SECONDO SEQUESTRO NEI CONFRONTI DI GANGEMI: 4 MILIONI TRA SOCIETÀ, CONTI E YACHT DA 18 METRI

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Sergio Gangemi
Sergio Gangemi

Secondo sequestro milionario nei confronti di Sergio Gangemi, l’uomo condannato in primo grado per estorsione con metodo mafioso e ritenuto dall’Antimafia vicino alla ‘ndrangheta. Il primo sequestro, nell’ambito dell’operazione Gerione, era stato per un valore di 10 milioni di euro e aveva messo in mostra la rete dei prestanome di cui Gangemi si serviva (vedi link di approfondimento nell’articolo)

Sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, in coordinamento con la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma – come si legge in una nota della Guardia di Finanza di Latina – hanno eseguito un provvedimento cautelare reale emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, a carico di Sergio Gangemi, 46 anni, con il quale è stato disposto il sequestro di imprese commerciali operanti principalmente nel settore del commercio e del noleggio di autovetture, di beni mobili e immobili, nonché di disponibilità finanziarie.

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I beni sottoposti a vincolo (l’intero compendio aziendale di 4 società, conti correnti, un immobile, 29 automezzi e uno yacht di circa 18 metri) nelle province di Milano e Latina, sono risultati, a vario titolo, anch’essi nella disponibilità del soggetto, da anni residente nella provincia pontina e gravato, a partire dagli anni ‘90, da plurimi precedenti penali e numerose sentenze definitive di condanna per diverse tipologie di reato.

Sergio Gangemi
Sergio Gangemi

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In particolare, le attività investigative condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, mediante il tracciamento dei flussi finanziari del proposto e delle strutture societarie a lui riferite, hanno consentito di accertare il finanziamento di aziende operanti in territorio lombardo e pontino, fittiziamente intestate a soggetti terzi interposti e nelle quali erano fatti confluire i beni sopra specificati, di fatto riconducibili nella disponibilità di Gangemi. 

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Gli accertamenti di natura economico-patrimoniali oggi eseguiti nei confronti del soggetto investigato hanno permesso di sequestrare beni allo stesso intestati ovvero a lui riconducibili tramite “prestanome”, del valore complessivo prudenzialmente stimato per oltre 4 milioni di euro, di gran lunga sproporzionato rispetto ai redditi lecitamente dichiarati.

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Le indagini economico-patrimoniali condotte ai sensi del “Codice Antimafia”, fondate sul riconoscimento, a carico del proposto, di una qualificata e permanente pericolosità sociale, culminante con l’esecuzione del provvedimento di sequestro, testimoniano, ancora una volta, la costante azione della Guardia di Finanza a contrasto dell’illecita accumulazione di patrimoni da parte delle organizzazioni criminali le quali, operando al di fuori della legge, danneggiano l’economia legale e ostacolano il corretto funzionamento del mercato.

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