VIDEOSORVEGLIANZA A MINTURNO, A LUGLIO LA DECISIONE SUI 4 INDAGATI

Il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli

Video sorveglianza a Minturno: prosegue l’udienza preliminare del procedimento in cui è indagato l’attuale sindaco e presidente della Provincia Gerardo Stefanelli

Sono stati ascoltati dal giudice per l’udienza preliminare il finanziere formiano Marcello Arnone, fratello della consigliera comunale a Formia Immacolata Arnone (estranea all’indagine sulla videosorveglianza a Minturno) e Mario Vento. I due indagati hanno spiegato al Gup cassinate la loro versione dei fatti sull’indagine della videosorveglianza condotta dalla Guardia di Finanza.

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Roberto Palermo, Mattia Aprea, Renato Archidiacono e Luca Scipione, è convinto nella richiesta del non luogo a procedere per i quattro indagati.

La Procura di Cassino, lo scorso ottobre, ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Gerardo Stefanelli in riferimento all’inchiesta sull’ampliamento del sistema di videosorveglianza. A processo, per l’accusa, oltreché il primo cittadino di Minturno, dovrebbero andare anche l’ex comandante della Polizia locale di Minturno Mario Vento, l’ingegnere che si è occupato del progetto sulla videosorveglianza Laura Mancini e l’amministratore della società del settore sicurezza a cui sono stati affidati gli appalti, per appunto Marcello Arnone.

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A marzo 2022, la Procura aveva concluso le indagini su un progetto di ampliamento della videosorveglianza nel Comune aurunco e a finire all’attenzione della magistratura sono state due determine: una del 9 maggio 2018 in merito all’installazione del Targa System per un importo di quasi 22mila euro e l’altra risalente al 25 settembre 2018 per una somma di quasi 40mila euro. Un’indagine partita da determinati accertamenti, nell’ambito di una vasta indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia nel 2017 su alcuni appalti nel sud pontino e, in particolare, a Formia.

All’attenzione della magistratura sono finiti l’affidamento diretto per i lavori di ampliamento della sorveglianza finanziati per 50mila dalla Regione Lazio e per il restante dall’ente comunale. Secondo le ipotesi dell’accusa, vi sarebbe stato un accordo a monte per far ottenere alla società di Arnone, la “A.M. Tecnologia e sicurezza”, l’affidamento dei lavori tramite “mezzi fraudolenti consistiti in un artificioso frazionamento del valore dei contratti relativi ai lavori di potenziamento e ampliamento del sistema di videosorveglianza del Comune“.

Sara il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cassino a stabilire il destino processuale del Sindaco e degli altri indagati. L’udienza è stata rinviata al prossimo 18 luglio quando si arriverà alla decisione finale.

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