Servizio di salvamento e Bandiera Blu: quattro estati di emergenze non possono diventare la normalità. Surreale l’attacco della maggioranza alla Commissione Trasparenza
“Una maggioranza al capolinea: attacca chi controlla per nascondere quattro anni di fallimenti. La trasparenza non danneggia Latina, la tutela“
Si è svolta oggi, 30 luglio, la Commissione Trasparenza del Comune di Latina, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta di Latina Bene Comune e condivisa da tutte le forze di opposizione, per fare piena luce sul servizio di salvamento, sul contenzioso relativo all’affidamento triennale e sulle possibili ripercussioni sul mantenimento della Bandiera Blu.
“Dalla Commissione è emersa una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: da quando si è insediata l’Amministrazione Celentano non c’è stata una sola stagione balneare senza ritardi, emergenze e criticità nella gestione del servizio di salvamento. Per il quarto anno consecutivo cittadini e turisti assistono allo stesso copione, con un servizio essenziale organizzato in ritardo, procedure fallite e continui interventi in emergenza. È il fallimento di un’intera gestione politica. Nel corso della Commissione è stato affrontato anche il tema del rapporto tra il servizio di salvamento e il mantenimento della Bandiera Blu.
L’assessore Gianluca Di Cocco ha riferito che, grazie all’affidamento in urgenza disposto il 27 luglio dopo l’esito negativo della procedura negoziata, da domani saranno attivate sei postazioni di salvamento sulle spiagge libere del tratto A, intervento che, secondo quanto riferito, dovrebbe consentire il mantenimento dei requisiti della Bandiera Blu per quella parte del litorale. Ben diversa, invece, la situazione del tratto B, sul quale non sono arrivate analoghe rassicurazioni.
Su nostra precisa richiesta, l’assessore ha confermato che è in corso un’interlocuzione con la FEE Italia. Abbiamo quindi chiesto che tutta la documentazione relativa a tale interlocuzione venga trasmessa alla Commissione Trasparenza affinché il Consiglio comunale possa conoscere il reale stato della situazione.
Preoccupa inoltre il fatto che la Commissione non abbia potuto acquisire né il contributo del Servizio Ambiente, che ha seguito l’intero iter della Bandiera Blu, né la documentazione relativa ai rapporti con la FEE. Si tratta di elementi indispensabili per comprendere se, allo stato attuale, sussistano realmente tutti i requisiti richiesti. Ancora più grave è il fatto che nel corso della seduta sia stata prospettata perfino l’ipotesi della perdita della Bandiera Blu o del mantenimento del vessillo per il solo tratto A e non per il tratto B.
Un’eventualità che, se dovesse trovare conferma, rappresenterebbe un durissimo colpo per l’immagine del nostro litorale e certificherebbe il fallimento politico dell’AmministrazioneCelentano nella gestione della stagione balneare. Sarebbe la conseguenza di anni di improvvisazione e di una totale incapacità di programmare un servizio essenziale come il salvamento, con responsabilità politiche che ricadono innanzitutto sugli assessori Gianluca Di Cocco e Michele Nasso e sull’intera Giunta Celentano. Dopo aver portato la TARI a livelli record, aver restituito ai cittadini un Parco Falcone e Borsellino inaugurato tra mille criticità e aver lasciato per quattro estati consecutive il servizio di salvamento nell’incertezza, perdere anche la Bandiera Blu rappresenterebbe il simbolo del progressivo declino amministrativo della nostra città.
Restano inoltre forti perplessità sulla distribuzione delle postazioni di salvamento. Contestiamo per l’ennesimo anno la scelta, avallata dall’assessore Gianluca Di Cocco, di concentrare tutte e sei le postazioni sul tratto A. Si tratta di un’impostazione che, di fatto, certifica una precisa scelta politica: mentre permane il concreto rischio di compromettere definitivamente il mantenimento della Bandiera Blu sul tratto B, l’Amministrazione Celentano sembra aver già deciso che il lungomare di Latina coincida soltanto con il tratto A, considerandone sacrificabile l’altra metà.
È una decisione incomprensibile e profondamente sbagliata, che per il secondo anno consecutivo privilegia in modo sproporzionato una porzione di litorale già servita da numerosi stabilimenti balneari dotati di assistenti bagnanti, penalizzando invece il tratto B, caratterizzato da una maggiore estensione di spiagge libere, da un numero nettamente inferiore di presidi privati e da una qualità naturalistica che rappresenta uno dei principali elementi di attrazione turistica del nostro litorale.
