PATTI DI COLLABORAZIONE FERMI A LATINA DA DUE ANNI E MEZZO, LE ACCUSE DELL’OPPOSIZIONE: “DA CELENTANO NESSUNA RISPOSTA”

Patti di collaborazione, Latina ferma da due anni e mezzo: solo 6 attivati su 48 richieste da parte dei cittadini. L’opposizione: “Cittadini esasperati e procedure paralizzate dalle interpretazioni normative. Sulla partecipazione civica dall’amministrazione Celentano nessuna risposta”

“A Latina i Patti di Collaborazione sono di fatto bloccati da oltre due anni e mezzo. Su 48 richieste presentate dai cittadini solo 6 sono state approvate, appena 2 nell’ultimo anno. È evidente che qualcosa non funziona”. È la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione Trasparenza odierna, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta.

Dalla ricognizione effettuata nel corso della seduta emerge un quadro sostanzialmente identico a quello di un anno fa: 48 istanze presentate per l’attivazione di Patti sul territorio comunale – in carico ai servizi Verde pubblico, Patrimonio, Manutenzioni e Cultura – ma solo 6 effettivamente operative; la grande maggioranza resta ferma negli uffici.

In particolare, lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

A rendere ancora più evidente la criticità è anche il caso del Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati, autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni: «Un’evidente disparità di trattamento che scoraggia i cittadini per primi» osservano le opposizioni.

Un altro elemento di criticità riguarda la trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale».

Nel corso della seduta è emersa anche la forte preoccupazione dei cittadini, presenti numerosi in commissione. Molti di loro hanno raccontato la frustrazione di chi, mettendo gratuitamente a disposizione tempo ed energie per la cura dei beni comuni, si trova ad affrontare iter lunghi e poco chiari.

“I Patti di collaborazione sono un importante strumento di cittadinanza attiva – sottolineano i consiglieri di minoranza – perché permettono ai cittadini di diventare custodi del territorio, rafforzano il senso di comunità, migliorano la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici. Latina è stata tra i primi comuni in Italia ad adottare questo modello nel 2018, è inaccettabile che un patrimonio così prezioso si disperda per inerzia amministrativa”.

Proprio per sbloccare l’impasse, la commissione Trasparenza ha deciso all’unanimità di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare le interpretazioni che stanno paralizzando l’ufficio Ambiente. «Se per alcune tipologie di Patti sarà necessario prevedere percorsi formativi specifici, si intervenga aggiornando il regolamento. Le risorse ci sono visto che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un emendamento di Latina Bene Comune al bilancio che destina 3mila euro alla formazione».

Allo stesso tempo è stata evidenziata la necessità di definire linee operative chiare e snelle per l’attivazione dei Patti e per i rinnovi, oltre a individuare una regia unica che coordini le richieste tra i diversi dipartimenti comunali.

“Il dirigente dell’Ambiente ha dichiarato in commissione che attiverà le procedure una volta chiarita la questione normativa, – aggiungono i consiglieri – ma resta il dato politico: in due anni e mezzo l’amministrazione Celentano non ha fatto nulla per superare le criticità segnalate più volte dalle opposizioni». Da qui anche la critica alla gestione politica della vicenda: «Alla seduta di oggi non era presente alcun rappresentante della giunta come delegato in assenza dell’assessora Nasti. Ciò conferma lo scarso interesse verso uno strumento fondamentale di partecipazione civica. In tutta Italia i Patti di Collaborazione funzionano e vengono utilizzati senza problemi; è assurdo che proprio a Latina, comune all’avanguardia su questo tema, siano fermi da anni”.

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