OMICIDIO CAMPANALE: DI CAPRIO RIMANE IN CARCERE

Eduardo Di Caprio
Eduardo Di Caprio

Omicidio Campanale: la Corte d’Appello si è pronunciata sulla possibile scarcerazione di Eduardo Di Caprio

A ottobre scorso, su richiesta del Procuratore Generale Vincenzo Saveriano, la condanna a 16 anni e 8 mesi, per omicidio volontario aggravato in merito alla morte di Cristiano Campanale e per tentato omicidio nei confronti del fratello Andrea Campanale, è stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma presieduta dal Giudice Andrea Calabria al 37enne Eduardo Di Caprio.

Cristiano Campanale
Cristiano Campanale

La morte del 28enne Cristiano Campanale fu un evento drammatico per tutta Scauri, Minturno e Formia dove il giovane lavorava come gestore di un locale, l’Hole in Piazza Testa.

Il 25 gennaio 2019, in seguito a una lite derivante da un debitoDi Caprio travolse Campanale volontariamente, ferendo anche il fratello Andrea, con la sua Ford Fiesta lungo la strada che porta alla stazione di Minturno, in via Sebastiani, non lontano da Piazza Rotelli, proprio dove il condannato odierno è titolare di un negozio di surgelati, il Sottozero Congelati Surgelati Di Caprio.

La difesa di Di Caprio, rappresentata dagli avvocati Barone e Cardillo Cupo, ha presentato ricorso in Cassazione ma, nel frattempo, ha inoltrato un’istanza, a inizio mese di marzo, affinché fossero concessi al condannato in secondo grado Di Caprio gli arresti domiciliari in luogo del carcere.

La Corte d’Appello di Roma ha preso in carico la richiesta respingendola: Di Caprio rimarrà in carcere, almeno fino al possibile pronunciamento della Cassazione. Niente domiciliari e braccialetto elettronico per un vicenda per cui, nei giorni addietro, i famigliari della vittima si erano fatti sentire tramite il proprio legale Capolino affermando la loro netta contrarietà a una possibile scarcerazione.

Nelle motivazioni della Corte d’Appello capitolina, che respinge il motivo della difesa per cui Di Caprio abbia assunto una condotta ligia alle regole in carcere – che in caso verrà valutata successivamente per la liberazione anticipata a condanna passata in giudicato -, vi è anche un particolare rilevante. Secondo la Corte, Di Caprio non ha mostrato “segni di concreto ravvedimento rispetto all’episodio omicidiario di cui si è reso protagonista”.

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