TRAVOLTO DALL’AUTO IN VIA EPITAFFIO A LATINA: CONDANNATO PER OMICIDIO STRADALE, POTREBBE RIAVERE LA PATENTE

Mario Gustavo LAZZARINI
Mario Gustavo Lazzarini

Travolto con la bici da un’auto in corsa: aveva patteggiato la pena il 46enne responsabile dell’omicidio stradale di Mario Gustavo Lazzarini

Condannato per l’omicidio stradale del 28enne di Latina, Mario Gustavo Lazzarini, il l 46enne Andrea De Masi, difeso dall’avvocato Alessandro Priori, ha ricorso in Cassazione. Gli ermellini hanno ritenuto fondati i motivi del suo ricorso, sebbene la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla revoca della patente di guida con rinvio, per nuovo giudizio sul punto, al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.

A novembre scorso De Masi si è visto accogliere il patteggiamento a 2 anni di pena dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli. La difesa ha chiesto di convertire la pena in lavori di pubblica utilità, trovando il parere favorevole del pubblico ministero Valerio De Luca. Il Gip Morselli ha concesso i lavori di pubblica utilità presso un ente per 730 giorni, disponendo anche la revoca della patente di guida. Misura quest’ultima che rimane sub judice da un altro gip di Latina, così come disposto dagli ermellini.

Il caso risale alla tarda nottata del 26 marzo 2024 quando, a Latina, i Carabinieri della Sezione Radiomobile, su richiesta del 112, si erano recati in via Epitaffio dove si era verificato un incidente stradale.

Lo scontro molto violento era avvenuto tra un Suv VW Tiguan condotto dal 46enne, mentre percorreva la via in direzione Latina Scalo, e un giovane di 28 anni alla guida della sua bicicletta. Si trattava di Mario Gustavo Lazzarini, un passato turbolento che lo aveva fatto finire nelle cronache giudiziarie con personaggi altrettanto noti del panorama latinense. Il 28enne, però, stava cercando di recuperare e lavorava come cameriere in un noto disco-pub a Borgo Piave: pareva che avesse tutta l’intenzione di rimettersi in riga.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, l’auto aveva investito Lazzarini provocandone la morte, non prima però di essere finito contro il parabrezza dell’auto e, poi, sotto l’acqua in uno dei canaletti che costeggiano la via Epitaffio. Sul posto anche i sanitari del 118 che non avevano potuto far altro che constatare il decesso del giovane.

Il 28enne viaggiava con una bici, senza avere gli strumenti per rendersi visibile (non aveva giubbino catarifrangente né luci sulla bici) in una strada buia troppo spesso piena di persone che vagano fuori di senno. Il giovane stava andando a trovare la sua ragazza che abita a Latina Scalo, purtroppo il suo viaggio era finito a mezzanotte meno un quarto quando la Volkswagen Tiguan del 46enne lo aveva colpito.

L’uomo, che si era fermato dopo l’incidente, era stato interrogato dai Carabinieri di Latina. Il tratto dove è avvenuto l’impatto è illuminato, ma questo non era stato sufficiente per vedere Lazzarini ed evitare il tamponamento fatale.

Era stato il sostituto procuratore di LatinaGiuseppe Miliano, ad aprire il procedimento penale per il reato di omicidio stradale in capo al 46enne alla guida della vettura. Lazzarini era stato sbalzato dalla sua bicicletta, aveva impattato violentemente contro il parabrezza sul lato destro della macchina ed era volato nel canale che costeggia la carreggiata. Non erano bastati a salvarlo tutti i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118, troppo gravi i politraumi riportati in seguito ai vari urti a cui è stato sottoposto. L’incarico per l’autopsia era stato affidato al medico legale Maria Cristina Setacci.

Nato e sempre vissuto a LatinaMario Gustavo Lazzarini era conosciutissimo e ben voluto da tutti in città, anche per aver lavorato per diversi anni come cameriere nel noto locale “El Paso”, e aveva tantissimi amici che condividevano con lui varie passioni come quella per il calcio, che praticava abitualmente: era tifosissimo del Milan.

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