Il gruppo denominato Amato-Falco finalizzato allo spaccio di droga: secondo la DDA e i Carabinieri, c’erano ruoli ben precisi
Giudizio immediato per 19 soggetti finiti coinvolti nella maxi indagine di Antimafia e Carabinieri di Aprilia, sfociata lo scorso maggio in altrettanti arresti. L’avvio del processo è stato fissato per il prossimo 21 gennaio, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudice La Rosa-Mongillo-Ciccone.
L’indagine, che nasce dalla imponente inchiesta “Assedio”, quella che ha portato al commissariamento per mafia del Comune di Aprilia, si muove tra la città del nord pontino e Cisterna. Il gruppo capeggiato dal pluripregiudicato di Cisterna, Gennaro Amato, tramite la società di autonoleggio, riusciva ad avere mezzi sempre nuovi adibiti allo smercio di sostanze stupefacenti. Un modo per mimetizzarsi e non rendersi riconoscibili alle forze dell’ordine.
Il gruppo, che nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Chiara Miraglia, viene definito “Amato-Falco”, aveva a disposizione anche due immobili dello spaccio: uno in Via Albegna, ad Aprilia, ossia la casa della famiglia Falco, dove era stata installata anche una serra per produrre marijuana; l’altro in via Genio Civile, diviso in due unità, entrambe occupate da due partecipi del sodalizio, Tonino Di Pietro e Antonio Cimmino, marito di Daniela De Maio, figlia del noto politico apriliano (ex assessore ed ex presidente del consiglio comunale ad Aprilia). I fatti contestati avvengono tutti tra il 2021 e il 2022.
Il sodalizio era capeggiato senza dubbio dal 60enne di Cisterna, Gennaro Amato, l’uomo con il “curriculum” criminale più temuto a tal punto che, nel recupero di un debito per droga, anche un personaggio come Luigi Morra, imputato nel processo Assedio e considerato uomo fidatissimo del boss Patrizio Forniti, deve sottostare e venire a patti per pagare la partita di droga comprata dal cognato per una cifra intorno ai 37mila euro.
Secondo gli inquirenti, a far parte del sodalizio capeggiato da Amato e Francesco Falco detto “Fracchia o Petto di Pollo”, di cui è coinvolta tutta la famiglia (ai domiciliari finiscono il fratello Andrea Falco, il padre Sabatino Falco e la madre Maria Vincenza Farina), ci sono con ruoli ben definiti Marco Tuccio detto “Tucun” (peraltro condannato recentemente con Francesco Falco per tentato omicidio in ragione di un affare da 40mila euro), Tonino Di Pietro detto “Il negro”, Antonio Cimmino, Gian Luca Bottoni, Antonio Di Fazio, il dipendente del Ministero, ossia il bidello Simone D’Innocenzo detto “Cacaci” (esperto nel portare avanti le serre di marijuana), Patrizio Libero Abbate, Andrea Falco, Daniela De Maio, Maria Vincenza Farina, Sabatino Falco, Stefano Tiozzo, Silvio Speranza Melotto, Valter Belani e, infine, una figura di spicco, trait d’union con il mondo della ‘ndragheta: l’affiliato alla cosca di Africo dei Morabito, Giuseppe Arcadi.
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Lo scorso 19 maggio, i Carabinieri avevano eseguito arresti ad Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, Amelia, Cappadocia, Sant’Agata del Bianco e Castelletto Sopra Ticino.
Il giudice per le indagini del Tribunale di Roma aveva disposto il carcere per Gennaro Amato, 61 anni di Cisterna; Francesco Falco, 42 anni di Aprilia; Marco Tuccio, 35 anni di Aprilia; Tonino Di Pietro, 47 anni di Aprilia; Machkour Kamal, 50 anni, di Aprilia; Antonio Cimmino, 52 anni di Aprilia; Gianluca Bottoni, 58 anni di Aprilia; Antonio Di Fazio, 46 anni di Aprilia; Simone D’Innocenzo, 37 anni di Aprilia; Patrizio Libero Abbate, 35 anni di Aprilia; Giuseppe Arcadi, 35 anni di Sant’Agata del Bianco (Reggio Calabria); Stefano Tiozzo, 32 anni di Castelletto Sopra Ticino (Novara); Claudio Amadio 49 di Ciampino; Mauro Cerci 61 anni di Roma.
Per altri sei indagati erano stati invece disposti gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico: Daniela De Maio, 46 anni di Aprilia; Maria Vincenza Farina, 63 anni di Aprilia; Andrea Falco, 36 anni di Aprilia; Sabatino Falco, 66 anni di Aprilia; Valter Belani, 48 anni di Aprilia; Silvio Speranza Melotto, 60 anni di Aprilia.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocato Fabrizio D’Amico, Massimo Frisetti, Nicolò Giglio, Amleto Coronella, Pietro Pomanti, Antonio Franzè, Aldo Barduagni, Francesco Colosimo, Piergiorgio Manca, Marco Fagiolo e Marco Natale.
