RIFIUTI AD APRILIA, UGL PSA: “BASTA CON I CAPRI ESPIATORI, LA RESPONSABILITÀ È DEL VERTICE AZIENDALE”

Marco Alaimo
Marco Alaimo

Rifiuti ad Aprilia, Alaimo (Ugl): “Basta cercare capri espiatori, la responsabilità è solo del vertice aziendale”

​”La gestione dei rifiuti ad Aprilia è in una fase di profondo stallo. Leggendo le recenti cronache, si nota una dinamica preoccupante: tra note aziendali, prese di posizione e le comprensibili lamentele degli utenti, si sta consumando un costante e sterile gioco al massacro alla ricerca di un capro espiatorio.
​Il vero colpevole è chi detta le regole.

È fin troppo comodo puntare il dito contro i cittadini o contro quei dipendenti che, secondo l’azienda, non svolgerebbero correttamente il proprio dovere. Tuttavia, è necessario ribadire una verità elementare: chi crea le condizioni per lavorare è l’azienda. Chi pianifica i turni, chi decide i percorsi, chi impone i tempi e chi stabilisce le risorse è l’azienda. Se il servizio fallisce, la responsabilità ultima ricade su chi ha il potere decisionale. Una gestione lontana dalla realtà operativa

Il fallimento è evidente nelle scelte operative di Progetto Ambiente, che ignorano le difficoltà quotidiane del personale sul campo, nonostante le numerose segnalazioni:
​Violazioni contrattuali al cimitero: La situazione presso il cimitero è emblematica. Qui non si riesce a garantire il rispetto dell’orario contrattuale previsto dal CCNL, violando sistematicamente le norme sulla durata del tempo di lavoro. È inaccettabile che il personale operi in condizioni che disattendono le tutele minime del contratto di categoria.

​Disorganizzazione nella turnazione. È inaccettabile che operatori regolarmente in ferie, in permesso o a riposo si ritrovino inspiegabilmente inseriti nei piani di servizio. Questa cronica mancata comunicazione tra i vertici e le unità operative genera vuoti d’organico improvvisi, aggravando i disservizi sul territorio.
​Il paradosso dello scarico, gli operatori iniziano il turno in salita, dovendo spesso perdere tempo a scaricare i furgoni rimasti pieni dal giorno precedente, dato che l’organizzazione non ha permesso di svuotarli nei tempi previsti.

Durante il servizio, i camion centralina lasciano la zona di raccolta troppo presto, impedendo agli operatori di scaricare e costringendoli a soste forzate o giri a vuoto.
​ Vietare gli straordinari senza aver riorganizzato i giri di raccolta è una follia. È matematicamente impossibile concludere in orario contrattuale percorsi che non sono stati adeguati alle necessità reali.
Per nn parlare del ​clima di ritorsione che invece di ottimizzare il sistema, l’azienda ricorre a ritorsioni, infliggendo punizioni esemplari a chi non riesce a terminare giri oggettivamente infattibili, ignorando le cause create dai vertici.

Un muro di gomma contro le istanze di lavoratori e sindacati. ​Ciò che rende la situazione ancora più grave è l’atteggiamento dell’azienda di fronte al dialogo. Come UGLpsa abbiamo richiesto molteplici incontri per portare al tavolo queste criticità — problematiche che vengono costantemente segnalate sia dalle sigle sindacali che dai dipendenti stessi — ma spesso abbiamo trovato un muro. L’azienda conosce perfettamente i problemi, ma sceglie deliberatamente di non ascoltare.

Lo spreco di risorse pubbliche. È inaccettabile che l’azienda continui a impiegare tempo e risorse in contenziosi presso l’Ispettorato del Lavoro basati su contestazioni infondate. Si tratta di un ulteriore spreco di denaro pubblico, alimentato dal tentativo costante di far ricadere le colpe sui dipendenti anziché ammettere l’inadeguatezza del management.

​I lavoratori si alzano ogni mattina alle 5:00, subendo le conseguenze di una programmazione errata, mentre i cittadini pagano un servizio che non ricevono. Non servono note stampa difensive o scaricabarile. Serve che chi detiene il comando in Progetto Ambiente ammetta il fallimento del proprio modello organizzativo e si sieda finalmente a un tavolo per ascoltare chi il lavoro lo svolge davvero. La città e i lavoratori non hanno più tempo per le giustificazioni: hanno bisogno di un’azienda che torni a fare il proprio dovere”.

​Così, in una nota, Marco Alaimo, Segretario Provinciale UGL PSA Latina.

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