COMUNISTI A LATINA. RIZZO CONTRO TUTTI

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Questo reportage sarà il primo di una serie riguardante i movimenti “extraparlamentari” (nel senso che ad ora non hanno rappresentanza nelle Istituzioni parlamentari) che agiscono anche sul territorio di Latina e provincia, come la pensano e da chi sono composti.

UNA STORIA COMPLESSA

Con la caduta del muro di Berlino il comunismo ha perso la competizione con l’occidente capitalista guidato dagli USA. Da quel momento in poi per i comunisti è diventato difficile incidere nella vita politica italiana e di anno in anno il cammino è stato lastricato di lacerazioni e mutamenti. A Latina, come noto, la vita dei comunisti non è mai stata storicamente semplice.

 

IL CHE GUEVARA NERO

L’aggregazione giovanile e la critica alla società dei consumi, unite al supporto ai lavoratori e alla lotta di classe, sono le parole d’ordine del Partito Comunista di Marco Rizzo che, il 5 gennaio scorso, è venuto a Latina per l’inaugurazione della nuova sede a Via Giovanni Cena, intitolata al leader rivoluzionario africano Thomas Sankara.

Sankara è diventato un simbolo per il suo carisma e la capacità di parlare ai deboli e ai poveri, arrivando. Prese il potere grazie ad un colpo di Stato militare nel 1984 e cambiò il nome del Paese da Alto Volta a Burkina Faso. Proprio dalla “terra degli uomini integri”, questa è la traduzione di Burkina Faso, Sankara tentò di avviare una rivoluzione marxista nel quadro dell’Organizzazione dell’Unione Africana diretta all’emancipazione dei popoli e al loro affrancamento dal neocolonialismo e dall’imperialismo occidentale.

Contemporaneamente fu uno dei primi capi di stato africani a riconoscere la pericolosità dell’AIDS e a programmare la costruzione di infrastrutture ospedaliere per contrastarne la diffusione.

Il 15 Ottobre del 1987 venne ucciso in un attentato e il responsabile fu Blaise Compoarè, suo vice e compagno d’armi durante la rivoluzione, appoggiato da Francia e Gran Bretagna.

 

Murales di Sankara all’interno della sezione di Via Cena, Latina

COMUNISTI A LATINA

La sede è ricca di riferimenti all’ideologia del marxismo-leninismo che vanno da simboli dell’URSS del secondo conflitto mondiale a quelli dei Paesi del Patto di Varsavia fino ad arrivare alla bandiera palestinese, alle foto di Che Guevara e al “mural” raffigurante Sankara.

La sezione è fornita anche di una piccola libreria contenente testi prevalentemente comunisti che verosimilmente serviranno a formare la base culturale dei militanti più giovani.

Interessanti alcune regole interne che sono state affisse proprio vicino al tavolo ritratto in foto: “I militanti che non raggiungeranno un rendimento scolastico sufficiente verranno esclusi”, “I ragazzi più grandi devono aiutare quelli più  piccoli con gli studi”, inoltre è vietato l’utilizzo di droghe ed alcolici all’interno.

Sembra di essere tornati ai tempi in cui le sezioni non volevano essere soltanto punto di ritrovo per appuntamenti elettorali e raccolte fondi, ma anche centro di aggregazione per i giovani e riferimento culturale per tutti i militanti di un’estrema sinistra che almeno a Latina, a livello di percentuali elettorali, è sempre risultata inesistente.

Dal punto di vista della militanza, nell’incontro con Rizzo, invece c’è stata una bella risposta di pubblico, la sezione era piena di ragazzi e ciò, almeno per quel giorno, è stato in linea con il progetto Comunista di Latina che, come dice il segretario locale Sergio Sciaudone, desidera alimentare un passaggio di testimone dai militanti più vecchi a quelli più giovani.

Latina si sa, per il comunismo e la sinistra è una città difficile per storia e tradizione, essendo legata a doppio filo con la tradizione fascista e di destra. Ma questo non ha scoraggiato i comunisti pontini che, dalla formazione del partito, sono stati attivi sul territorio con azioni di volantinaggio a supporto dei lavoratori i quali, utilizzando una terminologia cara ai comunisti, come classe nell’ultimo trentennio sembrano aver abbandonato il comunismo per abbracciare, recentemente, Salvini e il sovranismo.
Come esempio attivo sul territorio, i militanti di Rizzo rivendicano di aver condotto a Latina sia un’azione a supporto degli operai della Corden Pharma  che un’altra, più propriamente da parte del Fronte della Gioventù Comunista, nelle scuole del capoluogo.

All’incontro nella sede di Via Cena erano presenti anche delegazioni da sezioni dei Castelli Romani, di Gaeta e altri comuni del Lazio. Non mancava persino una troupe del Tg2 che ha intervistato Rizzo sulla questione dei sindaci PD che stanno polemizzando con il Decreto Sicurezza, minacciando di non recepirlo. Rizzo ne ha per tutti, dai sindaci PD rei di essere rimasti in silenzio quando Minniti si accordava per bloccare i migranti in Libia, dove sono state denunciate violazioni dei diritti umani, fino al Governo giallo-verde. Il Segretario del Partito Comunista accusa Lega e M5S di aver portato al Governo semplicemente un cambiamento di etichetta: mancanti entrmabe di una visione di società alternativa a quella attuale e incapaci di imporre le proprie posizioni all’interno dell’UE, quest’ultima intesa come organizzazione non democratica (l’esempio è quello di Draghi non eletto da nessuno). Il giudizio riguardante il Reddito di Cittadinanza è quello di una misura che permette ai cittadini soltanto di consumare ma che, secondo il politico torinese, non darebbe opportunità lavorative.

