Abusivismo alla villa di famiglia, i consiglieri comunali d’opposizione avevano presentato la mozione di sfiducia per la presidente del consiglio comunale di Cori, Anna Maria Tebaldi
Alla fine dopo ore di Consiglio Comunale, Anna Maria Tebaldi si è dimessa da Presidente del Consiglio comunale di Cori e ha rimesso nelle mani del sindaco Mauro De Lillis le deleghe delle attività produttive.
Dopo mesi di pressing, anche con l’ultima mozione di sfiducia dell’opposizione che chiedeva per di più le dimissioni del sindaco e dell’intera Giunta, Tebaldi, sfiancata dalle polemiche per la casa abusiva del marito, si è dimessa da presidente dell’assise di Cori.
Una decisione sofferta e comunicata non senza emotività da Tebaldi in consiglio comunale. I consiglieri d’opposizione, nell’ultima mozione di sfiducia, ricordano di come Tebaldi, sin da giugno 2017, siede nel Consiglio Comunale con delega Sindacale allo Sportello Unico delle Attività Produttive; da giugno 2022 ricopre anche la carica di Presidente del Consiglio Comunale di Cori e viene riconfermata la delega al SUAP ed assegnata l’ulteriore delega ai Servizi Sociali. Tebaldi paga il fatto di essere coniuge del proprietario della villa interessata dall’abuso edilizio totale realizzato in Contrada Sant’Angelo. La cosiddetta Villa Dallas.
“Il coniuge della Presidente del Consiglio Comunale – si legge nella mozione di sfiducia – ha realizzato una villa di 400 mq al posto di un opificio e l’abuso edilizio totale è stato riconosciuto: con Sentenza Penale del Tribunale di Latina n. 1375 del 5 giugno 2025 che ha decretato la confisca dei beni; con Sentenza TAR Lazio – Sezione di Latina n. 146 del 20 febbraio 2025 che ha rigettato in toto il ricorso dell’autore dell’abuso avverso l’Ordinanza del Comune di demolizione”.
“Seppur confidi ancora nella Giustizia credo sia giunto il momento, lo crediamo io, il sindaco e la maggioranza – ha detto in aula, Tebaldi. “Ho provato a tenere separate le due cose, ad andare avanti a fare il mio dovere fino in fondo. Ma negli ultimi mesi il clima intorno a questa presidenza è diventato sempre più difficile. Non posso più permettere che vicende non legate al mio operato possano gettare un’ombra sull’amministrazione e sul lavoro degli uffici comunali”.
“Non posso più accettare – ha proseguito – insinuazioni sulla lealtà, la trasparenza, la rettitudine dei miei colleghi di maggioranza e dei dipendenti comunali. È evidente che questa vicenda è stata nel tempo progressivamente spostata sul piano politico e questo ha contribuito a creare un clima sempre più teso, a tratti avvelenato. Ad un certo punto bisogna fermarsi e fare una scelta e oggi la scelta è questa. Lo faccio per senso di responsabilità, per rispetto verso questa istituzione, lo faccio soprattutto per la mia città perché chi rappresenta le istituzioni deve sapere quando deve fare un passo indietro. Non per debolezza, ma per rispetto”. Infine una stoccata alla minoranza: “Sono sollevata di non dovermi pia interfacciare con arroganza, prepotenza e linguaggio minaccioso”.
