OMICIDIO NELLA RSA DI LATINA: INCAPACE DI INTENDERE E VOLERE, PROSCIOLTO L’IMPUTATO

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Pestaggio e morte nell’Rsa: il giudice per l’udienza preliminare si è pronunciato sull’uomo accusato di omicidio preterintenzionale

Non luogo a procedere perché l’imputato è incapace di intendere e di volere. Si è concluso così, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, il rito abbreviato che vedeva imputato il 77enne Franco Zamperiollo, accusato di aver ucciso, a maggio 2021, all’interno di una Rsa de capoluogo, l’ex poliziotto e pm onorario Enrico Tamburrino. A settembre scorso, il Gup La Rosa, su richiesta della difesa, aveva nominato il consulente psichiatrico, Lorenzo Contini, per produrre la perizia sulle condizioni dell’imputato e la sua capacità di essere processato.

L’esito della perizia è stato netto: l’imputato non può essere processato perché è incapace a poterlo affrontare. Ecco perché lo stesso pubblico ministero, Marco Giancristofaro, che rappresentava l’accusa, ha dovuto chiedere il non luogo a procedere per l’imputato, gravato sia da demenza senile che da altri problemi di salute. Una richiesta a cui ha aderito naturalmente la difesa di Zamperiollo, assistito dagli avvocati Lauretti e Marinelli. Il Gup La Rosa si è quindi pronunciato con una sentenza di non luogo a procedere per il 77enne.

Lo scorso 13 luglio, nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato difensore di Zamperiollo, Gianni Lauretti, aveva chiesto che il suo assistito fosse processato con il rito abbreviato condizionato all’audizione della sua psichiatra. Davanti al gup Mario La Rosa, fu ascoltato il consulente tecnico della difesa, Dottoressa Annalisa Anastasia.

All’esito della testimonianza, su richiesta degli avvocati difensori Giovanni Lauretti e Pier Giorgio Marinelli, il Gup La Rosa aveva disposto una perizia medico-legale sulla capacità di intendere e volere dell’imputato.

L’arresto di Zamperiollo era arrivato il 27 luglio 2022. Su disposizione del sostituto procuratore di Latina Marco Giancristofaro, la Squadra Mobile di Latina e i Carabinieri del NAS di Latina avevano dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Latina, Pierpaolo Bortone, sottoponendo agli arresti domiciliari, presso idoneo luogo di cura, Zampierollo, paziente psichiatrico, in relazione al quale emergevano gravi indizi di responsabilità per l’omicidio di Enrico Tamburrino, all’epoca del decesso 84enne.

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I fatti si riferiscono a quanto accertato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina la mattina del 14 maggio 2021, quando la vittima, ospite da pochi giorni presso una RSA in Via Faggiana, era stata aggredita con diversi pugni al volto, senza alcun motivo apparente, da un altro paziente, ospite psichiatrico della medesima struttura.

A seguito dell’aggressione, Tamburrino fu ricoverato con diverse fratture presso l’ospedale Santa Maria Goretti, dove successivamente è morto il 27 maggio 2021 per insufficienza cardiorespiratoria dovuta alle lesioni riportate. Secondo il medico legale Cristina Setacci, nominata dalla Procura, “se il trauma avesse agito su un soggetto sano non lo avrebbe condotto alla morte”. Il problema, fatale per Tamburrino, è che l’uomo aveva delle comorbilità che si sono rivelate decisive dopo l’aggressione.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno evidenziato che il 77enne aveva avuto un atteggiamento aggressivo fin dall’ingresso in RSA e qualche settimana prima dei fatti aveva manifestato un comportamento analogo a quello avuto con la vittima. Tamburrino si trovava nella Rsa Residenza Pontina (Gruppo Giomi) dopo il suo trasferimento da un’altra struttura a Cori.

L’indagine è stata corroborata dalla denuncia dei tre figli di Tamburrino. Successivamente nel corso della stessa, sono stati ascoltati un’infermiera e un operatore socio sanitario della Rsa che, trovandosi al primo piano, erano stati chiamati dopo l’aggressione. In loco i sanitari, la mattina del 14 maggio, avevano trovato Tamburrino che presentava segni sul viso, un’ematoma all’occhio sinistro e una lesione al labbro con perdita di sangue dalla bocca e dal naso.

Al contempo, Zampierollo, disteso a letto e cosparso di schizzi di sangue, ammetteva ai sanitari di aver colpito Tamburrino perché, a suo dire, era stato insultato, ribadendo che sarebbe stato pronto ad aggredire di nuovo: “Non c’è due senza tre”, avrebbe detto ai sanitari il 76enne. Zampierollo, sottolineavano gli inquirenti, è affetto da schizofrenia paranoide.

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