Simona Gentile e dagli avvocati difensori i due genitori. Come accennato, il padre ha tentato di negare quanto aveva denunciato ai Carabinieri, asserendo di aver detto frasi più leggere rispetto a quanto esposto ai militari dell’Arma. Un atteggiamento stigmatizzato dai giudici che hanno ricordato più volte al padre di aver sporto lui stesso querela: “Ho sbagliato a farla – ha detto l’uomo – non lo farei mai più”.

Il 34enne chiedeva soldi al padre, anche 50 euro al giorno, e veniva nel negozio del genitore, anche mettendolo in imbarazzo con i clienti. “Io e mia madre lo abbiamo denunciato per dargli una mano. Lui ha preso una brutta strada e i problemi li ha creati perché si droga”.

Nella denuncia presentata ai Carabinieri, i genitori avevano denunciato diverse frasi e minacce dette a loro stessi. Inoltre, il figlio avrebbe portato via anche diversi oggetti dalla casa, tra cui una friggitrice e le borse della madre. La donna, però, ha ribadito ai giudici: “Lui è buono, solo che quando si droga non capisce più niente”. Il padre ha negato di aver pagato debiti del figlio, debiti che avrebbe contratto in giro. In una circostanza, l’uomo, vedendosi negare i soldi dai genitori, avrebbe detto loro: “La colpa è vostra, siete delle merde”.

Entrambi i genitori negano di aver mai avuto terrore dei loro comportamenti. Ad ogni modo, nel corso delle loro distinte escussioni, tutti e due i genitori si sono commossi e hanno pianto. Uno spaccato pesante che ha coinvolto due persone perbene, due lavoratori, con un problema che può capitare spesso: un figlio che fa abuso di sostanze stupefacenti e che intraprende azioni criminali. “Io gli ho sempre dato i soldi – ha ammesso il padre – lui se li prendeva e se li mangiava”.

Il processo è stato rinviato al 15 ottobre per l’esame dell’ultimo testimone del pubblico ministero e dell’imputato. A margine, emerge che i genitori hanno rimesso la querela nei confronti del figlio. Respinta dal Tribunale la richiesta della difesa di annullare il divieto di avvicinamento ai genitori; concessa invece la possibilità che i genitori possano andare a trovarlo in carcere.

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