RIFIUTI IN PROVINCIA, PIOGGIA DI CRITICHE A ZINGARETTI DOPO LETTERA DA BRUXELLES

Commissione X svoltasi giovedì 7 novembre
Una delle fasi della Commissione X svoltasi giovedì 7 novembre. A destra, nella foto, Ilenia Borace
Commissione europea
Commissione europea

Dopo la lettera pervenuta ieri da Bruxelles sul piano di gestione della Regione Lazio, adottato nel 2012 che, secondo la Commissione Europea, “sembra essere rimasto in gran parte inattuato”, i nodi dei rifiuti a Roma e nel Lazio vengono al pettine. E così arrivano anche le prime reazioni da parte della politica e dei comitati. Su tutti, la consigliere regionale Gaia Pernarella e Ilenia Borace del Comitato Tutela dell’Ambiente e Salute Pubblica (di cui a seguire pubblichiamo integralmente il comunicato).

Gaia Pernarella
Gaia Pernarella

Entrambe, sia Pernarella che Borace, sostengono di aver mosso praticamente gli stessi rilievi che arrivano dall’Europa.
Le linee guida del Piano regionale dei Rifiuti non sono adeguate alle reali esigenze della Regione Lazio e alle direttive del Parlamento Europeo è un concetto che ripetiamo da anni, oggetto anche di un’interrogazione che avevamo presentato ad agosto al Presidente Zingaretti e all’Assessore Valeriani ma che oggi, con la lettera inviata dalla Commissione Europea a Palazzo Chigi, trova ancora maggiore riscontro nel rischio prospettato di una procedura di infrazione europea”. Così ha dichiarato la consigliera pentastellata in un nota. “Ancora una volta – osserva la consigliera componente della Commissione rifiuti regionale – l’Europa mette il Presidente della Regione Lazio di fronte alla realtà dei fatti ovvero il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal precedente piano rifiuti del 2012, nonché l’assenza di programmazione e strategia in quello in aggiornamento che null’altro è se non la fotografia di un esistente che conosciamo sin troppo bene fatto di impiantistica sempre uguale, mancati controlli, assenza di alternative all’incenerimento e al conferimento in discarica. Una situazione così grave e che paradossalmente anche la Regione ha ben chiara quando nelle Linee Guida paventa l’aggravarsi dell’emergenza nel 2020”. Conclude Pernarella: “Avvisi pubblici per nuove tipologie di impianti, maggiore controllo sui privati, riconversione tecnologica e adeguamento alle BAT degli impianti di trattamento sono la risposta più immediata ai rilievi sollevati dalla Commissione Europea e all’emergenza ma per raggiungere gli obiettivi è soprattutto necessaria una consistente dose di buona volontà che fino a oggi è inspiegabilmente mancata”.

Quasi dello stesso tenore le critiche di Borace del Comitato nato ad Aprilia e invitato a parlare in Regione Lazio il 7 novembre presso la “Commissione Urbanistica, politiche abitative e rifiuti”. Di seguito la nota redatta ieri.

Borace in CommissioneSono passati neanche 20 giorni dalla Commissione Rifiuti Regionale, in cui il nostro intervento sulle gravi inadempienze di programmazione imputate alla Regione Lazio dalla Commissione e Corte Europea, fu stoppato. D’altro canto, non hanno potuto censurare i social, sui quali abbiamo diffuso un video, dove spieghiamo le inadempienze di programmazione della Regione rispetto a quanto chiesto dalla C.E. Inadempienze che hanno causato l’aggravarsi e il moltiplicarsi degli impianti di gestione dei rifiuti nelle Province, e in particolare nella nostra Provincia, sbilanciando e rendendo fragilissimo il ciclo dei rifiuti nell’intera Regione. Ora però a chiedere conto non è il Comitato Tutela Ambiente e Salute Pubblica, ma la commissione Europea con una lettera in cui fa domande precise e puntuali confermando ciò che sosteniamo.

Il piano rifiuti 2012 non ha raggiunto i suoi obbiettivi.

Un'immagine della commissione Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Cacciatore (M5s)
Un’immagine della commissione Urbanistica, Politiche abitative, Rifiuti del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Cacciatore (M5s)

 

Inoltre è stato interessante partecipare come uditori alla Conferenza dei servizi dei Soggetti di Competenza Ambientale sull’aggiornamento del piano rifiuti del Lazio 2019/2025 svoltasi il 20 ottobre. Non abbiamo potuto non notare che le nostre osservazioni lasciate ad integrazione, in parte sono state fatte anche dal Ministero dell’Ambiente. Così come ci è dispiaciuto vedere non accolte da parte della Regione, osservazioni fatte dal Comune di Aprilia (parimenti alle nostre), sullo spostare dei criteri di localizzazione delle aree idonee e non idonee, da attenzione progettuale ad esclusione totale.

Ciò che ci preoccupa e che ci colpirà più da vicino è l’unione di intenti degli amministratori presenti in commissione regionale il 7 ottobre, è il chiudere in provincia il ciclo rifiuti, il ciò significa l’intenzione di installare una discarica e un inceneritore, perché attualmente la provincia di Latina è ampiamente soddisfatta sulla parte trattamento (TMB + 300% della produzione provinciale) e trattamento umido (che considerando autorizzazioni di impianti aerobici, e anaerobici segnalati dal GSE si attesta al 900%).

L'area della discarica a Casalazzara, Aprilia
L’area della discarica a Casalazzara, Aprilia

Quello che noi proponiamo, vista la buona percentuale di differenziata (su cui Latina deve fare assolutamente di più) e l’esigua percentuale di indifferenziata è: 1. spingere i TMB e gli impianti di trattamento Umido provinciali a fare una percentuale di recupero materia molto più alta, così da sottrarre sempre più rifiuti dagli inceneritori e discariche; 2. ritenere il sovradimensionamento impiantistico come un’affrancazione rispetto a nuove discariche e inceneritori.

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Abc, l’aziende beni comuni del capoluogo di Latina che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo

Del resto la Regione ha ampiamente dimostrato (è scritto anche nell’aggiornamento) che in caso di insufficienza impiantistica, tutti gli ambiti territoriali omogenei dovranno garantire sussidiarietà agli altri ATO rispettando il principio di prossimità. Considerando quindi la concentrazione di impianti in provincia di Latina che offre un contributo a tutti i Comuni del Lazio, la provincia di Latina deve pretendere lo stop ad altri impianti anche in considerazione dello sforzo sulla differenziata, sul quale però pesa lo scarso risultato del capoluogo al 24%.   

Ciò che si profila per l’aggiornamento del Piano Rifiuti 2019/2025 è una vita tutt’altro che rosea, sotto la probabilità di un’ennesima procedura di infrazione verso l’Italia a causa della gestione dei Rifiuti del Lazio“.

Renato Pugliese
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