DROGA A PONZA, CONDANNATI TUTTI. SULLO SFONDO L’OMICIDIO DI POZZI

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Gianmarco Pozzi
Gianmarco Pozzi

Droga a Ponza: furono cinque le persone arrestate a maggio dell’anno scorso: ora è arrivata la condanna. Gli imputati furono fermati nell’ambito di una operazione dei Carabinieri di Formia che sgominò due importanti canali di approvvigionamento di droga sull’Isola di Ponza. Le indagini partite dal delitto di Gianmarco Pozzi detto Gimmy

Il 25 maggio 2022 le misure cautelari che fecero emergere i canali della droga che da Roma (soprattutto) e Napoli arrivano sino al mercato remunerativo dell’isola di Ponza (d’estate meta di giovani e terra di movida). È, per di più, con un elemento inquietante: le indagini sono iniziate dopo l’omicidio di Gianmarco Pozzi, ancora irrisolto, ma che vede persone coinvolte nello spaccio a Ponza collegate al defunto campione di kickboxing.

Gianmarco Pozzi
Gianmarco Pozzi

Un anno fa, a Roma e nei Comuni delle province di Latina e Napoli, i militari della Compagnia di Formia, con l’ausilio di personale dei Reparti dell’Arma competenti territorialmente, degli elicotteristi e di unità cinofile dell’Arma, eseguirono un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino Domenico Di Croce, su richiesta della Procura della Repubblica, con la quale fu disposta la custodia cautelare nei confronti di 8 soggetti (5 agli arresti domiciliari e 3 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) ritenuti responsabili, a diverso titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I destinatari delle misure restrittive erano tre persone di Ponza, due romani e tre dell’area campana.

Si tratta di Alessio Lauteri di Roma (29 anni, coinquilino di Gianmarco Pozzi nell’appartamento a Ponza), Antonino Iaria di Roma (28 anni), Ciro Monetti di Afragola (Napoli) 61 anni, Angelo Monetti di Napoli (45 anni) e Vincenzo Pesce residente sull’isola (titolare del locale Blue Moon di Ponza) 35 anni, ristretti agli arresti domiciliari; obblighi di firma per Manuel Morgia residente a Ponza (40 anni), Marco Brinchi domiciliato a Ponza (45 anni) e Antonio Piscopo di Pozzuoli (47 anni). Indagato a piede libero Ivano Vela di Napoli (49 anni).

L’ordinanza cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Cassino, ricostruiva l’attività di spaccio posta in essere dal gruppo, operante sull’Isola di Ponza nonché a Roma e nei Comuni della Provincia di Napoli.

L’indagine (che faceva seguito alla precedente che aveva consentito di ricostruire nel periodo ottobre – novembre 2019 il traffico di sostanze stupefacenti da e per l’isola pontina), è stata condotta dai Carabinieri del N.O.RM. – Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Formia – a partire dal mese di agosto 2020 in seguito al decesso del buttafuori Gianmarco Pozzi, avvenuto in circostanze ancora da chiarire sull’isola di Ponza il 9 agosto del medesimo anno e per il quale sono ancora in corso accertamenti.

La complessa attività investigativa aveva consentito di disvelare una fiorente e ben strutturata attività di spaccio di droga posta in essere nel periodo estivo di massimo afflusso turistico sull’isola di Ponza, attività che vede coinvolte persone collegate al defunto Gianmarco Pozzi. I canali di approvvigionamento della droga, in particolare cocaina e hashishfurono individuati sia nella Capitale sia nell’hinterland dal capoluogo campano.

Il Tribunale di Cassino ha emesso le condanne a carico degli imputati: 3 anni e 6 mesi per Alessio Lauteri; 2 anni e 8 mesi per Vincenzo Pesce; 4 anni per Manuel Morgia; 2 mesi per Marco Brinchi; 6 mesi per Antonio Piscopo; 4 anni e 1 mese per i Monetti.

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D’altra parte, che dietro alla morte di Gianmarco ci potesse essere un giro di droga era un particolare già emerso (ad esempio, una inchiesta della trasmissione televisiva “Le Iene”). Se poi i due episodi – giro di droga e omicidio – siano legati o meno non è ancora dato sapere. Al momento, con gli arresti odierni, è confermato che lo spaccio è una vicenda collaterale.

Gianmarco Pozzi fu trovato la mattina del 9 agosto 2020 nelle campagne di Santa Maria a Ponza. Il giovane era sull’isola perché lavorava al Frontone e al Blue Moon, due storici locali di Ponza. Aveva preso in affitto, insieme ad altri ragazzi, un appartamento ubicato in Via Staglio. Il giovane di 28 anni fu trovato con fratture delle costole e di una clavicola, e poi una profonda lesione alla testa e un edema polmonare. Elementi che fecero dire all’avvocato della famiglia Pozzi, Fabrizio Gallo, che Gimmy avesse subito una raffica di colpi, probabilmente inferti anche con un corpo contundente. Solo in seguito, secondo il legale, Pozzi fu gettato nell’intercapedine tra due abitazioni nei pressi di un vigneto dove fu rinvenuto il suo cadavere a torso nudo, piedi scalzi e con un paio di pantaloncini.

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