Accusato di aver palpeggiato al seno due adolescenti dinanzi al supermercato di Viale Petrarca a Latina
È iniziato, dinanzi al secondo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Francesca Zani, il processo per violenza sessuale aggravata dalla giovane età delle vittime nei confronti di un uomo, U.M. (le sue iniziali), originario del Bangladesh, classe 1980, arrestato sabato 18 aprile scorso dai Carabinieri della sezione Radiomobile. L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Reale, è accusato di aver palpeggiato due ragazze minorenni davanti al supermercato Carrefour che si trova in viale Petrarca, a Latina.
Doppo l’arresto, il 46enne, che era solito stazionare davanti al supermercato, aveva negato di aver toccato i seni alle due ragazzine di 14 anni. Era stato questo l’esito dell’interrogatorio per l’uomo, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, che aveva convalidato l’arresto e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo il magistrato, vigono i pericoli di reiterazione del reato e inquinamento probatorio.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe palpeggiato le ragazzine di fronte al supermercato. A chiamare i Carabinieri era stata una terza ragazza che si trovava con le due amiche. Immediata era stata l’azione dei Carabinieri della Compagnia di Latina che avevano rintracciato l’uomo in breve tempo.
Sul luogo dove sarebbero avvenuti i palpeggiamenti, erano presenti anche altre persone anche perché l’episodio era avvenuto in pieno giorno, nel primo pomeriggio. L’uomo si trova ancora ristretto dentro il carcere di Latina.
Secondo quanto prospettato dal sostituto procuratore di Latina, Martina Taglione, l’uomo avrebbe abbracciato la prima delle due ragazzine toccandole il seno. Spintonato via dall’adolescente, il 46enne si sarebbe diretto verso la sua amica, palpeggiandola.
In seguito all’arresto, la difesa aveva proposto ricorso al Riesame per chiedere l’annullamento o la sostituzione della misura cautelare in carcere, ma le accuse avevano retto e l’uomo è stato lasciato in carcere.
Nell’udienza odierna, il Tribunale ha accolto la costituzione di parte civile dell’associazione contro la violenza di genere, “Insieme a Marianna”, assistita dagli avvocato Benedetta Manasseri e Felicia D’Amico. L’avvocato difensore Reale ha chiesto di sottoporre a perizia le tre giovani denuncianti per saggiare la loro capacità testimoniale, in quanto potrebbero essersi influenzate a vicenda. Lo stesso difensore ha chiesto anche di poter visionare il video, captatato dalla videosorveglianza, che riprenderebbe il momento del palpeggiamento.
Oggi, 27 ottobre, ha testimoniato uno dei militari della Radiomobile intervenuti dopo la segnalazione, il quale ha ricostruito le fasi dell’arresto. I militari intervennero per raccogliere la denuncia e capire cosa fosse successo, dopodiché le ragazzine vennero in caserma insieme ai genitori per denunciare. Secondo quanto raccontato dal Carabiniere in aula, le adolescenti erano agitate all’esterno del supermercato e scosse da quanto era accaduto. Sul posto, l’imputato, in possesso di permesso di soggiorno e con una richiesta di protezione internazionale pendente, si era spostato all’interno del supermercato.
Ad essere escusso anche il padre di una delle due ragazze palpeggiate. Il genitore ha confermato di essere stato chiamato dalla figlia dopo quanto accaduto. L’uomo ha ascoltato dalla figlia ciò che era successo: “Il suo atteggiamento era un po’ dimesso, pur essendo una ragazza solare”. Le ragazze stavano vivendo un pomeriggio come tanti in maniera spensierata.
La stessa versione è stata confermata dal padre di un’altra ragazza vittima dei palpeggiamenti: “Mia figlia mi disse che una persona l’aveva toccata nelle parti intime. Dopo il fatto, mia figlia è rimasta chiusa nella sua stanza per due giorni. Era quasi alle lacrime”.
Il processo riprenderà il 2 febbraio con l’escussione delle tre ragazze adolescenti presenti nel pomeriggio di sabato 18 aprile. In aula, oggi, era presenta anche il fratello dell’imputato che, piangendo, ha mostrato le foto delle due figlie che il medesimo imputato ha in Bangladesh.
