La consigliera del gruppo Misto riconosce il valore dello strumento approvato, ma richiama l’amministrazione sulle criticità del lungomare: “Da solo non basta. Servono decoro, trasporti e una vera riqualificazione della marina”
Riportare il Piano di Utilizzo degli Arenili in consiglio comunale, anno dopo anno, per verificarne concretamente lo stato di attuazione e correggere ciò che non funziona. È questa la proposta avanzata in aula da Daniela Fiore, consigliera del gruppo Misto, nel corso della seduta che ha portato all’approvazione all’unanimità del PUA, strumento di programmazione ritenuto strategico per il futuro del litorale di Latina.
“Parliamo di un progetto ambizioso – ha sottolineato Fiore – che recepisce un lavoro iniziato nelle precedenti consiliature e portato a termine da questa amministrazione, con un impegno degli uffici e dei tecnici senz’altro apprezzabile. È giusto riconoscere il valore di uno strumento che finalmente dota la città di una cornice normativa chiara». Tra gli aspetti positivi del piano la consigliera ha evidenziato la garanzia di almeno il 50% di arenile libero, regole certe sull’utilizzo degli spazi e l’attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità. «Una cornice di chiarezza che rappresenta certamente un passo avanti”.
Accanto al riconoscimento del lavoro svolto, Fiore ha però richiamato l’amministrazione a una lettura più realistica delle condizioni del lungomare. “Dobbiamo considerare con obiettività lo stato della nostra marina e guardare in faccia la realtà. Fa sorridere il paragone dell’assessore Di Cocco, che l’ha definita una bella donna molto trascurata: è un’immagine forse troppo generosa. Il nostro lungomare è stato consegnato alla mia generazione e a quelle successive in una condizione estremamente complessa, segnata da anni di abusivismo edilizio che oggi, essendo stato condonato, non consente nemmeno abbattimenti e ricostruzioni”.
Secondo Fiore, il rischio è quello di sopravvalutare la portata dello strumento senza affrontare le criticità strutturali che da anni limitano lo sviluppo della marina. “Quando parliamo di turismo balneare e di destagionalizzazione spesso ci raccontiamo una bella favola. È difficile pensare a un turismo su larga scala e su grandi rotte nelle condizioni attuali in cui versa il nostro lungomare. Questo non è certo responsabilità di questa amministrazione, ma serve a comprendere qual è la reale portata del piano approvato oggi”.
Da qui la richiesta di accompagnare il PUA con interventi concreti e costanti. “Il Pua non può restare uno strumento isolato e non può bastare da solo. Penso al problema dell’igiene urbana e della raccolta dei rifiuti, – ha sottolineato Fiore – che alla marina si presenta ogni estate con particolare evidenza: il litorale va in sofferenza per l’aumento del carico di conferimento e il mantenimento del decoro diventa ogni anno una criticità. Allo stesso tempo, durante l’inverno, l’arenile spesso non viene pulito e alcuni stabilimenti lasciano attrezzature accatastate ai margini della spiaggia, creando scenari poco gradevoli”.
La consigliera ha anche richiamato l’attenzione sulla riqualificazione dei nuclei abusivi, tema già affrontato in commissione Urbanistica, e sulla necessità di intervenire sul sistema dei trasporti e dei parcheggi. “Abbiamo un litorale che non è immediatamente fruibile. Migliorare l’accessibilità, creare aree di parcheggio adeguate e consentire alle persone di vivere il mare con maggiore libertà è fondamentale. Lo sprone che voglio dare all’amministrazione – ha concluso – è proprio questo: riportare il piano in aula ogni anno, affinché il consiglio comunale possa essere protagonista e accertarsi della sua regolare attuazione ed esecuzione”.
