FORMIA. IL LICEO “CICERONE-POLLIONE” ORGANIZZA L’INCONTRO “ECONOMIA SOMMERSA E RACKET…IL VALORE DELLA TESTIMONIANZA VERSO IL 21 MARZO”

Libera

Testimonianze toccanti, due ore di interventi nell’incontro organizzato dal Liceo “Cicerone-Pollione” di Formia che si è tenuto stamane nella sala consiliare “E. Ribaud” nell’ambito del progetto “Cittadinanza e legalità” proposto dal Dipartimento di Filosofia, Scienze Umane e Diritto e nella piena valorizzazione dei soggetti adulti (genitori e insegnanti) che accompagnano i giovani nel loro percorso educativo. “Economia sommersa e racket…Il valore della testimonianza verso il 21 marzo”, questo il titolo dell’incontro volto a far conoscere agli studenti la realtà dell’economia sommersa, le sue insidie e le correlazioni con il fenomeno del racket. Ospiti l’onorevole Tano Grasso, presidente nazionale Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane), Luigi Ferrucci, presidente regionale Fai, Massimiliano Noviello, presidente onorario Fai Campania, don Francesco Fiorillo, referente di Libera, il tenente colonnello Sergio De Sarno, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia, il maggiore David Pirrera, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Formia, il vice questore Massimo Mazio, dirigente del Commissariato di Polizia di Formia e il sindaco Paola Villa. In apertura il dirigente scolastico Pasquale Gionta ha ricordato anche l’iniziativa dell’associazione Libera Sud Pontino di metà febbraio nella sala “Falcone Borsellino” nell’ambito della Festa del Tesseramento, un primo e importante passo in preparazione al 21 marzo, per la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafie, che vedrà protagonista la città di Formia.  “L’incontro del 21 – ha sottolineato il professor Gionta – cade proprio nel giorno dell’avvento della primavera, come a simboleggiare l’inizio di una nuova rinascita. Il rispetto dei diritti e l’osservanza delle leggi con l’elevazione del senso di cittadinanza”. Diversi i temi di approfondimento toccati: dal riciclaggio di denaro sporco, agli effetti sull’economia del Paese di una corruzione sempre più strutturale, i legami delle mafie con quella zona grigia di professionisti e amministratori compiacenti e il ruolo di monitoraggio della società civile. “E’ la ragione per cui oggi nel 2019 molti imprenditori resistono nel denunciare – ha osservato il presidente nazionale Fai Tano Grasso – Oggi è il mondo è cambiato ed è difficile arginare questo fenomeno. Perché quando il commerciante paga il pizzo fa due cose: la prima, dà i soldi agli estorsori e quindi li finanzia e la seconda, più grave, ne legittima il ruolo sociale, giustificandone la ragione perché la mafia si regge su queste basi. Ci vuole tempo, ci vogliono passaggi generazionali perché l’alto elemento di potere e di forza della mafia è che gode di un consenso a volte esplicito e diretto ma spesso indiretto. I ragazzi rappresentano la speranza, possono spezzare questo filo e c’è da dire che in due secoli le mafie si sono seriamente indebolite”. Massimiliano Noviello, presidente onorario di Fai Campania, figlio dell’imprenditore Domenico ucciso dalla camorra per aver denunciato il racket del clan nel casertano, ha rilevato che “è una opportunità per poter dare un ulteriore aiuto ai commercianti”. “Io conosco bene il valore dell’associazione antiracket – ha aggiunto – e mi dedicherò con sempre maggiore impegno alla battaglia contro il racket e l’usura. E’ importante che i ragazzi vengano a conoscenza di queste storie per evitare che poi si ripetano. Mio padre fu assassinato perché fu lasciato solo. Attraverso la mia testimonianza racconto ai più giovani di non abbassare mai la testa. Oggi esiste una legge (la n. 44 del 1999) che risarcisce fino ad un milione e mezzo di euro gli imprenditori che hanno denunciato e ti dà l’opportunità di riaprire l’attività in qualsiasi località d’Italia. Non sono venuto qui ad omaggiare mio padre, l’obiettivo è invitare i giovani a mettersi in gioco e fare semplicemente il proprio dovere. Mio padre fu insignito della medaglia d’oro al valor civile per aver fatto il proprio dovere.. Ritengo che il nostro territorio non debba aver bisogno né di simboli né di eroi ma semplicemente che tutti adempiano al proprio dovere”. Luigi Ferrucci, presidente regionale di Fai, ha riferito delle esperienze avute all’epoca dal fratello, imprenditore minacciato dalle mafie, ed ha esortato a “non abbassare mai la guardia”. Don Francesco Fiorillo, referente di Libera, ha ribadito che i giovani “devono essere soprattutto il presente e non solo il futuro”. Il colonnello De Sarno, comandante del Gruppo delle Fiamme Gialle di Formia, ha parlato del rapporto tra il mercato regolare e quello sommerso che è quello che fa più gola alla criminalità. Per il sindaco Paola Villa “è stato un incontro toccante anche perché ci sono state testimonianze di cose vere”. “Ci hanno detto – ha rilevato il sindaco – che tutto quello che hanno vissuto può toccare ad ognuno di noi. Nessuno deve essere lasciato solo. Appena si parla di criminalità organizzata ci si isola. Le persone hanno paura, ma non bisogna averla e, come ha detto a chiare lettere il colonnello della Guardia di Finanza De Sarno, ‘queste economie malsane uccidono le economie sane’. La nostra economia, quella del sud pontino, è sempre stata e continua ad essere minacciata da questi personaggi che hanno inquinato il settore. E’ precisa responsabilità delle istituzioni metterci mano, fare nomi e cognomi, queste famiglie devono andarsene via e chiudere le loro attività. I ragazzi devono riuscire a gestire una realtà di non facile interpretazione e questo comporta una serie di problemi che molto spesso vengono sottovalutati e mai denunciati. Il sindaco, comunque, è a disposizione di tutti”. Durante l’incontro sono stati proiettati video esplicativi, che hanno catturato l’interesse delle centinaia di ragazzi delle seconde, terze e quarte classi, che poi hanno offerto ginestre, simbolo di umiltà e forza, al sindaco Paola Villa ed agli altri ospiti dell’evento.

