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Procura della Repubblica di Latina

VIOLENZA A COMPAGNA E FIGLIO: ARRESTATO EL GHAYESH, FRATELLO DI UNO DEGLI INDAGATI DI ALBA PONTINA

in Cronaca/Giudiziaria

Nel corso della mattinata di ieri, la Squadra Mobile di Latina ha arrestato il pregiudicato Shady El Ghayesh, 27enne di Latina, in quanto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Latina Dr. Giuseppe Cario per il reato di maltrattamenti in famiglia.
Gli sviluppi investigativi che hanno determinato l’emissione della custodia cautelare in carcere hanno origine nella denuncia presentata da D.V.J., 23 anni, ex compagna di Shady El Ghayesh.
La giovane donna aveva rappresentato tutta una serie di vessazioni fisiche subite per mano dell’indagato e che avevano colpito, in un’occasione, anche uno dei figli minori della coppia. L’informativa di reato proposta dal Pm titolare delle indagini, Dr.ssa Martina Taglione della Procura della Repubblica di Latina, e la gravità della condotta di Shady El Ghayesh hanno convinto il gip Dr. Giuseppe Cario a disporre la misura di custodia cautelare.
Non è stato facile trovare El Ghayesh, nel frattempo resosi irreperibile. Sentitosi accerchiato dalle ricerche serrate della Squadra Mobile, che ha messo in campo una serie di accertamenti info-investigativi sviluppati sull’intero territorio di Latina, El Ghayesh si è presentato spontaneamente davanti al personale della II sezione della Squadra Mobile che procedeva al suo arresto e lo conduceva nel carcere di Latina. Contestualmente gli veniva notificato il decreto urgente emesso dal Tribunale per i minorenni di Roma, a cui era stata indirizzata l’originaria denuncia querela sporta dalla ex compagna, che ordinava il divieto di avvicinamento ai figli minori e la perdita della responsabilità genitoriale.

Non è nuovo agli archivi della Polizia di Latina El Ghayesh. Ad agosto del 2016, fu arrestato con l’accusa di tentata estorsione, insieme a Mattia Zenere, Mario Gustavo Lazzarini e al fratello più giovane Ismail El Ghayesh, già tutti e quattro, all’epoca dei fatti, noti alle forze dell’ordine. La “banda” fu accusata di aver chiesto 300 euro, poi diventati 2500 euro, a un ventenne che, ignaro della situazione, aveva creduto di poterli frequentare per poi, invece, essere prima picchiato e, poi, oggetto di estorsione. Successivamente i quattro avevano minacciato anche il padre della giovane vittima che era intervenuto per capire cosa stesse succedendo intorno al figlio, entrato evidentemente in un brutto giro.
Alla fine della storiaccia, tutti e quattro furono arrestati proprio all’appuntamento per la consegna dei soldi da parte del giovane malcapitato.

Via Muzio Scevola, Campo Boario
In Via Muzio Scevola (nella foto), c’era il quartier generale dei balordi di Campo Boario. Qui, la famigghia e i sottopanza (gli affiliati) si vedevano per progettare estorsioni e traffico di droga. La stessa casa di Lallà nella via era adibita a centro di spaccio dove si recavano, giorno e notte, i consumatori

Ma El Ghayesh è un nome che non può passare inosservato anche per un altro più importante motivo. Entrambi di origine egiziana ma latinensi, il fratello di Shady, Ismail, gestore di un conosciuto pub di Latina, è uno degli indagati di Alba Pontina, l’inchiesta che ha contestato il 416 bis ai Di Silvio di Campo Boario, sponda Lallà e figli. Il suo, peraltro, è un caso molto delicato e per il quale, peraltro, Latina Tu ha tentato invano di chiedere pubblicamente a un noto politico dei chiarimenti.

All’epoca dei fatti, Ismael El Ghayesh era solito frequentare il pregiudicato Gianfranco Mastracci (anche lui indagato in Alba Pontina), entrambi intenti a raccattare voti per conto dei Morelli (legati ai Travali, coinvolti nel processo Don’t Touch), che a loro volta, come detto dal pentito Renato Pugliese, li compravano per Roberto Bergamo e l’attuale consigliere regionale Angelo Tripodi (tutti e due nella stessa coalizione politica per le amministrative 2016: Bergamo come consigliere comunale, Tripodi come sindaco). Quando El Ghayesh e Mastracci proposero a uno dei loro numerosi vessati soldi in cambio del voto ai suddetti politici per le Comunali 2016, si videro opporre un rifiuto, forse non l’unico. La vittima estorta (peraltro per un’altra vicenda riconducibile a un debito per droga), sotto le grinfie di Mastracci e El Ghayesh, disse di no ai due perché il suo voto non sarebbe stato più disponibile perché già promesso in cambio di 50 euro ad un certo Simone Di Marcantonio, definito come uno di Piazza Moro (Latina), per esprimere una preferenza sul candidato sindaco del centrodestra, l’attuale senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini.

Dinamiche elettorali che coinvolgerebbero, a Latina, un mondo di sopra e un mondo di sotto indirettamente (o direttamente a seconda dei casi) connessi al famigerato mondo di mezzo, il più pericoloso e gelatinoso, dove intermediari di altra estrazione sociale entrano nel mercato del voto di scambio e fungono da cinghie di trasmissione tra contesti che poco avrebbero in comune o di interdipendente.

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