È stata approvata dal Consiglio Comunale la mozione volta all’acquisizione del Piazzale ex stazione ferroviaria” presentata dalla maggioranza.
Il significativo atto – spiega una nota dell’amministrazione – sancisce il proseguimento dell’azione intrapresa da parte del Comune di Gaeta, espressa con la nota a firma del Sindaco Leccese Cristian del 24 ottobre 2024 e riscontrata dal Consorzio Industriale del Lazio con la nota del 12 novembre dello stesso anno mirata a consentire lo sviluppo urbano, turistico e di rigenerazione urbana dell’intera area che si estende dalla Via del Piano fino a Via Marina di Serapo, comprendendo anche l’area della vecchia fabbrica del vetro, delle aree pertinenziali, ed anche dello stadio di calcio “A. Riciniello”.
Tale mozione sollecita il Presidente del Consorzio Industriale a comunicare la stima patrimoniale del bene in questione e a fornire uno strumento di indirizzo al competente Dirigente del Dipartimento ISAT, e a definire una più ampia progettazione riguardante l’intervento di rigenerazione urbana “Cajeta Anima Vitri”, anche con il coinvolgimento della Regione Lazio, trattandosi di uno dei più importanti ed ambiziosi progetti di recupero di aree industriali dismesse dell’intera regione, inglobando la summenzionata area del piazzale della ex stazione quale hub strategico di sosta, viabilità, verde pubblico e servizi alla collettività;
“Ribadisco – ha spiegato il sindaco Cristian Leccese – ciò che ho sempre sostenuto in audizioni, incontri pubblici e non, che l’Amministrazione comunale mantiene un forte interesse circa l’acquisizione al suo patrimonio dell’area della ex stazione, per l’inserimento della strategica area in un progetto di più grande respiro urbanistico, afferente alla rigenerazione urbana della ex fabbrica del vetro, ovvero del progetto “Cajeta Anima Vitri”, avviato in collaborazione con l’associazione nazionale costruttori edili della provincia di latina e che mira, tra vari aspetti, alla individuazione di aree per standard, viabilità, accessibilità, sosta e aggregazione sociale.”
“Intendo dunque rimarcare, ancora una volta, che la finalità della proposta di delibera di iniziativa popolare, giunta oggi in Consiglio Comunale, è sempre stata la medesima dell’Amministrazione, come peraltro già ufficializzata in precedenza. Voglio intanto sgombrare il campo da qualunque dubbio in tal senso: la ferma volontà dell’Amministrazione comunale resta quella di acquisire il Piazzale della ex stazione ferroviaria da parte del consorzio industriale.” – aggiunge il primo cittadino
“Ciò stabilito, dopo aver ampiamente analizzato e discusso con il comitato della proposta popolare pervenuta, ed avendo appurato le medesime finalità da perseguire, sono state sollevate alcune perplessità, tipo sul dispositivo della proposta, non indirizzata come un atto di indirizzo, bensì strutturata come un atto direttamente gestionale, sul cui profilo il parere di rito della competente dirigente del dipartimento finanziario, è stato non favorevole.” – evidenzia il Sindaco
In conclusione il sindaco Leccese sottolinea come sia stato recepito l’obbiettivo della proposta di iniziativa popolare ovvero quello di entrare in possesso dell’intera area della ex stazione ferroviaria di Gaeta. E quindi, alla luce di ciò, con il fine di valorizzare e non vanificare le istanze dei tanti cittadini sottoscrittori della iniziativa popolare si è lavorato ad un testo condiviso da tradursi in atto deliberativo di indirizzo (ad oggi l’unica formula ritualmente corretta al caso di specie) che possa raggiungere comunque gli obiettivi dichiarati nella stessa proposta di iniziativa popolare, ossia attestare, provvedere e dare mandato al Sindaco ed agli Uffici comunali competenti di porre in essere le azioni necessarie per l’acquisizione dell’area ex stazione. Dispiace che sulla nostra mozione non vi sia stata l’unanimità, ma l’atto approvato resta davvero significativo”.
A intervenire con un commento di segno opposto è il consigliere comunale del Partito Democratico, Emiliano Scinicariello.
