Audizione regionale del 7 novembre 2019 - Discariche Latina e Aprilia 2
Audizione regionale del 7 novembre 2019 - Discariche Latina e Aprilia

L’ORA DELLE DISCARICHE ARRIVA, MA SENZA CONOSCERE IL PASSATO I “CASALESI” TORNERANNO

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Audizione regionale del 7 novembre 2019 - Discariche Latina e Aprilia
Audizione regionale del 7 novembre 2019 – Discariche Latina e Aprilia

Nell’audizione regionale convocata il 4 novembre, a tema “discariche Borgo Montello e Aprilia”, svoltasi il 7 novembre e voluta dalla consigliera Gaia Pernarella, si è assistito, nella sala Etruschi sede della Commissione “Urbanistica, politiche abitative, rifiuti”, a un cerimoniale di cui si è avuto prova ormai da anni. Ieri, però, e questo è probabilmente il dato più rilevante (infatti hanno impiegato mezz’ora a discuterne), l’audizione è partita “zoppa” per via dell’assenza della “Direzione Politiche ambientali e Ciclo dei rifiuti”, con il convitato di pietra, la dirigente massima Flaminia Tosini, che aveva comunicato la sua assenza in tempo utile, il 5 novembre, e allora, si sono chiesti i consiglieri regionali presenti, perché non rinviarla? Boh, il responsabile, il Presidente della Commissione Marco Cacciatore (M5S), anche lui assente, non ha potuto rispondere al rebus, sostituito dagli ignari vice presidenti Enrico Panunzi (PD), burbero e pacioso, e, poi, l’altro vice, più istituzionale, freddo e meno incline alla battuta e/o all’incazzatura, Fabrizio Ghera (FdI). 

Marco Lupo
Marco Lupo

Da una parte alcuni rappresentanti di comitati i quali, sparsi sul territorio tra Aprilia e Latina, vedono tre le loro fila la presenza di cittadini che hanno dovuto, negli anni, armarsi di sana pazienza, pagare avvocati, studiare carte, autorizzazioni integrate ambientali, prendere dimestichezza con Vas, Via e altri strumenti normativi e amministrativi che, in confronto, l’Azzeccagarbugli manzoniano era un tipo lineare. Dall’altra la politica e le strutture tecniche regionali, presenti per la verità solo col direttore generale di Arpa Lazio Marco Lupo, chiamato anche per via del cognome ad essere il Mr.Wolf di tarantiniana memoria: quello che risolve i problemi ma che, ovviamente, poco poteva fare di fronte all’evidenza di una situazione che si trascina da anni sopratutto nel nord pontino ammorbato da carenze legislative, impiantistica furente e discariche più o meno abusive.

L'incontro di 3 anni fa tenutosi in Ca
L’incontro di 3 anni fa (settembre 2016), tenutosi in Casa Piovesan, nel quale il sindaco di Latina Coletta promise, entro l’anno successivo, di adoperarsi per il risarcimento/ristoro degli abitanti le cui case sono state deprezzate dalla presenza della discarica di Borgo Montello. Da sinistra Damiano Coletta, Roberto Lessio (Assessore all’Ambiente del Comune di Latina e Giorgio Libralato

Di interventi significativi tanti, di soluzioni nessuna ma non era questa la sede. Come ha avuto a dire Giorgio Libralato, rappresentante dei cittadini delle cosiddette “case sparse” di Via Monfalcone, anche quattro anni prima, su Borgo Montello, si sono espressi gli stessi concetti riguardo ai sequestri, agli invasi esauriti, alle autorizzazioni alle società che gestiscono, ai procedimenti amministrativi, concludendo: “Se questa fosse stata una Regione dei diritti, avrebbe già bloccato qualsiasi tipo di autorizzazione“. Ha ragione, ci sono le carte a testimoniare la nullità delle stesse e c’è persino l’amministratore di Ecoambiente, uno delle due società che gestisce gli invasi di Montello, ad aver ribadito le medesime ragioni dei ricorrenti, sulla nullità degli atti propedeutici all’ampliamento della discarica, nell’ultima conferenza dei servizi datata 28 ottobre 2019.

