LBC RISPONDE ALLA GIUNTA CELENTANO: “PER AMMINISTRARE SERVONO UNA VISIONE E UN’IDEA DI CITTÀ”

“Restituiamo al mittente la risposta della Giunta Celentano”. Ad esprimersi sono la segretaria di Latina Bene Comune, Elettra Ortu La Barbera, e il vicesegretario Alessio Ciotti, ancora una volta sorpresi da quanto questa amministrazione continui a non voler fare i conti con la realtà.

“Dopo oltre tre anni di amministrazione, ciò che manca è soprattutto una visione complessiva della città e una direzione chiara verso cui condurla. Non può valere una sorta di “eredità a geometria variabile”: ciò che funziona diventa merito dell’attuale Giunta, mentre ciò che presenta problemi torna immediatamente ad essere responsabilità di chi amministrava prima. L’assessore Carnevale sostiene che non basti ottenere i finanziamenti. Siamo d’accordo. Ma prima ancora di realizzare un’opera bisogna immaginarla, progettarla, inserirla in una visione di città e trovare le risorse per finanziarla. È esattamente ciò che ha fatto l’amministrazione Coletta, intercettando e ottenendo circa 60 milioni di euro di fondi PNRR e lasciando alla città un patrimonio di progetti che oggi questa maggioranza ha il compito e la responsabilità di portare a compimento. Dietro quei finanziamenti non c’era un elenco casuale di opere, ma un’idea precisa di Latina: una città più vivibile, rigenerata, inclusiva, capace di ricucire centro e periferie e di non lasciare indietro nessuno.

Lo dimostrano, tra gli altri, la riqualificazione dell’ex scuola di via Milazzo, il centro sportivo Vincenzo D’Amico finanziato con circa 2 milioni di euro di PNRR, gli interventi sul quartiere Nicolosi, il progetto “A Gonfie Vele” per i quartieri Q4 e Q5 e le altre opere di rigenerazione urbana finanziate e avviate grazie alla programmazione della precedente amministrazione. Rivendicare oggi il completamento di questi interventi senza riconoscere la visione politica e amministrativa che li ha resi possibili significa, semmai, offrire ai cittadini quella “verità parziale” che la Giunta attribuisce agli altri. Sul Parco Falcone e Borsellino, poi, negare o ridimensionare le criticità significa non voler fare i conti con quanto accaduto. Parliamo di un intervento da circa 6 milioni di euro e di uno dei luoghi simbolo della città che ha atteso quasi tre anni prima di essere restituito pienamente alla comunità. Non abbiamo mai contestato la necessità di riqualificare il parco: quel progetto nasce proprio dalla nostra amministrazione.

Abbiamo invece contestato tempi, modalità di esecuzione e criticità emerse durante i lavori. Su queste sarebbe più utile fornire risposte puntuali anziché trasformare ogni osservazione dell’opposizione in una presunta polemica. Sulla gestione dei rifiuti continua invece una narrazione che riteniamo profondamente sbagliata e che tenta di attribuire al progetto originario di ABC responsabilità che appartengono alle scelte compiute negli ultimi tre anni. ABC è un’azienda pubblica della città e il sistema di raccolta porta a porta avrebbe dovuto essere completato, monitorato e, dove necessario, rimodulato fin dall’inizio del mandato. Nessuno ha mai sostenuto che un modello di raccolta debba essere immutabile: amministrare significa proprio correggere ciò che non funziona e adattarlo alle caratteristiche del territorio. Ma una cosa è rimodulare un progetto, altra cosa è lasciarlo per anni in una condizione di sostanziale stallo. Dopo oltre tre anni, il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città che continua a presentare evidenti problemi di pulizia, cittadini sempre più demotivati nella raccolta differenziata e lavoratori sottoposti a un carico crescente. Nel frattempo, all’interno della stessa maggioranza si sono susseguite posizioni differenti sul futuro di ABC e sul modello di raccolta. A pagare il prezzo di questa indecisione sono stati soprattutto i cittadini, attraverso una TARI molto elevata e un servizio che continua a mostrare criticità, e i lavoratori dell’azienda, oggi fortemente sotto pressione e con un carico di lavoro crescente.

Se sistemi di raccolta porta a porta sono stati adottati e consolidati in realtà come Parma, Treviso, Salerno e Bari, non si comprende perché a Latina non si sia potuto lavorare seriamente per adattare e migliorare il modello, anziché utilizzarlo per tre anni come alibi per giustificare l’assenza di una strategia alternativa compiuta. Sulla Bandiera Blu, l’assessore Di Cocco continua a minimizzare un fatto che per noi rimane politicamente rilevante. Dopo tredici anni, un tratto del nostro litorale non ha ottenuto la conferma del riconoscimento e la motivazione riguarda il servizio di salvamento. Non è un dettaglio. Parliamo di sicurezza in mare e di un tratto del lungomare particolarmente prezioso dal punto di vista naturalistico e fortemente frequentato anche attraverso le spiagge libere, quindi da tante famiglie e cittadini che non usufruiscono degli stabilimenti balneari. Ridimensionare quanto accaduto ci sembra irrispettoso nei confronti di chi frequenta quel tratto di costa e soprattutto incoerente con l’obiettivo, che dovrebbe essere prioritario per chi ha la delega al Turismo e alla Marina, di rendere il nostro litorale sempre più attrattivo, accessibile e sicuro.

Sempre per l’assessore Di Cocco ricordiamo la politica fallimentare sui parcheggi come ad esempio quello multipiano della stazione di Latina scalo lasciato da mesi senza gestione e quindi senza introiti per il comune Infine il Bilancio. La correttezza contabile e il rispetto degli equilibri sono indispensabili, ma rappresentano il punto di partenza, non il risultato politico. Un bilancio è soprattutto lo strumento con cui un’amministrazione stabilisce le proprie priorità. Se abbiamo difficoltà nella manutenzione dei parchi, nella gestione dei rifiuti e persino nell’organizzazione tempestiva di un servizio essenziale come il salvamento, la domanda non è soltanto se “i conti tornino”, ma come vengano programmate e utilizzate le risorse e quali risultati producano per la città. È questo il filo che lega ABC, Marina, Bandiera Blu, parchi, opere pubbliche e Bilancio. Dopo oltre tre anni di governo, la Giunta Celentano deve assumersi pienamente la responsabilità delle proprie scelte e dei propri risultati.

La regolarità degli atti è un obbligo. Il risultato politico è un altro: una città più pulita, un mare più sicuro, parchi curati, servizi efficienti, investimenti tutelati e risorse pubbliche utilizzate bene. È su questo che un’amministrazione deve essere giudicata. E dopo tre anni non è più sufficiente rispondere indicando chi amministrava prima. La differenza è tutta qui: amministrare non significa soltanto completare ciò che altri hanno programmato. Significa avere un’idea di città, individuare le priorità, reperire le risorse e costruire oggi la Latina dei prossimi anni. È questa visione che continuiamo a non vedere”.

Così, in una nota, Elettra Ortu La Barbera, Segretaria di Latina Bene Comune e Alessio Ciotti, Vicesegretario di Latina Bene Comune

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