BORGO GRAPPA: LA SOLIDARIETÀ DI UNA COMUNITÀ IN ATTESA DI RISPOSTE

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Borgo Grappa

Borgo Grappa come altre comunità del capoluogo non ha arretrato di fronte al Coronavirus e, sin da subito, si è messa in moto una macchina della solidarietà formata da associazioni, Chiesa, gruppi, commercianti, lavoratori e semplici cittadini. Rimangono tanti i punti di interrogativi sul futuro di un borgo che da tempo chiede risposte sopratutto sul porto canale di Rio Martino

Tante le attività che si sono messe in moto per fronteggiare la grave crisi che ha colto una città intera come Latina. Il capoluogo, però, ha una fortuna: essere composto dalla realtà dei borghi. Microcosmi, spesso sottovalutati, che danno prova di essere vere comunità, in cui ritrovare identità e cementate su di essa: un aspetto che Latina città non ha ancora sviluppato compiutamente negli anni.

Non poteva mancare la solidarietà durante l’emergenza sanitaria che ancora non è superata, nonostante si vedano, su media e web, slogan, note, video che asseverano la Fase 2 come il punto di una nuova ripartenza di questo 2020 che, fino a ora, è tutto da dimenticare tra morti e crisi economico-sociale.

Borgo Grappa, uno dei borghi più caratteristici di Latina, sicuramente dove una comunità esiste e da decenni, ha dato prova, con una rete messa insieme da associazioni, piccole imprese, commercianti, cittadini e volontari, di essere sul pezzo della crisi che viviamo. È scattata sin da subito una corsa alla solidarietà, all’aiuto del prossimo che si è manifestata, sopratutto, con la fornitura ai più bisognosi di cibo e bevande (ndr: in fondo all’articolo, le immagini).
Una sussidiarietà spontanea che fa il paio con l’unione di intenti che più di un anno fa ha visto darsi di fare i cittadini nella denuncia del degrado in cui avvizzisce il borgo, e che, quest’anno, ha sopperito agli inevitabili ritardi di enti e istituzioni alle prese con burocrazia e una tela organizzativa difficile, almeno all’inizio, da tessere.

Per dovere di cronaca, è giusto menzionare tutte, ma proprio tutte, quelle realtà che non hanno aspettato un aiuto dall’alto e che si sono attivate per non lasciare da soli i cittadini più bisognosi d’aiuto, sia del borgo che fuori dai confini di esso: Market Bottega del Gusto, Supermercato City Market, Azienda Ortolanda, Azienda agricola Ferrandes, Azienda agricola biodinamica Agrilatina, La Bottega del Fornaio, Macelleria Dal Carnefice, Farmacia La Rosa, Frutteria Borgo Grappa Fanzon, Pro Loco Borgo Grappa, Parrocchia San Giuseppe, Volontarie Gruppo Borgo Grappa, Benefattori Caritas, Gb Nautico. Eccole tutte le realtà che hanno collaborato nel momento in cui l’Italia è entrata in lockdown e, accanto agli slogan di “Andrà tutto bene”, bisognava dare concretezza e continuità agli aiuti.

Accanto a questo esempio straordinario che trova, in altre realtà della città, corrispettivi degni, il borgo rimane sempre appeso alle risposte che cercava prima dell’emergenza sanitaria e che sono solo sospese da una tragedia più grande.

Sì perché Borgo Grappa, il luogo che più di tutti ha scontato l’impasse del porto canale di Rio Martino, tra promesse e sprechi che più volte abbiamo raccontato, non viene sublimato, almeno non del tutto, dallo splendido reticolato di uomini e donne di buona volontà che si sono rimboccati le maniche con l’incubo del lockdown.

Borgo Grappa attende le risposte che piccole imprese, commercianti, pescatori e operatori del tessuto produttivo attendevano quando hanno ospitato sindaci, Presidente della Provincia e politici che hanno parlato diffusamente dei problemi di quella fetta di terra al confine tra Latina e Sabaudia lasciando solo punti interrogativi, il più grosso dei quali è rappresentato dal Porto Canale di Rio Martino sostanzialmente fermo a una incompiuta e con una conferenza dei servizi che avrebbe dovuto svelare il futuro ma è rimasta dentro la palla di vetro dei buoni e dimenticati propositi.

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