IL 21 MARZO FORMIA OSPITERÀ LA XXIV GIORNATA DELLA  MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE NEL LAZIO. Sarà proprio la città di Formia ad ospitare, il 21 marzo, la XXIV giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera nel Lazio, in contemporanea con le manifestazioni che si svolgeranno a Padova e in tutto il Paese. Un corteo attraverserà le strade della città di Formia, seguito dalla lettura dei nomi delle vittime e da un pomeriggio di seminari, film e approfondimenti aperti alla cittadinanza. In Lazio come in tutta Italia saranno tantissimi i luoghi delle letture dei nomi, che terranno unite le nostre comunità nel segno della memoria e dell’impegno antimafia: oltre alla città di Formia, luogo principale del Lazio, si leggeranno i nomi anche a Roma nel quartiere Romanina, a Rieti, Ladispoli, Colleferro. La giornata  e la manifestazione del 21 Marzo saranno anticipate il 16 Marzo a Formia, presso la Chiesa San Giovanni Battista alle ore 20.30,  dalla Veglia dedicata alle vittime delle mafie, con la presenza del Vescovo di Gaeta, Mons. Luigi Vari. Parteciperanno con le loro testimonianze i familiari di Domenico Noviello (imprenditore ucciso dai Casalesi a Castel Volturno) e Maria Cardona, Yolanda Moran, Grace Fernandez, rispettivamente familiari di vittime provenienti dalla Colombia e dal Messico. Scuole, volontari, associazioni, comunità religiose e cittadini dai diversi territori si daranno appuntamento dunque a Formia, cittadina le cui risorse economiche e naturali sono state depredate dalla presenza dei clan, che l’hanno eletta da tempo luogo di villeggiatura e di investimento. Una presenza discreta e silenziosa delle mafie, ma che ha prodotto effetti ben visibili, a partire dal moltiplicarsi di sale slot, tanto da portare la Commissione Parlamentare Antimafia a rinominarla la “la Las Vegas” del Sud Italia. A lungo feudo della famiglia Bardellino, ha nel tempo ospitato i membri di diversi clan di camorra, in una provincia segnata da sequestri e arresti antidroga, dalle pressioni delle ‘ndrine calabresi o dei gruppi legati ai Casamonica, come segnalato anche dal crescente numero di intimidazioni a imprenditori e amministratori pubblici. Un quadro che ci racconta, ancora una volta, l’importanza di occuparsi di mafie in Lazio e nel sud pontino, territorio troppo spesso all’ombra della Capitale. Ma nel nostro corteo non dimenticheremo nemmeno il tema delcaporalato, che affligge molte comunità – soprattutto migranti, ultimi tra gli ultimi – che vengono sfruttate nei campi disseminati nell’intera provincia di Latina. IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA. A partire dalle 8.30 in Piazzale Caposele, alle 9.30 partirà il corteo che attraverserà il centro della città, fino ad arrivare a piazza del Mercato. Qui alle 10.30 leggeremo i quasi mille nomi delle vittime innocenti colpite dalle mafie, dal 1893 a oggi. Seguiranno quattro seminari in sale adiacenti alla piazza che toccheranno i temi del mercato degli stupefacenti, di criminalità ambientale, di gioco d’azzardo e di caporalato. E ovviamente ci concentreremo anche sul tema della memoria, attraverso la proiezione del film “Lea” di M.T. Giordana, che racconta la storia della testimone di giustizia Lea Garofalo e di sua figlia Denise. Per chi non potrà partecipare alla manifestazione regionale, alcune realtà stanno organizzando la lettura dei nomi in altre piazze del Lazio: a Roma nel quartiere Romanina insieme alla Rete dei Numeri Pari, a Rieti, a Colleferro e a Ladispoli. Ma il 21 marzo non è solo memoria, ma anche Speranza e Impegno, giorno per mobilitare la coscienza di tutti, giorno in cui nessuno si sente più solo nella lotta alle mafie, giorno in cui il “Noi” vince sull’ “Io”, dove la parte buona del paese, che è maggioranza, si libera dall’essere ostaggio della minoranza delinquente e corrotta.

 

 

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