I Sindaci di Aprilia e Latina, Antonio Terra e Damiano Coletta
I Sindaci di Aprilia e Latina, Antonio Terra e Damiano Coletta

Epperò, al di là delle parole, a parere dello scrivente, esistono due o tre questioni banali, banalissime che tutti conoscono e che dicono ma che nessuno, almeno per ora, ha la possibilità di affrontare. È vero che c’è un piano regionale dei rifiuti che prima o poi sarà definitivo – più prima che poi – e che la provincia di Latina deve chiudere il proprio ciclo dei rifiuti nei confini suoi e dell’Ato cui appartiene. Serve una cosiddetta discarica di servizio o “sito di stoccaggio della lavorazione residua dei rifiuti” come l’ha chiamato Domenico Vulcano, consigliere comunale di Aprilia nonché volto della Provincia di Latina ieri in commissione. Tutti sono d’accordo, come tutti, dopo anni di diatribe e compromissioni, sono d’accordo a chiudere Borgo Montello e sbarrare la strada di Aprilia alla Paguro (La Cogna), alla Ecosicura (Casalazzara) e Ecoparco (Lazzaria a Velletri, ma di fatto più Aprilia). Bene, benissimo, viva l’ambiente e abbasso gli imprenditori rapaci. Ma dove si farà questa benedetta discarica di servizio in modo tale che Latina e la sua provincia possano dire alla Regione, a Roma Capitale e al mondo intero che no, noi la monnezza ce la curiamo da soli e quindi non vogliamo quella di Tor Pignattara, Rocca Cencia o chissà da quale altro spicchio di mondo?

Aprilia discarica La Cogna
Aprilia, discarica di Via Savuto, località La Cogna

Nessuno ne parla, tutti bisbigliano, ma prima o poi, dal momento che c’è una clessidra la cui sabbia cade inesorabile, si dovrà decidere. Come si dovrà decidere sulle post gestioni e le bonifiche delle discariche esistenti, al netto delle guerre per procura sui giornali come quella che sta avvenendo per la discarica di Via Savuto ad Aprilia. E allora saranno dolori: perché siamo sicuri che nessuno, ma proprio nessuno, accetterà la discarica di servizio “innocua”, fossero anche due, come ventilato dalla Provincia di Latina.

manifestanti
Due manifestanti che protestavano davanti all’impianto di compostaggio Sep di mazzocchio (Pontinia) nel febbraio scorso. Le donne lamentavano l’inquinamento persino a Sabaudia. In effetti, non avevano tutti i torti se si pensa che il compost veniva spanso anche presso J’Azienda Agricola di Carlo Bedin, sita a Sabaudia in via Colle Piuccio

E magari fosse solo questo il problema, perché almeno uno o un paio di amministrazioni si immolerebbero, sopportando le proteste e la punizione delle urne. C’è, infatti, un altro convitato di pietra (ne abbiamo contati almeno tre o quattro): il trattamento dei rifiuti. Perché vivessimo in un mondo tra i migliori possibili, dove la raccolta differenziata, l’end of waste e tutte le buone pratiche teorizzate, e alcune messe in pratica, dal secolo scorso, stanno al massimo della loro capacità – al 100% col differenziato: boom! – e si dice addio a qualsiasi tipo di tecnica che tanto fa arrabbiare (a ragione) chi ci abita vicino. Puzze, olezzi, il compost fuori norma che, concluso il giro, ci ritorna nei piatti delle nostre tavole, d’un colpo tutto finito. Ma non è così: non siamo nel peggiore dei mondi possibili ma siamo molto lontani dall’essere vicino allo Shangri-La dove il Supremo non ha la faccia di un imprenditore, ma di un dio buono e misericordioso.

Siamo sicuri, di grazia, che nella nostra provincia, dove il capoluogo fa il 27% di raccolta differenziata (un dato penoso) – va meglio in altre città della provincia – si riesca in questo sogno a breve termine? Ne dubitiamo, purtroppo.

inquinanti trovati nella falda sottostante alla discarica di orgo montello
Inquinanti presenti nella falda di acqua dolce collocata sotto la discarica di Borgo Montello, Latina.

Non resta però che da fare una cosa, qualcosa che fino ad ora non si è ancora fatto: informare sulle buone pratiche e tentare l’impossibile va bene: siamo con chiunque voglia provarci; al contempo, cosa, questa, sì suprema, studiare la storia e narrarla. Borgo Montello, la cui vicenda avrebbe meritato non forse un maxi processo all’Ucciardone di Palermo, ma neanche un processo di difficile fine per un reato, non certo complessivo, quale l’adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari. Ecco, senza attendere la magistratura che di problemi ne ha molti, è bene prendere, come ci è sembrato suggerire il consigliere regionale Enrico Forte, quella relazione della commissione Ecomafie di fine 2017, chiamare quei commissari e organizzare nella piazza più grande di questa provincia un enorme dibattito pubblico, con tanto di ospiti, esperti, pure qualcuno che animi la giornata o le giornate (anche perché sennò le persone corrono a casa a vedere Tina Rispoli ospite di Barbara D’Urso) e dire a chiare lettere, nomi e cognomi, fatti e misfatti di una delle più grandi vergogne della storia d’Italia: la discarica di Borgo Montello, il cui unico torto è stato quello di venire mediaticamente dopo la Terra dei Fuochi. Misconosciuta per sempre? Si dirà, ma a cosa serve? Intanto cominciamo dalla Storia, poi il resto, conosciuto il passato, verrà da sé.

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