Proprio il tratto che avrebbe maggiore necessità di presidi per garantire la sicurezza dei bagnanti rischia così di restare privo delle necessarie condizioni anche ai fini del mantenimento della Bandiera Blu.
A ciò si aggiunge la mancata riapertura del primo chiosco del tratto B, con la conseguente assenza della relativa postazione di salvamento. Una scelta che riteniamo miope e della quale l’Amministrazione Celentano dovrà assumersi tutte le responsabilità, sia sotto il profilo della sicurezza dei cittadini sia per le possibili conseguenze sull’immagine turistica della città.
Permangono inoltre dubbi sull’affidamento diretto disposto dopo che la procedura negoziata è andata deserta. Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dagli uffici, riteniamo necessario verificare con la massima attenzione la piena coerenza tra l’oggetto sociale della società affidataria e il servizio affidato, considerato che si tratta di una società costituita soltanto pochi mesi fa e che non risulta abbia maturato precedenti esperienze nel settore del salvamento.
Ringraziamento i dirigenti e ai funzionari comunali, in particolare a Mirko Luongo e Angelo De Criscienzo, per il grande lavoro svolto con l’obiettivo di trovare una soluzione ad una situazione estremamente complessa. Proprio il loro lavoro dimostra, però, come ancora una volta gli uffici siano stati costretti a rimediare alle carenze di programmazione della politica.
Lascia davvero sconcertati il comunicato diffuso dalla maggioranza, che arriva addirittura a sostenere che la Commissione Trasparenza e le forze di opposizione avrebbero presentato “osservazioni alla FEE contro la città” e che la trasparenza dovrebbe “tutelare la città e non alimentare allarmismi”. È un tentativo maldestro di ribaltare la realtà. L’opposizione non è contro la città. L’opposizione è contro la totale incapacità di questa
Amministrazione di governarla. Chi danneggia l’immagine di Latina non è chi esercita il proprio dovere di controllo e di trasparenza, ma chi, dopo quattro anni di governo, continua a presentarsi ogni estate impreparato su un servizio essenziale come il salvamento.La Commissione Trasparenza ha svolto esclusivamente il proprio ruolo istituzionale. Informare la FEE Italia della convocazione della Commissione e chiedere chiarimenti sui requisiti richiesti per il mantenimento della Bandiera Blu è stato un atto di correttezza, trasparenza e leale collaborazione istituzionale. Del resto, è proprio la Commissione Trasparenza ad avere il dovere di verificare che quanto dichiarato dall’Ente nelle autocertificazioni corrisponda alla situazione reale. Semmai la vera domanda è un’altra: perché non è stata la stessa Amministrazione a informare tempestivamente la FEE delle gravissime criticità che hanno interessato il servizio di salvamento?
Se davvero la maggioranza ritiene che il rapporto con l’organismo che assegna la Bandiera Blu sia così importante, avrebbe dovuto essere la prima ad agire con assoluta trasparenza, rappresentando le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate, anziché accusare l’opposizione per aver semplicemente sollevato il coperchio su una situazione che è sotto gli occhi di tutti.
Parlare di “allarmismo” significa tentare di nascondere i problemi invece di affrontarli. Noi abbiamo il dovere di informare correttamente i cittadini dei rischi concreti che questa amministrazione ha prodotto con quattro anni di ritardi, improvvisazione e cattiva programmazione. Tra questi vi è anche quello, tutt’altro che remoto, di compromettere un riconoscimento che Latina conserva da oltre dieci anni e che rappresenta un patrimonio dell’intera comunità.
Se oggi siamo costretti a discutere della possibile perdita della Bandiera Blu, la responsabilità non è certamente di chi chiede trasparenza, ma di chi non è stato capace di garantire, per il quarto anno consecutivo, un servizio di salvamento efficiente, tempestivo e pienamente conforme ai requisiti richiesti.
La trasparenza non danneggia la città: la tutela. A danneggiarla sono l’improvvisazione, i ritardi, l’incapacità amministrativa e il tentativo di scaricare sull’opposizione responsabilità che appartengono esclusivamente a chi governa Latina”.
Così, in una nota, le forse d’opposizione: Latina Bene Comune, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Per Latina 2032.
