Mafia Aprilia: è stata fissata per maggio l’udienza preliminare per l’ex sindaco di Aprilia, Antonio Aprilia, indagato nella maxi indagine “Assedio”
Rischiano l’ennesimo processo o, in caso di richiesta di un rito alternativo, una condanna i venti indagati di quello che può essere definito come “Assedio ter”, il terzo filone dell’inchiesta della DDA di Roma che, a luglio 2024, terremotò il Comune di Aprilia e portò nei mesi successivi al commissariamento per infiltrazioni mafiose tuttora vigente. L’inchiesta ha portato agli arresti del clan capeggiato da Patrizio Forniti che era riuscito, tramite figure di mezzo, a dialogare e ottenere appalti con la pubblica amministrazione apriliana.
Tra coloro che dovranno affrontare l’udienza preliminare, fissata il 6 maggio, davanti al Tribunale di Roma, ci sono anche Patrizio Forniti e Monica Montenero, al momento incarcerati in Marocco dopo oltre un anno di latitanza.
Il centro del nuovo filone è sicuramente quello che vede indagati gli ex sindaci Lanfranco Principi (già a processo per il filone principale con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) e Antonio Terra, oltreché all’ex assessora e consigliera comunale Luana Caporaso. Con loro anche l’attuale dirigente del Comune di Aprilia, Paolo Terribili, e l’imprenditore del trasporto pubblico, Umberto Tesei, destinatario peraltro, in altri circostanze dell’indagine, di attentati intimidatori (tramite bombe) da parte del clan Forniti.
A luglio 2024, il Gip capitolino aveva respinto la richiesta di misura cautelare ai domiciliari per Antonio Terra e Luana Caporaso (indagati a piede libero) che, con Principi, Tesei e l’ingegnere Umberto Martone, sono accusati di aver turbato la gara, indetta il 25 luglio 2019 (quando Terra era sindaco e Principi suo vice) per l’affidamento del Trasporto pubblico locale ad Aprila. Di questo dovranno rispondere nell’udienza preliminare che si terrà a Roma.
Nonostante la Schiaffini Travel avesse ottenuto un punteggio migliore, i tre politici – Terra (allora Sindaco), Principi (vice sindaco) e Caporaso (assessora ai lavoro pubblici) – avrebbero dato istruzioni al Rup Paolo Terribili (dirigente dei lavori pubblici del Comune sospeso) per indicare alla Commissione giudicatrice, di cui faceva parte Martone, di far vincere la ditta di Umberto Tesei, detto “Picchio”, ritenuto legato alla cosca di Forniti. Alla fine, dopo una serie di interlocuzioni, alcune delle quali intercettate dagli inquirenti, l’avrà vinta la Nuova Tesi Bus: una gara dall’importo di oltre 23 milioni di euro, prorogabile anche per un anno. A giugno 2023, peraltro, una determina dei Lavori Pubblici ha confezionato la seconda proroga in pochi mesi a favore della Nuova Tesei Bus.
Nel corso delle intercettazioni, Principi parla con Tesei il quale gli dice: “ha detto pure Tonino (nda: Antonio Terra) “io ci ho parlato, io già glieli ho dati gli indirizzi”, mi ha detto oggi, mi ha ricordato, gli ho detto “no, va bene”. E Principi: “se a questo tocca dargli una rinfrescata (nda: si riferiscono a Paolo Terribili)”. E Tesei: “dargli una rinfrescata Toni’ non ti preoccupare”. Poi sono andato da Luana, eravamo in piazza questa mattina, tu ho chiamato e non mi hai risposto”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Paolo Terribili fu convocato dall’allora vice sindaco Principi e all’allora assessora Luana Caporaso, su sollecitazione del sindaco Antonio Terra. Il luogo scelto per parlare era il garage comunale, scelto perché fuori dal pericolo di essere intercettati. A Terribili, i politici avrebbero fatto capire che l’indicazione per la gara era una: doveva vincere Tesei. E per indirizzare la gara, secondo la DDA di Roma, Terribili spiega che bisogna orientarsi su “un fannullone, uno che ha rubato i soldi per anni”. Secondo la Procura capitolina, quel “fannullone” potrebbe essere l’ingegnere, un tempo in servizio al Comune di Latina, Umberto Martone, membro della commissione giudicatrice del bando per il Tpl locale. La sua posizione però rimaneva incerta, anche a detta del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Francesco Patrone, che firmava l’ordinanza di arresto del luglio 2024.
Una turbativa d’asta che, però, rischia di arrivare ben presto alla prescrizione del reato.
