SCONTRO FRATRICIDA NEL PD DI LATINA, RANIERI (PD) CRITICA IL SEGRETARIO: “PARTITO NON SI GESTISCE CON DOCUMENTI NON CONDIVISI”

Emilio Ranieri
Emilio Ranieri

Emilio Ranieri (PD Latina): “Serve partecipazione vera: il PD cittadino non può essere gestito con documenti non condivisi”

“Apprendiamo con disappunto la diffusione a mezzo stampa del documento politico che avrebbe dovuto rappresentare la base di una nuova fase unitaria per il Partito Democratico di Latina.

Come membri del direttivo del circolo PD di Latina, che già all’ultimo congresso cittadino avevano espresso una posizione critica rispetto all’attuale impostazione, siamo rimasti sorpresi dalla decisione di rendere pubblico un documento proprio mentre era ancora aperta una fase di confronto tra le diverse sensibilità del Partito.

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Avevamo accolto positivamente la necessità di mettere insieme le forze per accompagnare il PD comunale in questa fase transitoria verso il nuovo congresso, auspicando un documento politico costruito attraverso un vero percorso condiviso, capace di tenere insieme pluralismo, contenuti e partecipazione.

Tra i punti sui quali ritenevamo opportuno fondare il nuovo percorso comune c’erano alcune proposte chiare: dare continuità al lavoro sui temi della mobilità e dei trasporti, istituire un tavolo permanente sul centro storico e sulla pianificazione urbana, rafforzare l’impegno per una nuova visione della salute, della sicurezza e del decoro urbano, riaprire un dialogo stabile con le forze del campo progressista e promuovere iniziative politiche e programmatiche in sintonia con la linea nazionale del Partito Democratico.

Proposte avanzate con spirito costruttivo e unitario, che tuttavia non hanno trovato adeguato accoglimento dentro un testo che non restituisce una sintesi realmente condivisa.

Il punto politico principale, per noi, resta il metodo. Non si può aprire formalmente un confronto e poi chiuderlo unilateralmente, presentando come sintesi unitaria un documento che non è stato davvero condiviso. L’unità non può essere invocata dopo aver compresso la discussione: si costruisce con partecipazione reale, rispetto reciproco e disponibilità a produrre una sintesi politica comune.

Dal documento diffuso emergono inoltre impostazioni politiche e amministrative che non riteniamo pienamente condivisibili e che avrebbero richiesto un confronto più serio, trasparente e collegiale. Anche sui temi programmatici e sulla visione della città, infatti, non basta una sommatoria di posizioni: serve un progetto riconoscibile, fondato su valori, contenuti e obiettivi comuni.

Abbiamo indicato come prioritaria la cura dei rapporti con le realtà presenti nel campo progressista, con i movimenti, le associazioni e le forze civiche che in questi anni hanno animato la comunità democratica di Latina. Al contrario, nel documento diffuso sembra prevalere una linea che rischia di ridurre il percorso politico a un equilibrio interno tra gruppi, senza un vero coinvolgimento della città e delle energie democratiche che possono contribuire al rilancio del Partito.

La partecipazione non può essere ridotta a un adempimento formale né a un rapporto di forza congressuale. Il tesseramento dovrebbe essere la base di una comunità politica viva, non uno strumento separato dalla partecipazione reale di iscritti, militanti e simpatizzanti. Il problema non sono le persone, ma un sistema che rischia di usare le tessere come leva di controllo invece che come strumento di coinvolgimento democratico.

Questo metodo non sarebbe accettabile nemmeno a parti invertite. Il nostro obiettivo non è sostituire una gestione chiusa con un’altra gestione chiusa, ma contribuire alla ricostruzione di un Partito Democratico cittadino aperto, radicato, riconoscibile e capace di coinvolgere davvero chi vuole lavorare per una proposta progressista per Latina.

Proprio per questo riteniamo che la fase aperta dal 30 maggio, con l’iniziativa promossa dal Gruppo consiliare, abbia mostrato l’esistenza di energie, disponibilità e passione politica che non possono essere ignorate o mortificate.

L’impegno unitario, se vuole essere autentico, non può basarsi su formule generiche o su sintesi precostituite. Deve fondarsi su idee progressiste, valori condivisi, partecipazione reale e rispetto reciproco tra le diverse sensibilità del Partito.

Se questo percorso non verrà rivisto, se non verrà garantito uno spazio realmente partecipativo e inclusivo, sarà necessario valutare una risposta politica e organizzativa adeguata, anche attraverso la costruzione di un nuovo spazio del Partito Democratico in città. Non si tratterebbe di una rottura fine a sé stessa, né di una scelta da assumere con leggerezza, ma della volontà di riaprire una battaglia democratica dentro il PD, per restituire al partito cittadino partecipazione, radicamento e capacità di iniziativa politica.

Rivolgiamo quindi una chiamata alla mobilitazione a tutte le democratiche e a tutti i democratici, ai militanti, ai simpatizzanti e alle tante persone che in questi anni si sono allontanate dalla politica ma continuano a credere nei valori del centrosinistra.

È il momento di costruire insieme un Partito Democratico più aperto, più partecipato e più utile alla città. Un partito che guardi al futuro e che torni a essere uno strumento reale di cambiamento per Latina.

Nei prossimi anni ci attendono partite decisive: politiche, regionali e amministrative, in una fase centrale per il futuro del nostro territorio e del Paese. Per questo abbiamo la responsabilità storica di superare questa fase, riaprire il Partito alla partecipazione reale e restituire al Partito Democratico cittadino la forza di incidere davvero”.

Così, in una nota, il membro del direttivo del PD, Emilio Ranieri.

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