“Il Consiglio Comunale di oggi era attesissimo, poiché portava alla discussione – finalmente e dopo ben sei mesi dalla presentazione al protocollo – la proposta di delibera di iniziativa popolare per la riacquisizione del piazzale “ex stazione”. Appena ieri mattina, prima delle ore 9.00 e quindi prima che scattassero le 24 ore dal Consiglio Comunale odierno, giunge una comunicazione a mezzo PEC del Presidente del Consiglio con un Ordine del Giorno (urgente) aggiuntivo: “Acquisizione del piazzale “Ex Stazione Ferroviaria” – Atto di indirizzo.
Questa comunicazione faceva presagire, in modo ancor più chiaro di quanto già non lo si intuisse da giorni, che anche stavolta l’amministrazione di centrodestra avrebbe “giocato sporco”. E spiego il motivo per cui uso questo termine, così come ho fatto anche nei miei interventi in Consiglio Comunale.
Anzitutto, la cosiddetta “delibera dei 1000” (più di mille erano i sottoscrittori) attendeva da ben sei mesi di approdare in Consiglio, dunque ben più del limite regolamentare, e quando ci arriva va ad essere “soffocata” da una delibera apparentemente simile su proposta del sindaco. Proposta, quest’ultima, che fondava su un’interlocuzione con il Consorzio Industriale Regionale datata ben 2 anni fa. E il sindaco cosa fa? La tiene “in tasca” due anni, e proprio a 5 minuti dal termine ultimo per la presentazione di un ODG aggiuntivo la infila tra gli argomenti in discussione, senza aver avuto alcun confronto con i capigruppo, dunque anche con le minoranze, peraltro senza motivare in alcun modo il carattere dell’urgenza…
Poi, per quale motivo far sì che il dirigente al settore finanziario esprimesse sulla cosiddetta “delibera dei 1000” parere negativo per assenza di risorse in bilancio, mentre si trattava solo di dare mandato agli uffici di adottare “provvedimenti finalizzati alla riacquisizione dell’area ex stazione”? E, di contro, perché nella delibera del sindaco, nella quale si parla anche della necessità di una perizia di stima, dunque della necessità di quantificare un valore, questo parere non si è reso necessario? Tutto lineare? Non mi sembra…
Il capolavoro avviene nella discussione sul merito delle proposte, quando il Sindaco arriva a sostenere, in sostanza, che la cosiddetta “delibera dei 1000” fosse superata dalla sua, che era mero atto di indirizzo. Il carico da novanta è stato messo dall’Assessore Magliozzi che annunciava la bocciatura della proposta di iniziativa popolare perché sarebbe stato comunque garantito l’interesse dei cittadini. Dunque, nei fatti, abbiamo ottenuto due risultati, incredibili per qualsiasi amministrazione che non sia la nostra, per la quale invece tutto è possibile: bocciare la proposta di 1000 e più cittadini per la riacquisizione a patrimonio pubblico di un’area strategica per Gaeta, una vera sberla a mano aperta ad un’ampia fetta di cittadini, ed approvare una delibera apparentemente analoga, che però – curiosamente – dimentica del tutto l’area che fu acquistata in modo a dir poco controverso dalla società Immobiliare Cavour Srl.
Ecco le differenze: la delibera di iniziativa popolare concludeva il suo deliberato con la frase “nel superiore interesse pubblico-collettivo della città e dei cittadini tutti”, quella del sindaco “dimentica” il privato che ha beneficiato di quell’occasione. A poco vale la promessa del sindaco di proporre, a venire l’esproprio di quel bene al privato. Si votano gli atti amministrativi, non le chiacchiere. Ed oggi la città di Gaeta ha preso da Leccese e dalla sua maggioranza di centrodestra una sonora sberla. A futura memoria2.
Duro nel suo intervento anche l’altro consigliere Dem, Franco De Angelis: “La maggioranza ha bocciato una proposta di delibera presentata al Comune oltre sei mesi fa da mille cittadini, ai sensi dello Statuto Comunale. Quella proposta aveva il favore della minoranza consiliare, ma non era un atto della minoranza. Era un atto di iniziativa popolare, firmato da 1000 elettori di Gaeta”.
