INCHIESTA CHIOSCHI, A PROCESSO SECCI E I DUE TECNICI DEL COMUNE DI SABAUDIA

Inchiesta Chioschi, arriva il decreto di giudizio immediato per l’ex sindaco di Sabaudia e gli altri due imputati

Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario, ha disposto il decreto di giudizio immediato per l’ex sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, e per i due dipendenti dell’ente comunale, Giuseppe Caramanica e Elisa Cautilli.

Il processo inizierà il prossimo 13 luglio dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone.

Nei mesi scorsi, il ricorso che chiedeva la ricusazione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, presentato da Giovanni Secci, tramite l’avvocato difensore Renato Archidiacono, era stato respinto. La decisione è arrivata con il rigetto del ricorso da parte dei giudici romani dell’Appello per i quali non c’è incompatibilità tra il gip Cario che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare e l’ex vice sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci.

L’inchiesta sui chioschi di Sabaudia, lo scorso 7 marzo, aveva visto un altro giro di boa con il rigetto del ricorso da parte del Riesame di Roma per l’ex vice sindaco Giovanni Secci. Respinto il ricorso dal Tribunale del Riesame di Roma, composto dai giudici Maria Agrimi, Olga Manuel e Enrica Villani, Secci è rimasto agli arresti domiciliari, a differenza degli altri due co-indagati accusati come l’ex vice primo cittadino di turbativa d’asta.

Lo stresso Tribunale del Riesame di Roma aveva, infatti, riformato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per i due dirigenti del Comune di Sabaudia, Elsa Cautilli, difesa dagli avvocati Giulio Mastrobattisti e Francesco Fedele, e Giuseppe Caramanica, assistito dall’avvocato Massimo Signore. In ragione di questa riforma, i domiciliari erano stati sostituiti dalla misura dell’interdizione dall’esercizio del servizio di pubblico dipendente per la durata di un anno. Una decisione nei confronti della quale la difesa di Cautilli ha annunciato ricorso in Cassazione poiché fortemente insoddisfatta dell’esito.

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Il Gip Cario, con provvedimento firmato lo scorso 2 febbraio ed eseguito lo scorso 17 febbraio, ha disposto l’arresto di Secci e dei due co-indagati.

L’INDAGINE – L’inchiesta riguarda alcune attività amministrative, collegate ai chioschi sul lungomare della città delle dune. Risulta indagato anche il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca. Ad essere contestato è il reato di turbativa d’asta e l’arresto ai domiciliari è stato disposto per l’esponente di Forza Italia Giovanni Secci (62 anni) e i due tecnici dell’Ente: Giuseppe Caramanica (56 anni) e Elisa Cautilli (45 anni), rispettivamente Dirigente area casta tecnica e capo settore del demanio marittimo del Comune di Sabaudia. 

L’indagine, affidata alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri Forestali, riguarda la vicenda dei cinque chioschi che sono finiti ad un unico imprenditore, Fabrizio Gallo, la cui aggiudicazione è stata poi revocata dal Comune stesso.

Una decisione, quella del Comune, che ha già visto soccombente l’ente davanti al Tar di Latina. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero condizionato l’esito delle gare di assegnazione dei chioschi, così da imporre all’aggiudicatario condizioni tassative per il pagamento che non era previsto nel bando di gara. Tali condizioni hanno generato la decadenza dell’assegnazione, favorendo i secondi classificati che hanno gestito i chioschi nella stagione balneare appena passata.

In seguito a un ricorso presentato al Tribunale Amministrativo di Latina, il ristoratore estromesso dalla gestione delle aree demaniali si è visto accogliere il ricorso. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio sezione staccata di Latina (Sezione Prima) ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento di decadenza adottato in data 1 luglio 2025 e la presupposta diffida del 27 giugno 2025, nonché gli atti ad essi conseguenti. Al contempo, era scattata l’indagine penale che rischia di produrre conseguenze politiche molto importanti in Comune che viene già da un passato terremoto giudiziario.

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Secci, Caramanica e Cautilli devono rispondere, come detto, di turbativa d’asta, in quanto, con l’emanazione delle determinazioni n. 726 del 2 aprile 2025, n. 755 del 3 aprile 2025 e con la deterrnina n. 980 del 2 maggio 2025, tutte a firma di Caramanica, contenenti previsioni e prescrizioni, avrebbero favorito l’aggiudicazione a soggetti legati da rapporti familiari con i precedenti concessionari, già decaduti a seguito dell’accertamento di violazioni urbanistiche ed ambientali. Ci sarebbero, inoltre, conflitti d’interessi professionali, in quanto Secci ha avuto il ruolo di il tecnico redattore dei progetti dei chioschi per tre ditte individuali.

Secondo l’accusa, questi favoritismi e il conflitto d’interessi avrebbe consentito agli operatori balneari risparmi economici relativi alla installazione delle strutture oggetto delI’affidamento potendo, di fatto impiegare moduli già utilizzati dai precedenti gestori, oltreché a previsioni e prescrizioni finalizzate a scongiurare la partecipazione e l’aggiudicazione di soggetti estranei al contesto locale.

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