CASO LT AMBIENTE, TIA E CONFLITTI D’INTERESSE. M5S: “AMMINISTRAZIONE ANCORA SILENTE”

Latina Ambiente, Ciolfi (M5S): «Dai circa 9 milioni ricostruiti nell’ultima relazione della curatela ai 41 milioni della diffida. E mentre si avvicina l’udienza penale del 9 dicembre, l’Amministrazione continua a non dare risposte sui conflitti di interesse» I 41 milioni non si spiegano con le carte. La città va rassicurata, non terrorizzata. La proposta del M5S: un collegio tecnico indipendente

«La diffida da 41 milioni di euro presentata dalla curatela di Latina Ambiente al Comune continua a essere evocata nel dibattito pubblico, con il rischio di trasformare una pretesa economica ancora da verificare in un incubo collettivo. Il punto, invece, è rassicurare i cittadini attraverso i documenti, verificare la reale consistenza delle somme richieste e chiarire quale sia l’effettiva esposizione del Comune. Perché, per quanto emerge dagli atti che abbiamo potuto esaminare, il passaggio dai crediti storicamente ricostruiti ai 41 milioni richiesti presenta interrogativi enormi, che oggi non trovano una risposta documentata».

Lo dichiara Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina.

«La diffida del 30 settembre è arrivata come un fulmine a ciel sereno, appena due giorni dopo che avevo annunciato pubblicamente la presentazione di un’interrogazione sulla partita debito-creditoria TIA. Un’interrogazione che chiedeva conto delle risultanze del tavolo tecnico, riattivato nel 2024 e proseguito fino al 2025, dal quale era emersa una ricostruzione economica che, considerando le successive verifiche sugli incassi, portava a individuare un saldo di circa 244 mila euro a favore del Comune. La curatela ha contestato quella ricostruzione, ma proprio questo avrebbe dovuto indurre tutti a mettere le carte a confronto, non certo a dare per scontata una pretesa da 41 milioni di euro senza spiegarne analiticamente la formazione».

DA CIRCA 9 A 41 MILIONI: DOVE SONO I CONTEGGI?. «Partiamo dai numeri, perché sono loro a porre le domande più importanti. Il tavolo tecnico del 3 luglio 2014 indicava crediti TIA per circa 10 milioni di euro. La relazione sulla gestione del bilancio 2013 di Latina Ambiente riportava crediti TIA per circa 13,9 milioni, con la precisazione che l’importo era soggetto a conguaglio rispetto ai dati certificati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per eventuali crediti inesigibili. Nel 2016, la relazione dell’attestatore nell’ambito del progetto del concordato preventivo indicava un credito TIA di circa 13,8 milioni. La relazione straordinaria della curatela del 30 giugno 2026 richiama nuovamente circa 13,9 milioni di crediti e circa 4,9 milioni di riversamenti effettuati dal Comune: una differenza di circa 9 milioni.

Tre mesi dopo, il 30 settembre, arriva la diffida che quantifica la pretesa della curatela fallimentare in circa 41 milioni di euro: 18 milioni di capitale, 20 milioni di interessi e 3 milioni di danni.Questa successione non dimostra, da sola, quale sia il credito effettivamente dovuto: gli importi potrebbero riferirsi a poste e criteri differenti. Proprio per questo, tuttavia, è indispensabile spiegare in modo documentato come si sia arrivati alla nuova quantificazione.

Occorre inoltre verificare quanta parte dei crediti originari sia stata effettivamente riscossa e quanta sia ancora esigibile, tenendo conto di tutte le rottamazioni, prescrizioni, sgravi, annullamenti e altre rettifiche delle singole posizioni. Il valore nominale dei crediti affidati alla riscossione, infatti, non coincide automaticamente con le somme effettivamente recuperabili».

IL TAVOLO TECNICO E IL SALDO A FAVORE DEL COMUNE. «Secondo la ricostruzione degli uffici comunali, il tavolo tecnico nel verbale del 4 febbraio 2025 aveva individuato un saldo di circa 29 mila euro a favore di Latina Ambiente. Successive verifiche sugli incassi avrebbero fatto emergere circa 274 mila euro che la società avrebbe dovuto restituire al Comune, portando gli uffici a ricostruire un saldo di circa 244 mila euro a favore dell’ente. Come si conciliano queste risultanze con la relazione della curatela che riporta un credito TIA di circa 9 milioni di euro e la successiva diffida da 41 milioni? Come sono stati calcolati i 18 milioni di credito TIA e i 20 milioni di interessi nella diffida? perché le risultanze del tavolo tecnico non sono state portate in Giunta, nonostante fossero state predisposte ben tre proposte di deliberazione? Servono verifiche rigorose, indipendenti e tempi certi».

