Inchiesta Dune, secondo filone del procedimento che oltre quatto anni fa ha terremotato l’amministrazione Gervasi
Si è aperto il processo scaturito dal cosiddetto procedimento Dune bis, stralcio del procedimento principale in cui è imputata l’ex sindaca di Sabaudia Giada Gervasi. Il terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, ha ammesso i testimoni e l’elenco intercettazioni presentato dal pubblico ministero Simona Gentile. Un capo d’imputazione si prescriverà a giugno 2027, mentre altre accuse si estingueranno per prescrizione a settembre dell’anno prossimo. Uno degli imputati, Mario Ganci, ha annunciato di voler rinunciare alla prescrizione. Sta pensando di rinunciate alla prescrizione anche Riccardo Guglielmi, assistito dall’avvocato Claudio Cardarello. Già il Riesame di Roma ha annullato i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Guglielmi. Il processo entrerà nel vivo con le prime testimonianze di chi ha indagato il prossimo 4 febbraio.
A novembre 2025, sono stati nove i rinvii a giudizio e un patteggiamento su ventisei indagati che rischiavano il processo. Si è ridimensionato così il procedimento penale “Dune bis”, il secondo filone dell’imponente inchiesta dei Carabinieri che, a febbraio 2022, portò all’arresto dell’allora sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi, con la conseguente caduta dell’amministrazione.
Per l’effetto dell’estinzione dell’abuso d’ufficio, un reato che non è più previsto dalla legge per volere del Governo Meloni, sono usciti fuori definitivamente dal processo in cinque: l’ex sindaca Giada Gervasi, l’ex direttore del Parco del Circeo, Paolo Cassola, Diego Degli Stefani, Massimiliano Stefanini e l’attuale assessore di Pontinia, Giovanni Bottoni. Estinto il reato di abuso d’ufficio anche per Quirino Alessi. Definitivo il patteggiamento di Fabio Minotti a 5 mesi, con la non menzione nel casellario giudiziario: doveva rispondere di turbativa d’asta.
Nove i rinvii i giudizi, per l’appunto: il medesimo Quirino Alessi per altre contestazioni, Mario Bartolotti, Carlo e Laura Capuzzo Dolcetta, Mario Ganci, Riccardo Guglielimi, Pietro Lapertosa e i Carabinieri Forestali, Angelo Mazzeo e Gianni Polidoro. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di turbativa d’asta, corruzione, peculato e falsità ideologica.
Prosciolti gli altri indagati, ragione per cui non dovranno affrontare il processo: Rosalba Ambrosino, Federico Antonelli, Remo Bertani, Sandro Dapit, Pietro Vincenzo D’Arcangelo, Massimo Ferrini, Attilio Guglielmi, Stefano Malinconino, Luigi Palombi, Eduardo Piovesana e l’allora Comandante dei Carabinieri Forestali, Alessandro Rossi.
A decidere era stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, che, nel primo pomeriggio, dopo una camera di consiglio di un paio d’ore, aveva letto la sentenza. Il pubblico ministero Valentina Giammaria, titolare d’indagine, aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati nel procedimento penale.
Ad aprile 2025, lo stesso Gip Cortegiano aveva accolto la costituzione di parte civile di tre dei richiedenti: si tratta del Comune di Sabaudia, del dipendente comunale Antonio Vitelli e della Dea Costruzioni srl. Ad assistere le parti civili gli avvocati Riccardo Amadei e Marco Rossi. Estromessa la costituzione di parte civile del Comitato Sabaudia 2020 nei confronti degli indagati Attilio Guglielmi e di Fabio Minotti.
L’udienza preliminare era a carico di 26 indagati coinvolti nello stralcio dell’inchiesta “Dune”, il cui processo principale è già incardinato presso il Tribunale di Latina dove sono imputati l’ex Sindaca Giada Gervasi, l’ex assessore all’urbanistica Innocenzo D’Erme, l’ex Direttore Generale del Comitato Sabaudia 2020 Luigi Manzo, l’ex consigliere comunale Sandro Dapit, l’ex responsabile Lavori Pubblici del Comune di Sabaudia ed attuale assessore a Pontinia, Giovanni Bottoni.
Tra gli indagati, anche i Carabinieri Forestali che, secondo gli inquirenti, In cambio della velocizzazione delle pratiche, di regola più lente poiché sottoposte ai vincoli dell’Ente Parco, affidavano i lavori di potatura alla ditta “Paesaggio Urbano”. L’accusa ipotizza che, uno dei Forestali, Angelo Mazzeo, procacciava, l’altro, l’imprenditore Stefano Malinconico, eseguiva i lavori: il tutto, sottolineava l’ex Gip Castriota nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai Carabinieri a febbraio 2022, “grazie alla connivenza del Comandante della Stazione Forestale di Sabaudia“. Comandante che, come detto, è stato prosciolto.
La Procura di Latina contesta vari episodi avvenuti nell’espletamento delle gare d’appalto e degli affidamenti nell’ambito della Coppa del Mondo di Canottaggio 2020, tra cui l’impianto di cablaggio e il campo di regata. Contestate anche altre procedure pubbliche tra cui l’impianto di illuminazione e gli appalti all’Ente Parco e le irregolarità nei lidi. Nel corso dell’udienza preliminare di novembre 2024, i pubblici ministeri Antonio Sgarrella e Valentina Giammaria avevano modificato il capo d’imputazione per Mario Ganci.
Il collegio difensivo era composto oggi dagli avvocati Mariani, Nigro, Arichiadiacono, Lauretti, Calisi, La Macchia, Melegari, Mantella, Di Palma, Turriziani, Roccato, Coronella, Cardarello, De Gregorio, Giudetti, Forte, Argano, Volpe, Marzaduri, Ciccotti, Bonetti, Bianchi, Morgera, Teson e Davirro.
In precendenza, l’ex tecnico supervisore della Coppa del Mondo di Canottaggio, Erasmo Scinicariello, aveva chiesto e ottenuto il patteggiamento: 1 anno e 8 mesi di reclusione.
