WELFARE, MUZIO (FI): “INCLUSIONE DEI RAGAZZI SPECIALI ANCHE IN SPORT E LAVORO”

Annalisa Muzio
Annalisa Muzio

“Inclusione e politiche di Welfare: la Regione e i Comuni possono avviare progetti per l’inclusione di bambini e ragazzi speciali non soltanto nelle scuole, ma anche nello sport e nel mondo del lavoro”, l’intervento di Annalisa Muzio, candidata alle regionali per Forza Italia

“Luigi e Riccardo costruttori di comunità, modelli positivi di cittadinanza, così li ha definiti il Capo dello Stato, Mattarella, nelle motivazioni che hanno portato ad insignire del titolo di Alfieri della Repubblica 30 ragazzi di cui altri due di Latina, a cui va tutta la mia stima. Prima di loro anche Valerio – afferma Annalisa Muzio, candidata alle regionali per Forza Italia – ma l’elenco dei ragazzi speciali che, ogni giorno, si distinguono nell’ordinario, è lunghissimo. Sono molto vicina, per motivi personali, alla squadra di basket InTeam di Latina, e conosco in particolare la storia di Luigi Falconi che, grazie alle sue abilità informatiche, ha aiutato la società sportiva a realizzare il loro sito Internet.

Chi mi conosce sa – spiega Muzio – la battaglia continua che da anni, anche come presidente dell’Osservatorio per lo Sport, porto avanti in tema di disabilità e inclusività anche nello sport. Vivere con bambini e ragazzi speciali ti consente di vedere da vicino la grande volontà che questi “supereroi” ci mettono, ogni giorno, per raggiungere i risultati che per gli altri sono scontati. E per le famiglie ogni piccolo traguardo raggiunto si trasforma in un miracolo. Ecco perché credo che anche la politica debba supportare le famiglie, debba seriamente pensare al futuro di questi ragazzi a cui dobbiamo assicurare inclusione e soprattutto indipendenza. Ecco, queste sono le due parole chiave su cui dobbiamo seriamente lavorare e su cui dovrà ruotare l’azione di governo di chi amministrerà la Regione Lazio dopo la prossima tornata elettorale. Politiche di Welfare e fondi stanziati per garantire inclusione, e quindi assicurare a questi ragazzi la partecipazione a ogni aspetto della vita sociale in condizione di uguaglianza con gli altri, rimuovendo, ad esempio, ogni barriera che ancora oggi limita questa possibilità. E poi l’indipendenza che ha, invece, a che fare con la possibilità di scegliere, sempre in condizioni di uguaglianza con gli altri, che cosa fare della propria vita anche nel mondo de lavoro.

C’è bisogno – aggiunge ancora Muzio – di creare sempre più occasioni di dibattito e di confronto sulle strade da percorrere per vedere rispettati i diritti delle persone con disabilità. Importante, in questo senso, la legge n. 227/2021 che delega al Governo il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di disabilità. Creare una stretta comunicazione tra Regione e Governo, anche in materia di disabilità, alla luce di tutte le nuove possibilità annunciate dal Ministro per la Disabilità. Inclusione lavorativa, ma anche progetti a supporto di disabilità e turismo, un aspetto prezioso e innovativo che consenta all’Italia di adempiere ad uno dei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che parla di accessibilità universale, di diritto di tutti alla mobilità, di una comunicazione e un’informazione inclusive, di cultura e accesso al turismo per tutti. E poi progetti, in ambito sportivo, a supporto delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche e degli Enti del Terzo Settore, che svolgono attività di carattere sociale sul territorio utilizzando lo sport come strumento educativo e di prevenzione del disagio sociale e psicofisico, di sviluppo e di inclusione sociale valorizzando le diversità. Pochi giorni fa il Ministro dello Sport, Andrea Abodi con il quale ho avuto e ho la fortuna di collaborare, ha annunciato un piano di sport sociale con un investimento di 16 milioni che verranno messi a disposizione, attraverso la pubblicazione di nuovi bandi.

Aiuti e assistenza a tutte le associazioni e alle società che fanno sport inclusivo mettendo a loro disposizione impianti e strutture – aggiunge ancora Muzio – che permettano loro di fare ogni tipo di sport, anche il calcio ad esempio, al chiuso nella stagione invernale. Nella nostra provincia ci sono numerosissimi esempi di società che già operano in questa direzione e che sanno perfettamente di avere me come punto di riferimento, ma occorre ancora di più fare squadra: chi lavora in questo settore va costantemente coadiuvato e aiutato nel lavoro quotidiano. Ecco perché, come consigliere comunale di Latina, avevo proposto, individuando anche la struttura da utilizzare, il progetto del Polo dei Valori, la realizzazione di un centro sportivo al chiuso da mettere a disposizione dei ragazzi, con ogni tipo di disabilità, che praticano attività sportive. Un progetto replicabile in ogni comune della nostra provincia che sarà uno dei miei impegni subito dopo le elezioni. Sport, scuola, trasporti, tempo libero, ma anche lavoro affinché da un lato il mondo delle imprese diventi inclusivo e dall’altro le persone con disabilità arrivino a fare le loro scelte lavorative nelle migliori condizioni possibili. Bisogna partire da qui per assicurare a tutti una vita dignitosa e per chi può, libera, anche di potersi formare una propria famiglia.

Occorre dare risposte pragmatiche, fattive e immediate – conclude Annalisa Muzio – per garantire un percorso da intraprendere in un momento storico in cui ci sono tutti i presupposti per iniziare a lavorare seriamente su interventi veramente efficaci. Progetti da mettere in campo, a livello regionale, anche in tema sanitario assicurando il diritto alle cure alle persone con disabilità potenziando, ad esempio, le Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ma anche i centri di assistenza medica avanzata alle persone con disabilità. E poi il Disability Manager, la figura professionale che si occupa di predisporre progetti personalizzati per le persone diversamente abili, prevista in tutte le PA. C’è bisogno di una nuova cultura e di una programmazione a lungo termine a sostegno di tutte le persone con disabilità e delle loro famiglie con politiche di Welfare regionali in grado di individuare i campi di azione dove, ad oggi, c’è ancora tanto da fare e continuando a seguire le buone pratiche lì dove, invece, qualcosa è stato già fatto”.

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