IL 9 DICEMBRE SI AVVICINA: I CONFLITTI DI INTERESSE VANNO CHIARITI. «Il 9 dicembre è fissata la prima udienza del procedimento penale per bancarotta relativo alla vicenda Latina Ambiente. La vicinanza temporale con la diffida non dimostra alcun collegamento causale, ma rende ancora più urgente chiarire quali effetti la nuova pretesa possa avere sulla rappresentazione dell’attivo fallimentare. Una pretesa contestata non equivale a un credito definitivamente accertato.

Resta inoltre ancora senza risposta nel merito la questione che ho sollevato più volte riguardo alla posizione dell’avvocato Mignano, già consulente legale gratuito della sindaca, imputato nel procedimento penale, titolare, secondo quanto risulta, di partite creditorie verso il fallimento della Latina Ambiente e di crediti professionali verso il Comune, tra l’altro costituitosi parte civile nel procedimento.

A questo quadro si aggiunge la posizione dell’assessora Antonina Rodà, che non ha partecipato alle due sedute della Commissione Trasparenza che ho convocato sulla vicenda, dichiarando di essere in attesa delle verifiche su un suo potenziale conflitto di interessi. Tale potenziale conflitto era già stato segnalato dal M5S al momento del suo insediamento.

Chi sta svolgendo queste verifiche? Entro quando si concluderanno? E quale rappresentante della Giunta comunale sta seguendo politicamente la partita TIA nel frattempo? Il gruppo di lavoro è coordinato dalla direttrice generale, avvocata Immacolata Pizzella, già presidente del CdA di Latina Ambiente. È indispensabile chiarire ruoli, responsabilità e garanzie di imparzialità, senza anticipare conclusioni, ma senza accettare zone d’ombra».

«La mia interrogazione sulla partita debito-creditoria TIA, presentata oltre venti giorni fa e già calendarizzata per il Question Time del prossimo 2 novembre, pare che non potrà essere discussa. Come preannunciato ieri dal presidente del Consiglio comunale Raimondo Tiero durante la Conferenza dei Capigruppo, l’Amministrazione non ha ancora predisposto le risposte. Ho chiesto una motivazione formale di questo eventuale rinvio che non è ancora arrivata.

Nella stessa Conferenza dei Capigruppo, inoltre, il presidente Tiero si è rifiutato di inserire una mia nuova interrogazione sul potenziale conflitto di interessi dell’assessora Rodà, nonostante i tempi regolamentari lo consentissero, motivando la scelta con il fatto che anche su questo argomento l’Amministrazione non ha ancora le risposte. Ma la trasparenza e la correttezza amministrativa richiedono un’attuazione immediata, non tempi di attesa ulteriormente dilatati. E resta in piedi un ulteriore ingombrante quesito: quale assessore sta seguendo la vicenda?

Nel frattempo, la Sindaca non ha partecipato alle due sedute della Commissione Trasparenza dedicate alla vicenda e continua a non offrire alla città una posizione politica chiara. Mentre Noi Moderati torna ripetutamente a evocare i 41 milioni, alimentando l’allarme in città, i cittadini hanno diritto di sapere quali verifiche siano in corso e come l’Amministrazione intenda tutelare le risorse pubbliche. Quando sono in gioco le finanze comunali, il silenzio non è una risposta e i rinvii non possono diventare una strategia amministrativa».

LA PROPOSTA DEL M5S: UN COLLEGIO TECNICO INDIPENDENTE. «La nostra proposta è affidare la ricostruzione a un collegio di professionisti indipendenti, di altissimo profilo, individuati con un metodo condiviso da maggioranza e opposizione. Un organismo terzo che metta a confronto gli atti, verifichi i conteggi e l’effettiva esigibilità dei crediti attraverso la certificazione dell’AdER anche alla luce dell’ultima rottamazione quinques ancora in vigore, che riguarda i tributi locali iscritti a ruolo dal 2000 al 2023, e accerti il fondamento delle somme richieste dalla Curatela a titolo di capitale, interessi e danni.

Ho inoltre richiesto la convocazione urgente della Commissione Bilancio, affinché gli uffici riferiscano e il Consiglio comunale possa esercitare pienamente le proprie funzioni di controllo. A oggi, tuttavia, il presidente della Commissione Bilancio, Giuseppe Coluzzi, continua a non rispondere alla richiesta. Non vogliamo alimentare allarmismi e non anticipiamo conclusioni. Vogliamo distinguere le pretese dalle somme effettivamente dovute e garantire che il Comune difenda adeguatamente il proprio patrimonio. I 41 milioni non possono essere agitati come uno spauracchio, né liquidati con superficialità. Devono essere spiegati, verificati e contestati, se i documenti lo richiedono. Latina non ha bisogno di paura, ma di trasparenza, responsabilità politiche e risposte certe. E il Movimento 5 Stelle continuerà a pretenderle, senza sconti e senza arretrare».

Maria Grazia Ciolfi

Consigliera comunale e Capogruppo M5S

Presidente della Commissione Trasparenza e Legalità

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