Thomas Sankara

L’URSS

“Vincitori della seconda guerra mondiale e liberatori dell’Europa” -secondo Rizzo –  oltre che “unica potenza a contrapporsi durante la guerra fredda allo strapotere degli USA capofila del blocco occidentale”. Insomma, per l’esponente marxista sbarco in Normandia e Guerra d’Africa non sembrerebbero mai avvenuti! Se da un lato va dato atto a Rizzo che fu l’Armata Rossa a liberare il fronte Est e a scoprire l’orrore dei Lager Nazisti, come non ricordare i sacrifici dei soldati anglo-americani sui vari fronti? E, oltre a quello in Francia nord-occidentale, lo sbarco in Sicilia che costrinse le forze dell’Asse a spostare parte delle divisioni nell’Europa Occidentale indebolendo il fronte Orientale? Per non parlare poi della Battaglia d’Inghilterra in cui la Germania Nazista perse gran parte della famigerata Luftwaffe (aviazione), a causa dell’utilizzo del Radar da parte dei britannici e della superiorità tecnologica della RAF.

L’URSS ha avuto un ruolo decisivo nella Seconda Guerra Mondiale, ma la sconfitta è stata causata – diversamente da quanto afferma l’ex deputato piemontese – dall’evidente chiusura a tenaglia su tre fronti (Europa Occidentale, Italia ed Europa Orientale) da parte di tutti gli eserciti alleati nei confronti delle forze dell’Asse.

La visione comunista dell’URSS è quella di un paese medioevale che grazie alla rivoluzione è riuscito a diventare una potenza industriale e a primeggiare nella competizione globale. Ma a che prezzo? Già negli anni ’50 si sono registrati i moti operai nella Repubblica Democratica Tedesca, l’insurrezione ungherese e le rivolte in Cecoslovacchia alla fine degli anni ’60: quando il Comunismo va al potere, la Storia ci dice, che forma un’élite di oligarchi che come ogni classe politica autoritaria punta soltanto al mantenimento dello status quo.

Certo non si può accusare i ragazzi pontini del Partito Comunista per i carri armati a Budapest o per le repressioni che ha dovuto subire Solidarnosc (il primo sindacato autonomo polacco) anche perché il PC, proprio come sull’altro versante CasaPound, sta al gioco democratico. Non vanno, pertanto, accusati o dileggiati perché marxisti – il che sarebbe uno spregevole maccartismo – bensì, nel caso, criticati sugli argomenti e contestati nel merito delle loro proposte.

Il segretario locale Sciaudone posa con Marco RIzzo

 

SOSTENGONO RIZZO E I MILITANTI: PERCHÈ ESSERE COMUNISTI OGGI

Il Partito Comunista riparte da un progetto a lungo termine che mira al coinvolgimento dei giovani e delle classi subalterne, all’attività politica e allo studio della società moderna.

La critica comunista si rivolge a un modello di società che, secondo il segretario Rizzo, si evolve velocemente a livello tecnologico, ma è orientato proprio per questo ad escludere gli operai dal ciclo produttivo, creando quindi un modello piramidale teso ad alienare ed isolare il popolo. Bisogna quindi essere comunisti per proporre un moderno alternativo e di contestazione ad una società che secondo la loro dottrina non funziona.

Rizzo aggiunge che essere comunisti significa credere ad un sogno, essere comunisti vuol dire proporre un modello alternativo al capitalismo finanziario sfruttatore, alienante ed anti-ecologico.

Se è vero che il capitalismo sfrutta risorse ed è stato altamente inquinante, Rizzo sembra dimenticare come l’alterazione dell’eco-sistema sia una peculiarità di tutte le società industriali in generale (che comprende anche paesi comunisti).

 

L’AUTOMAZIONE E LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

L’incontro di Rizzo e dei comunisti pontini, alla fine, si è concluso con un presagio tetro che consente di riflettere su un ambito molto dibattuto a livello mondiale.

“Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia digitale e la robotica vanno velocissimo, mentre la politica è lenta”.
La visione del Partito Comunista sull’automazione e sulla digitalizzazione sfiora l’allarmismo, si crede infatti che maggiore sarà l’utilizzo dei robot o intelligenza artificiale più le aziende tenderanno ad escludere gli operai dal circuito produttivo.

Le argomentazioni del PC sono vere solo in parte. Sicuramente i lavori ripetitivi e usuranti saranno quelli che subiranno il maggiore impatto all’avvento definitivo dell’Industria 4.0, ma va anche ricordato che in un Paese altamente industrializzato come la Germania, dopo l’adozione delle nuove tecnologie tra tagli e nuove assunzioni, le aziende 4.0 hanno registrato un +0,2% di lavoratori. Nessun boom occupazionale ma neanche una crisi nera del mercato del lavoro (Fonte: Istituto di ricerca tedesco “Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung”).

 

 

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