IL PARCO DEL CIRCEO CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ

Parco Nazionale del Circeo
Parco Nazionale del Circeo

Il Parco del Circeo celebra la Giornata mondiale della biodiversità “Il contatto con la natura anche per recuperare l’equilibrio psicofisico”

Domani, 22 maggio, si celebra la Giornata mondiale della biodiversità proclamata dalle Nazioni Unite, per commemorare l’adozione del testo della Convenzione per la Diversità Biologica, avvenuta – appunto – il 22 maggio del 1992, con l’obiettivo di aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità, mai così attuali come in questo periodo.

Quest’anno – spiegano dall’Ente Parco – la ricorrenza assume infatti un significato particolare perché cade in un periodo molto delicato ed emergenziale derivante dalla diffusione del virus Covid-19. Una situazione molto difficile per tutti che, si spera, porterà presto ad un ritorno alla normalità a partire anche dalla consapevolezza degli effetti positivi del contatto con la natura per la salute e il benessere della collettività, una vera e propria terapia per recuperare l’equilibrio psicofisico dopo il lockdown”. 

Isola-di-Zannone
Isola di Zannone

In occasione di questa Giornata, l’Ente Parco invita la collettività ad informarsi e riflettere sull’importanza della conservazione di tutte le specie viventi, con un’attenzione particolare all’enorme patrimonio di biodiversità che il Parco del Circeo possiede. Seppur su una superficie di circa 9000 ha, l’area protetta riesce a racchiudere anche grazie alla sua conformazione una varietà di ambienti peculiari quali la duna, una foresta planiziale, un promontorio, 4 laghi retrodunali e un’isola, Zannone. Un piccolo scrigno di biodiversità, sottolineato dal fatto che al suo interno sono state designate ben 7 ZSC e 2 ZPS nodi della Rete Natura 2000 istituiti ai sensi delle Direttive 92/43/CEE (Habitat) e 2009/147/CE (Uccelli) nonché quattro Zone Ramsar, cioè zone umide riconosciute di notevole importanza per la conservazione degli ecosistemi acquatici e, in particolare, degli uccelli migratori, in applicazione della Convenzione internazionale di Ramsar del 1971. Un grande tesoro verde che contribuisce, direttamente e indirettamente, a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici a livello globale e locale fissando ogni anno circa 350mila tonnellate di CO2.

funghi

È difficile definire un numero esatto di specie della flora e della fauna presenti: un range numerico per le sole piante vascolari spontanee e spontaneizzate annovera 1265 specie (considerato che la flora globale del Lazio conta poco più di 3000 entità, si può dire che nel Parco si ritrovano più di un terzo dell’intera flora regionale), con diverse specie rare ed alcuni entità endemiche. Circa 400 invece le specie di funghi (Basidiomiceti e Ascomiceti) censite. Per quanto riguarda la fauna, seppur non annovera moltissime specie di mammiferi ca. 40 – che rappresentano il 56% delle specie di mammiferi (eccetto i cetacei) presenti nel Lazio e oltre il 33% di quelle italiane, – risulta comunque importante sottolineare l’importanza, all’interno di questa classe della famiglia dei Chirotteri (pipistrelli), con ben 19 specie. Importante inoltre la presenza di una piccola popolazione di Lepre italica, elemento endemico dell’Italia. Per quanto riguarda l’avifauna, grazie anche alla presenza dei laghi retrodunali, annovera centinaia di specie, di cui un gran numero legate appunto agli ambienti acquatici e ospitate nel Parco durante l’inverno nonché di passo lungo le rotte di migrazione primaverili e autunnali. Per quanto riguarda rettili e anfibi, nell’area protetta si contano 7 specie di anfibi poco meno del 25% di quelli presenti in Italia e 17 specie di rettili su 19 presenti nel Lazio, tra cui la testuggine palustre Emys orbicularis e la lucertola di Zannone, che in un recente studio proposta al rango di specie nell’ambito degli endemismi insulari delle isole Pontine come Podarcis latastei subsp.patrizii. Come per il resto del bioma sui numeri di specie anche all’interno del Parco Nazionale del Circeo la fanno da padroni gli invertebrati, che contribuiscono a stimare la presenza all’interno del territorio del 20-25% della fauna terrestre italiana. 

Berta Maggiore
Berta Maggiore

L’ambiente e la biodiversità in esso contenuta è soggetto a molteplici pressioni sia dirette che indirette dovute principalmente ad attività antropiche a cui si sommano gli effetti dei cambiamenti climatici.
L’Ente Parco, da sempre attento per i propri fini istituzionali alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi presenti nel territorio di sua competenza, in questi ultimi anni, grazie anche ai fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con direttive mirate per le attività dirette alla conservazione della biodiversità, ha intensificato indagini e monitoraggi su alcuni aspetti e specie, aggiornando i dati in suo possesso quali quelli relativi agli Anfibi, ai Chirotteri, alla Lepre Italica, alla vegetazione dunale con un intervento di conservazione in situ (per la specie Malcolmia littorea gravemente minacciata di estinzione in Italia), agli Ungulati, agli uccelli migratori sia relativamente al passo primaverile dei Passeriformi (con stazione di inanellamento presso l’isola di Zannone) sia al passo pre e post nuziale degli uccelli rapaci, alle colonie delle Berte maggiori a Zannone nonché agli altri uccelli marini frequentanti le coste rocciose come la Berta minore, il Marangone dal ciuffo e il Gabbiano corso, all’avifauna quali indicatori della qualità degli agroecosistemi. Per quest’ultimo progetto l’Ente Parco si è aggiudicato a febbraio 2020 un importante riconoscimento da parte del Ministero dell’Ambiente. Per tali indagini, che hanno portato anche a nuove segnalazioni di presenza di specie nonché nuovi dati di distribuzione sul territorio di altre già note, sono stati impegnati a partire dal 2013 ad oggi ca. 530.000 euro. 

Raganella italiana
Raganella italiana

Inoltre, grazie alla collaborazione con un’associazione micologica (Amer onlus) si è intrapreso un censimento dei funghi (Basidiomiceti e Ascomiceti) presenti. Infine l’Ente Parco collabora con il Gruppo Pontino di Ricerche Ornitologiche nell’ambito della attività di censimento dell’avifauna acquatica svernate (IWC) realizzata, ormai da diversi anni, da tale gruppo di ornitologi sotto il coordinamento dell’ISPRA. Per il prossimo futuro l’Ente Parco prevede, sempre nell’ambito dei fondi messi a disposizione con la nuova direttiva del Ministero dell’Ambiente per la biodiversità, di aumentare le conoscenze relative agli impollinatori sia delle specie di Apoidei selvatici ed altre specie, quali ad esempio i Lepidotteri. 

Per il 2021 – hanno sottolineato il Presidente del Parco, Antonio Ricciardi e il Direttore, Paolo Cassola –  sono inoltre a disposizione del territorio del Parco, dei suoi Comuni e comunità, circa 3 milioni di euro per combattere i cambiamenti climatici che saranno investiti per piste ciclabili, progetti per la gestione attiva del bosco con particolare attenzione all’antincendio, per la tutela del sistema dunale e per la riqualificazione energetica degli edifici”.  

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