La seconda sezione della Suprema Corte di Cassazione ha accolto nuovamente il ricorso presentato dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo in favore del consigliere regionale Enrico Tiero ed ha annullato questa volta le ordinanze che gli vietavano di vedere la madre nel periodo in cui era sottoposto agli arresti domiciliari.
Al Consigliere Regionale infatti era dapprima stata negata la possibilità di vedere l’anziana madre da parte del Gip del Tribunale di Latina, salvo poi in seguito all’appello al Tribunale del Riesame proposto dalla difesa vedere Tiero autorizzato a vederla per due ore due volte a settimana.
L’avvocato Cardillo Cupo, tuttavia, riteneva illegittima e incomprensibile sia l’originario diniego del GIP del Tribunale di Latina che la successiva autorizzazione da parte del Riesame in quanto “appariva incomprensibile e degradante una autorizzazione a tempo per incontrare una mamma di quasi 85 anni”.
Oggi, 9 giugno, a scioglimento della riserva è arrivata la decisione della Suprema Corte che ha accolto il ricorso della difesa. “Oramai l’Onorevole Tiero è libero e quindi può vedere chi vuole e quando vuole – afferma l’Avvocato Cardillo Cupo – ragione per cui la decisione in punto sostanziale non ha alcuna rilevanza, ma abbiamo tuttavia insistito nella nostra richiesta alla Suprema Corte affinchè si pronunciasse con Sentenza anche su questo aspetto per una questione di principio, affinché fosse proprio la Cassazione a mettere la parola fine a una vicenda cautelare che ha avuto tratti surreali e ai limiti del rispetto della dignità umana e dei valori costituzionali”.
