MORI DA CASAPOUND: NEI PROSSIMI MESI MORTE REPUBBLICA ITALIANA

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Secondo reportage della serie dedicata ai cosiddetti movimenti “extraparlamentari” che, pur non avendo ancora rappresentanza nelle Istituzioni, agiscono nel territorio di Latina e provincia. Dopo Comunisti a Latina. Rizzo contro tutti, questo episodio è dedicato a CASAPOUND.

Da sinistra a destra: Zamperin, Savastano e Mori

RICORDATI CHE DEVI MORIRE

L’avvocato genovese Marco Mori ha presentato sabato scorso (12 gennaio) al Circolo Cittadino di Latina il suo ultimo libro “La Morte della Repubblica”, alla presenza di Marco Savastano, già candidato sindaco alle amministrative ’16 e massimo esponente pontino di CasaPound (CPI), e Dario Zamperin, referente per il territorio dell’associazione “Modern Money Theory” (MMT).

Piano B
Il programma del convegno “Piano B per l’Italia”, un evento che ebbe luogo nel 2015 presso la Link University alla presenza di un folto pubblico e del Professor Paolo Savona, attuale Ministro per gli Affari Europei nel Governo Conte

Il nome di Mori è legato all’elaborazione nel 2015, assieme ad altri accademici e intellettuali sovranisti (tra questi Antonio Maria Rinaldi), di quel “Piano B per l’Italia” che ha raggiunto lo scorso anno più ampia notorietà con la mancata nomina, da parte del Capo di Stato Mattarella, di Paolo Savona alla guida del Ministero dell’Economia. Savona aveva appunto introdotto la presentazione del documento in un convegno avvenuto a Roma e più volte ipotizzato negli anni una “exit strategy” dall’Euro.

Un quadro a tinte fosche quello descritto durante la presentazione dall’avvocato genovese con un’affermazione che non ha lasciato troppo spazio alle metafore: “La Repubblica Italiana è prossima alla morte” . E il carnefice sarebbe quel governo gialloverde che viene tacciato di essere in realtà il Cavallo di Troia delle Istituzioni europee.

L’iniziativa è stata introdotta da un breve ma intenso intervento di uno scatenato Savastano che ne ha avute per tutti. Per il militante latinense lo spread è un’arma di distruzione di massa che ci ha costretto a pagare 3000 miliardi di Euro in interessi alla BCE nell’arco di trent’anni. Poi un’incredibile rivelazione: “CasaPound non è antieuropeista, ma per un’Europa dei popoli!”.  Frase che non ci è dato sapere se sia riferita ad un’eventuale federazione che sostituisca l’Unione Europea o ad un’Europa senza organizzazioni sovranazionali i cui confini vadano blindati….chi vivrà vedrà!

Savastano non la tocca piano e ci va giù pesante anche con il Governo pentaleghista reo di aver tradito gli italiani sedendosi ai tavoli della troika. Su questo punto occorre precisare che i governi di ogni stato membro dell’UE sono tenuti a rendere conto di determinati indicatori di previsione durante la fase di elaborazione della legge finanziaria. Lo stesso Orban, idolo dei sovranisti, ha l’obbligo di consultarsi con Bruxelles prima di adottare importanti misure di finanza pubblica e di bilancio per l’Ungheria.

PICCOLI FUSARO CRESCONO

Subito dopo l’intervento di Savastano, ha parlato Dario Zamperin referente economico dell’MMT. Sin dall’inizio si poteva notare come Zamperin, che ha ricevuto i complimenti da Mori per la ricerca delle fonti presenti nel libro, provasse ad utilizzare sia la loquela calma ed aulica che il portamento di Diego Fusaro, noto professore e filosofo del “sovranismo nostrano”.

Il neoliberismo sta uccidendo la Res Publica (Cosa Pubblica) tramite l’UE e l’EURO. Gli Stati Nazionali, che dovrebbero avere un ruolo centrale e predominante nei riguardi dell’economia, vanno vivendo un processo di destrutturazione. Ma il Zamperin pensiero non si ferma qui: l’Italia dovrebbe stringere rapporti con i suoi vicini mediterranei per riconquistare il ruolo centrale che le spetta nel Mare Nostrum.

MORI CONTRO TUTTI

Dopo Zamperin, giunge il momento di Mori, protagonista assoluto della serata ed autore del libro sopracitato.

