VERDE PUBBLICO A SABAUDIA, AZIONE: “UN UN APPROCCIO SCIENTIFICO E AMBIZIOSO”

Il naturalista Marco Massimi, candidato per Azione al consiglio comunale, interviene sul delicato tema delle palme: “Comprendo che a molti susciterà sgomento e che suonerà indicibile, ma siamo proprio sicuri di volerle salvare le palme di Sabaudia? Calma, mi spiego. Originariamente, le palme, così come il Borgo di Fogliano, avevano un significato, donando a Sabaudia un’immagine di esoticità e paesaggi lontani. Poi i decenni sono trascorsi, il loro significato è sfumato nel tempo, ma la loro immagine si è radicata comunque a fondo nell’immaginario identitario e collettivo di Sabaudia”.

Il candidato si concentra sulle problematiche cui questi esemplari sono andati incontro negli anni passati: “Oggi, purtroppo, ci ritroviamo a dover compiere una scelta difficile. Possiamo insistere nel preservare l’immagine delle palme, ma dobbiamo essere consapevoli che si tratterebbe di una fatica di Sisifo: abnorme e forse vana. Comporterebbe l’acquisto di nuovi esemplari, trattamenti sanitari con pesticidi, costi di smaltimento. È sostenibile tutto questo? Economicamente, ma anche ambientalmente, si intravedono già dei problemi, tra cui il persistere del flusso di esemplari che è esattamente il motivo per cui è iniziato tutto questo, rischiando di impelagarci un problema ciclico. So che sconcerta leggere queste parole, ma vi abbiamo promesso una nuova narrazione, non facili menzogne irrealizzabili o insostenibili. E lo dico con un magone terribile, nel ricordare le partite di pallone fatte da ragazzo sotto le palme di Piazza Roma”.

E prosegue: “Oppure potremmo accettare che sia arrivato il momento di consegnare alla storia i simboli del passato, così per le palme, così come per altre spennellate di verde urbano, approssimative e sbiadite dal tempo, che “adornano” Sabaudia. Penso a pini ormai senescenti che minacciano di cadere ad ogni sospiro di vento; ad alberi di giuda spelacchiati nelle strade del centro; eucalipti malinconici e isolati ai bordi delle strade. Ho visto strade in cui in meno si susseguono platani, lecci, pini, oleandri e cipressi… qual era il tema di verde per queste strade? O si sono stratificate varie ondate di piantumazioni senza un’idea?”.

Massimi lancia anche un’idea, in ambito sociale e scolastico, per rimodellare il verde pubblico a Sabaudia: “Il verde urbano a Sabaudia non deve essere una scelta tra i palmeti sahariani e uno scenario post-apocalittico, con aiuole che sembrano selve indomabili. Può nascere una nuova idea di verde urbano, sostenibile e rinnovata. Studiata da figure qualificate, che possono selezionare specie meno problematiche. Anche alloctone! Alloctono non è malvagio a prescindere. Si potranno coinvolgere il Parco e il vivaio forestale, per ricominciare a ricucire un rapporto ormai logoro con gli altri Enti operanti sul territorio. Non solo! Si può avviare un processo partecipato e democratico, con i cittadini (magari proprio le scuole) che potrebbero votare per un tema di verde con cui decorare in modo specifico ogni singolo quartiere, frazione e borgo di Sabaudia. Abbiamo tanti apicoltori nel nostro territorio, piantiamo, dunque, piante mellifere. Esiste la realtà degli orti sociali. Pensate quanto sarebbe bello se i bambini di oggi potessero raccontare, ai loro figli e nipoti di domani, che l’area verde in cui li portano a giocare è stata ideata e creata da loro”. 

E conclude: “Le piante hanno davvero molto da donarci. Città più profumate in primavera, più fresche in estate e più colorate in autunno. Ci danno conforto e rifugio per lo spirito. Ci danno un’identità. Per una sciagura ecologica abbiamo perso un simbolo, forse per sempre. Ora ne va costruito uno tutto nuovo, da consegnare alle future generazioni. Se poi sarà possibile e sostenibile anche salvare le palme, naturalmente, accetteremo con forza questa sfida, motivati nel portarla a termine.  D’altra parte, gli obiettivi più ardui si raggiungono perseguendo proprio le scelte più difficili. Noi vogliamo crederci!”.

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