FORA LE QUATTRO GOMME DELLA MOGLIE: SCARCERATO MARITO VIOLENTO ACCUSATO DI STALKING E MALTRATTAMENTI

Accusato di maltrattamenti alla ex compagna e stalking: il Tribunale dispone una misura meno afflittiva nei confronti di un 33enne di Terracina

Il terzo collegio penale del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, ha disposto la misura meno afflittiva dei domiciliari rispetto al carcere nei confronti di A.D.P. (le sue iniziali), assistito dall’avvocato Maria Antonietta Cestra e accusato di maltrattamenti e stalking ai danni della ex compagna.

Il Tribunale, su istanza della difesa depositata lo scorso 13 luglio, ha deciso per la misura meno afflittiva nonostante il parere contrario del pubblico ministero. L’uomo si trovava in carcere dallo scorso 13 ottobre 2025 per il reato di atti persecutori, dovendo affrontare un processo nato da due procedimenti penali riuniti: uno, per l’appunto, afferente allo stalking, l’altro per maltrattamenti.

La difesa ha fatto presente al Tribunale della buona condotta dell’uomo nel corso del dibattimento, del suo quadro clinico e della contraddittorietà dimostrata dalla ex compagna ascoltata come testimone nel processo.

Il Tribunale ha considerato che alcuni eventi sopravvenuti, le prove assunte e lo stato del processo hanno ridimensionato le esigenze cautelari, non sussistendo più i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. Ad ogni modo, il 33enne viene lasciato ai domiciliari, una misura che appare più idonea allo stato delle cose, compreso il braccialetto elettronico.

Permangono le accuse gravi a carico dell’uomo il quale avrebbe minacciato di morte la coniuge con parole piuttosto eloquenti: “Tu pensi che io non sono capace di venire lì e prenderti in canna…chiama i Carabinieri che faccio un macello. In una circostanza, l’uomo avrebbe fermato l’auto su cui viaggiava insieme alla moglie per poi romperle la borsa e strattonarla.

Diversi gli episodi di atti persecutori: in un caso si sarebbe recato all’ospedale “Fiorini” di Terracina dove la coniuge era lì per motivi di studio e l’avrebbe afferrata da dietro tentando di baciarla. E ancora: telefonate anonime e l’atto di bucare alla donna tutte e quattro le ruote dell’auto parcheggiata fuori dal nosocomio terracinese, oltreché a rompere lo specchietto retrovisore e manomettere il tappo del serbatoio.

Sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento a distanza di 500 metri, il 33enne avrebbe violato più volte la prescrizione.

In considerazione del lasso di tempo passato e dell’istanza della difesa, il 33enne è stato scarcerato e proseguirà il suo processo con la restrizione dei domiciliari.

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