Mori crede che la Repubblica Italiana verrà soppressa per far posto ad un super stato europeo gestito dai potentati economici e dalle multinazionali, questo grazie a quei trattati internazionali (quello di Maastricht su tutti) che hanno favorito i poteri forti svuotando gli stati nazionali di sovranità.

L’ austerità imposta dalla BCE e dalla Commissione Europea rientra, quindi, secondo l’avvocato, nell’ambito negli strumenti di controllo per arrivare alla distruzione degli stati nazionali. Una visione assolutoria di una dottrina,  lausterity, che è una metodologia di politica economica, condivisibile o meno, sbagliata o non, che in realtà in alcuni casi ha funzionato e gli Stati che l’hanno utilizzata hanno registrato una crescita, o meno, dell’economica in termini di Pil.

Ad esempio, in Spagna e nei Paesi Baltici le cosiddette politiche restrittive hanno portato a percentuali di crescita insperate e la Lituania che ha applicato misure draconiane nel campo della spesa pubblica è uno dei Paesi più in espansione dell’UE. Di converso, ci sono casi come quelli del Portogallo, che ha ricevuto aiuti per 78 miliardi dalla Troika (UE, BCE e FMI), in cui l’austerity non ha portato a grandi risultati registrando un’asettica crescita dell’1,6%.

Dopo l’attacco all’UE e ai suoi principi portanti, Mori ne ha anche per il Governo gialloverde considerato un traditore della sovranità nazionale.

Giudizio pessimo anche per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza che, secondo lui, sarà una misura a basso moltiplicatore. Le espulsioni degli immigrati, invece, vengono considerate negative poiché non sarebbero quasi mai effettive ed impedirebbero all’immigrato di lavorare una volta ricevuto il decreto.

Marco Savastano, responsabile locale CASAPOUND

CASAPOUND NEL LOCALE

Il movimento della tartaruga è fortemente critico verso l’amministrazione LBC di Coletta. Savastano, in un intervento apparso su un sito locale, ha sentenziato: Il governo della città con le sue ideologie immigrazioniste non ha fatto altro che creare sacche di degrado che i cittadini di Latina pagano costantemente in termini di qualità della vita come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca”.

Che a Latina ci sia degrado è innegabile, soprattutto in alcune zone come il Nicolosi dove CasaPound ha organizzato il 18 novembre 2017 un corteo per denunciare l’incuria e le gang extracomunitarie che comandano con prepotenza nel quartiere più multietnico della città. Per la tartaruga frecciata il Nicolosi è un quartiere da riconquistare .

Ma qui manca un’analisi più dettagliata del fenomeno, come abbiamo denunciato nella seconda parte del reportage BASTARDA PONTINA: la centrale dello spaccio di Via Corridoni (strada del Nicolosi nella zona delle Autolinee) era gestita, prima dell’inchiesta Don’t touch che smantellò il clan Tuma/Cha Cha/Travali, da Valentina Travali, sorellastra di Angelo e Salvatore. In seguito il quartiere Nicolosi, ad oggi la piazza di spaccio più grande di Latina città, fu egemonizzata da un ramo del clan Di Silvio (ala facente capo a Lallà come evidenziato dall’operazione della scorsa estate Alba Pontina) che disponeva di vari spacciatori nordafricani ai quali avevano imposto di acquistare la droga sempre dallo stesso canale.

Insomma ci si aspetterebbe da dei duri e puri come i ragazzi di CPI una denuncia approfondita del fenomeno, con nomi e cognomi di chi gestisce lo spaccio e di chi rifornisce regolarmente gli spacciatori nordafricani di stupefacenti (dopo gli arresti dei Di Silvio, la situazione è ulteriormente mutata). Ma sulla criminalità organizzata autoctona, CPI è afasica o comunque non interessata.

Negli ultimi due anni la tartaruga frecciata è stata attiva nel denunciare le situazioni di abbandono, le irregolarità e i comportamenti poco corretti da parte delle cooperative che gestiscono l’accoglienza degli immigrati. In molti ricordano una videodenuncia riguardante uno strano viavai di furgoni che portavano immigrati dalla città ai campi alle prime luci della mattina. CPI non ha dubbi nel ricondurre il fenomeno ad organizzazioni criminali dedite al capolarato.

Insomma, al netto di come la si pensi, CasaPound risulta essere uno dei movimenti più attivi sul territorio e registra una buona militanza tra i giovani anche grazie alla presenza del Blocco Studentesco nelle scuole superiori.

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